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Bocca Giorgio - Il provinciale. Settant'anni di vita italiana |
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Titolo | Il provinciale. Settant'anni di vita italiana |
| Autore | Bocca Giorgio | Prezzo Sconto 15%
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€ 14,45
(Prezzo di copertina € 17,00 Risparmio € 2,55)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2007, 292 p., brossura |
| Editore | Feltrinelli
(collana I narratori) |
| | Disponibile anche in ebook a € 11,99 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| "Il provinciale attento alle opportunità, la formica che ha accumulato cultura e professione vede nel Sessantotto un'onda anomala che lo sorprende, lo sballotta, qualcosa che ribalta i valori, confonde le procedure, scompagina le gerarchie." Così, introducendo le pagine sul Sessantotto, il "provinciale", che è il "personaggio guida" di questa bizzarra autobiografia, balza fuori continuamente. Bocca restituisce il cammino di questo personaggio, penetrando nel tessuto connettivo del nostro Paese, sommando personaggi minori e personaggi maggiori. Il libro è stato pubblicato per la prima volta nel 1991.
Media Voto: 4.4 / 5umberto (07-09-2011) Grandissima penna , uno scrittore veramente fino . Il racconto è avvincente , chiaro , interessante e toccante . Bocca ha il pregio di scrivere come parlasse in piazza con degli amici con un linguaggio semplice ma forbito. La qualità dello scrittore sembra quasi voler essere celata da quest'uomo che è tutto il contrario del divo dell'esibizione del voler apparire. Ma si vede la profondità , la sensibilità , la commozzione del ricordo , la tristezza di anni giocati con il fucile , il voler fuggire da una realtà assurda come la guerra , la violenza contro la gente semplice e ' provinciale ' delle valli cunesi , la montagna povera. Bocca nella sua ermeticià mostra se stesso , l'amore per la sua terra e mostra la sua gioventù un pò ribelle un pò attaccata alle istituzioni . La piazza , il mulo Garibaldi , la famiglia e il vino versato in bicchieri spessi..." cui bastard " . In fondo c'è tanto amore odio verso un popolo , il nostro , che ha dato di sè il meglio e il peggio della storia umana.
" un bicchiere di vino delle mie valli " rimane questo , solo questo...ma non parliamo d'altro..
Grazie Giorgio sei un grande ! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giuseppe (02-08-2008) Un bel libro peccato che nel racconto si intravede molto il colore politico dell'autore.Comunque consigliato. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
rainbow tempofranco@inwind.it (04-12-2007) Bella opera di un giornalista che sa raccontare. Interessanti i temi trattati, apprezzabile l'indipendenza intellettuale dell'uomo, forte il taglio narrativo dello scrittore. Non scende mai di tono, peccato si fermi al 1991, anno in cui è stato scritto. Ma dopo Bocca, per fortuna, ha continuato a parlarci con i suoi lavori. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Gabriele (19-10-2007) Una narrazione sempre con il ritmo giusto, una visione del mondo costantemente al di sopra delle parti, uno stile asciutto, quasi privo di figure retoriche e finalizzato a portare il lettore direttamente dentro un'esperienza di vita con pochi eguali. Davvero un grande libro, scritto con umiltà, senza fronzoli e con una serie di analisi dei momenti storici lungi dagli stereotipi che cinquant'anni di letteratura orientata, a destra come a manca, ci ha fornito.
Esemplare la disamina del '68, visto come una rivoluzione "inefficiente" e poco sensata: uno spreco di energie ed intelligenze converso in pochi ed esigui risultati, molti dei quali dall'impatto discutibile sulla società. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
stefano cavastracci stefano.cavastracci@tiscali.it (15-05-2007) Questo è decisamente il miglior libro di Giorgio Bocca che ho letto. Secondo me in seguito non si è più espresso allo stesso livello. Oltre all’interesse che suscita la sua storia personale questo libro dovrebbe essere letto per comprendere meglio la storia partigiana, l'immediato dopoguerra