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Narrativa straniera  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

Coe Jonathan - Circolo chiuso

Circolo chiuso TitoloCircolo chiuso
AutoreCoe Jonathan
Prezzo € 16,00
Prezzi in altre valute
Dati2005, 403 p., brossura
TraduttoreVezzoli D.
EditoreFeltrinelli  (collana I narratori)

Attualmente non disponibile su IBS
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41 recensioni|Invia recensione|
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Descrizione
Alle soglie del capodanno del 2000 Claire Newman, reduce da un matrimonio fallito e da un lungo soggiorno in Italia, decide di tornare in Inghilterra, nella sua vecchia città di Birmingham. Pensa sia venuto il momento, dopo più di vent'anni, di scoprire definitivamente cosa sia successo a sua sorella Miriam, scomparsa misteriosamente nel 1978. Il libro, al tempo stesso seguito de "La banda dei brocchi" e romanzo in sé compiuto, conclude un'ideale trilogia costituita da "La banda dei brocchi" (dedicato agli anni Settanta) e da "La famiglia Winshaw" (dedicato agli anni Ottanta).

La recensione de L'Indice
Recensione de L'indice
Un romanzo della stanchezza, questo Circolo chiuso che fa da seguito, secondo quando dichiarato dallo stesso Coe in una nota d'apertura, al precedente La banda dei brocchi (Feltrinelli, 2002; cfr. "L'Indice", 2002, n. 4). Un meccanismo dichiarato di fidelizzazione del lettore, dunque, tant'è che alla fine del volume è inserito un riassunto della "puntata precedente", benché l'autore in un'intervista abbia dichiarato che non si tratta di un'operazione montata per sfruttare il successo dell'altro libro, bensì di aver avuto in mente sin dall'inizio un romanzo unico, poi diviso in due volumi perché non fosse eccessivamente pesante. Non c'è motivo di non credergli, ma questa seconda parte non è certo esente dalla pesantezza.
Pesantezza, stanchezza: in questa fotografia a distanza di vent'anni i personaggi hanno ovviamente perso la freschezza dell'adolescenza, perdita che si ripercuote sul ritmo narrativo prima ancora che sulle storie. Il tentativo di per sé interessante di allestire una sorta di saga dell'Inghilterra contemporanea si traduce in una trama decisamente macchinosa e gravida di colpi di scena, nonché di incastri improbabili con scomparse ricomparse e soluzioni di misteri, alla maniera di un feuilleton e poco in sintonia con il mélange di ironia e sofferenza esistenziale che l'autore dispensa pur con la consueta abilità.
L'aspetto politico del romanzo ruota intorno al personaggio di Paul Trotter, ritratto del laburista di destra per eccellenza, un clichè talmente esasperato che farebbe persino ridere se non si sapesse, anche per esperienza di casa nostra, quanto corrisponda al vero. Attraverso questo personaggio, Coe afferma l'impossibilità di distinguere tra la politica di destra e quella di sinistra, esprime la delusione nel constatare la continuità del New Labour di Tony Blair rispetto a Margaret Thatcher e ai conservatori degli anni novanta. Un'atmosfera di disillusione e impotenza che impregna tutto il romanzo, giocata sullo sfondo delle lotte contro la chiusura della Rover e i grandi eventi internazionali, l'11 settembre e soprattutto la decisione di allearsi agli Stati Uniti nella guerra in Iraq. Comunque, l'unica via d'uscita anche Paul Trotter la trova in un colpo di scena, una risoluzione sul piano "del personale", come si sarebbe detto negli anni settanta, compiendo una scelta d'amore abbastanza sconvolgente e, dati i precedenti del personaggio e altre implicazioni del plot, davvero inverosimile.
Per fare solo un esempio del concatenamento di surreale e realismo sociale: il fratello maggiore di Paul, Ben, scompare e poi riappare perché non riesce a finire un suo romanzo impossibile, anzi l'"opera mondo" in cui si cimenta vanamente da decenni, basata sulla ricerca di nuovi linguaggi intrecciati con la musica. Cattolico convinto, o apparentemente tale, giunge a desiderare di farsi frate per sfuggire alla frustrazione, poi perde la fede, lascia la moglie, e magicamente ritrova l'unico grande amore della sua vita, una donna ora malata cronica, che casualmente è anche la madre dell'amante del fratello (e lui il padre, ma senza mai averlo saputo: una spruzzatina d'incesto, quindi, e per di più prima del fratello se ne era innamorato anche lui...).
Un romanzo stanco.

Giuliana Olivero

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 41 recensioni presenti.  Media Voto: 4.26 / 5

Le Rouge (25-10-2011)
A me personalmente è piaciuto molto!Ho letto entrambi i libri a distanza di una settimana l 'uno dall altro e forse grazie a questo,ho potuto apprezzare di più il susseguirsi degli eventi! L'ho trovato molto leggero e scorrevole a discapito di molti commenti che ho letto qui!Naturalmente il gusto è personale... Credo che acquisterò anche altri romanzi di Coe.
Voto: 4 / 5
Jex (14-03-2011)
Suscita curiosità nella lettura, in quanto seconda parte de "La banda dei Brocchi", per chi lo abbia letto e ne sia rimasto coinvolto; però devo dire che non ha fatto scattare quel qualcosa scaturito con la lettura del primo..la presenza di troppi personaggi manda in confusione e costringe il lettore a soffermarsi per pensare a chi ci si sta riferendo.
Voto: 3 / 5
marco marber81@libero.it (25-03-2009)
il seguito della banda dei brocchi,è superiore rispetto al precedente,ottimo libro anche se a mio avviso è eccessivo il numero dei personaggi,tanto che in certi punti si rischia di "perdersi"...
Voto: 4 / 5
Philip (26-11-2007)
Seconda parte del meraviglioso dittico iniziato con "La banda dei brocchi",ne è il giusto e degno complemento,pur non raggiungendo in toto la forza del precedente.Comunque massimo dei voti,perchè chiarisce alcuni punti oscuri del precedente.
Voto: 5 / 5
Paola1977 (11-10-2007)
Prenderò spunto dalle 2 precedenti recensioni:Coe è uno dei migliori scrittori contemporanei....ma così come la "banda dei brocchi",neanche "circolo chiuso" mi ha entusiasmato:la lettura è stata accompagnata dalla curiosità di sapere come sarebbe andata a finire la vita dei vari personaggi (ai quali ci si affeziona),ma anche (ahimè!) dalla noia. La conclusione è molto carina,con l'immagine dei due giovani che camminano insieme in un ideale passaggio del testimone tra il prima ed il dopo. Malgrado non l'abbia apprezzato particolarmente,non posso che augurare lunga e prolifera vita letteraria a Jonathan Coe.
Voto: 3 / 5
alex alexswall@yahoo.it (12-06-2007)
Ben, Paul, Malvina, Doug, Phil, Claire, Cicely... e vai con l'improbabile a tratti stucchevole saga. Difficile stare dietro a tutti e poi in fondo che noia, questa volta non si salva nemmeno la "colonna sonora". Peccato perchè in brevi periodi meritava, troppo brevi.
Voto: 2 / 5
Roberto (10-04-2007)
Dico solo questo: Jonathan Coe ed Irvine Welsh sono i migliori scrittori contemporanei che io conosca. Anzi se qualcuno può suggerirmi qualche altro autore dello stesso genere gliene sarei grato. Già perché questo genere di lettura ti avvolge con un calore ed un coinvolgimento che io non hai riscontrato in nessun altro autore, anche classico. Quando ho finito di leggere Circolo Chiuso ho "sentito" il bisogno di rileggere la Banda dei Brocchi, perché ho bisogno di essere accarezzato dalla trama, dai personaggi, dalle storie che in parte abbiamo vissuto sulla nostra pelle. Che brividini! Quando esce il prossimo?
Voto: 5 / 5
robyx (20-01-2007)
appassionante, forse meno della banda dei brocchi, ma pieno di colpi di scena!!! questa malvina cmq nn me la raccontava giusta dall'inizio...perchè tutto questo interesse su questa ragazza? e ben...povero mi ha sempre fatto tanta pena...mah, una conclusione migliore....se questo è quello che ha voluto fino all'inizio del libo allora direi che è più che accontentato!!! noi lettori ce ne dobbiamo fare una ragione! domanda: e emily con il nuovo nascituro?
Voto: 5 / 5
Pascal (21-12-2006)
Coe è uno dei migliori narratori contemporanei. La Storia e la Vita in lui si intrecciano con modalità inebrianti, lasciando in bocca il sapore triste e maliconico di chi percepisce la naturale debolezza umana. E ne fa una bandiera.
Voto: 5 / 5
Emanuele (09-11-2006)
Ideale seguito editoriale della Banda dei Brocchi, di cui costituisce unico corpo, anche di cifra stilistica, Circolo Chiuso non delude le aspettative degli aficionados di Coe. I personaggi appaiono nitidamente delineati, ed è facile riconoscersi in qualcuno di essi. Il vorticoso e spesso non indolore tentativo di passaggio all’età adulta è colto con fragrante ironia. Nessuno dei personaggi coinvolti nel racconto sembra capace di guadare il fatidico corso, tutti più o meno alle prese con il proprio passato, con il quale non avevano chiuso per bene i conti. Coe, come già avvenuto con la Famiglia Winshaw, preferisce seguire una linea narrativa non tradizionale. Nel romanzo prima citato fa un elegante uso dei flash back, in Circolo Chiuso, come suggerisce il titolo del romanzo stesso, alla fine si riparte dallo stesso punto da dove era iniziata la Banda dei Brocchi. E il racconto del racconto della giovane Sophie, la sapienza personificata nella giovane nipote di Ben, unico personaggio positivo e ideale del romanzo, nonché parziale io narrante. Una circolarità narrativa che invoca la impossibilità del divenire lineare degli eventi, disperso dai mille specchi dentro i quali ama riflettersi. Non c’è mai un punto arrivo, ma tante partenze, spesso false e falsi punti di arrivo. Condannati all’eterno errare della insoddisfazione contemporanea, i personaggi di Coe si fanno amari interpreti delle nostre deboli certezze. Il romanzo è costellato di numerosi Rendez-Vous, alcuni volutamente improbabili, attorno ai quali roteano impotenti i personaggi del romanzo, un vorticoso convergere verso punti di incontro, i falsi punti di arrivo o di partenza prima detti. Il ritrovarsi per poi riperdersi, in un vorticoso movimento che non spinge in avanti, ma fa indietreggiare con lo sguardo doloroso rivolto verso un improbabile futuro.
Voto: 5 / 5
Eliana (06-10-2006)
Vorrei ke i libri di Coe nn finissero mai... coinvolgente, appassionante, malinconico, degna conclusione de La Banda dei Brocchi...anche superiore nel suo livello di coinvolgimento...Concordo con chi sostiene ke Ben meritava sicuramente una fine migliore...ma credo proprio ke Coe sia ugualmente fenomenale...
Voto: 5 / 5
Francesca kka1979@libero.it (28-06-2006)
Mentre Pennac costruisce una saga di 6 libri da leggere in ordine, ma che tutto sommato forse sono comunque indipendenti..Coe ti obbliga a leggere il primo libro altrimenti non ci si capisce niente..è una scelta che non condivido..forse sarebbe stato più giusto costruire un'opera unica! Circolo chiuso completa comunque alla grande la Banda dei Brocchi..rende il tutto estremamente organico; i colpi di scena non mancano e alla fine molte immagini di personaggi un po' "tristi" si rivalutano e acquistano spessore..come Ben..Paul..Claire! Coe si mostra oltre che un ottimo narratore anche un bravo scrittore che riesce a descrivere realtà culturali e sociali reali!
Voto: 5 / 5
federico (06-06-2006)
Ottimo, veramente un buon libro, degno proseguo de "la banda de brocchi". Coe riesce a descrivere personaggi ed ambientazioni in maniera veramente viva e reale con un linguaggio semplice, scorrevole e stilisticamente ottimo; leggendo il libro sembra di stare seduto al cinema. Lo consiglio vivamente, logicamente dopo aver letto "la banda dei brocchi".
Voto: 4 / 5
ELEONORA (09-01-2006)
SONO UN PO' DELUSA.FORSE COE RIESCE MEGLIO NEL DESCRIVERE IL PASSATO CHE IL PRESENTE.COMUNQUE DA LEGGERE.
Voto: 3 / 5
Patroclo (21-11-2005)
é un Coe godibile, ma non ai suoi massimi. il perché sta secondo me nel titolo del libro: "circolo chiuso", come un cerchio (quello che é iniziato con la banda dei brocchi) che si chiude sulla descrizione delle vita della manciata di personaggi di cui Coe ci descrive le esistenze, ma anche il nome della specie di sottocommissione messa in piedi dai personaggi piú trasformisti e politicamente negativi del libro. Ecco, la mia impressione é che Coe volesse scrivere un romanzo molto piú politico, che il tema del "circolo chiuso", ora appeso e molato lí a metá libro, dovesse essere quello centrale, e invece poi abbia ripiegato sul privato, a volte in maniera dickensianamente stucchevole e inverosimile, e si sia accontentato, sul versante politico e della realtá, di poche notazioni tra l´altro abbastanza banali, di qualche inserto sull´iraq e sull´11 settembre appicciato lí. insomma: artigianato di ottimo livello, ma sempre artigianato. Coe - come molti dei suoi personaggi - deve decidere cosa vuole fare da grande, se rimanere un ottimo mestierante baciato dal successo commerciale, o sviluppare qualcosa di piú, diventare uno di quei romanzieri in grado di farsi passare il testimone dai Barnes, dai Mc Ewan e (soprattutto, vista la tendenza comico-satirica di entrambi) da Amis. il libro comunque si legge tutto d´un fiato (come quasi tutti quelli di Coe) per cui il giudizio resta marginalmente positivo.
Voto: 3 / 5
co (04-10-2005)
La degna conclusione de "La banda dei brocchi": piacevole, mai scontato e scritto benissimo.
Voto: 5 / 5
Gianluca (01-10-2005)
Meraviglioso. Uno di quei libri che quando finiscono ti lascianolo stesso sapore in bocca di un ultimo giorno di vacanza. E sai che Claire, Benjamin e gli altri ti mancheranno un sacco. Scena migliore del libro: Paul che decide di votare a favore della guerra in Iraq.
Voto: 5 / 5
Alberto Vanni Pitul@libero.it (23-09-2005)
Grandissimo narratore. Un'intreccio di vite in cui è facile ritrovarsi è irrimediabilmente perdersi. Peccato per il finale forse troppo semplicistico e moralistico.
Voto: 5 / 5
michela michgia@libero.it (30-08-2005)
Ho iniziato questo libro piena di aspettative, in seguito alla lettura di La banda dei brocchi, che mi era piaciuto tantissimo. Circulo chiuso però mi è sembrato una brutta copia del romanzo precedente: una telenovela di personaggi ambientati nella recente storia inglese. Non mi ha coinvolta come speravo, i suoi personaggi non mi hanno incuriosita e i colpi di scena non mi hanno stupito.
Voto: 2 / 5
angela (03-08-2005)
jonathan coe è un romanziere così eccellente che dovrebbe prendere il nobel ed essere letto nelle scuole accanto ai classici della letteratura.
Voto: 5 / 5
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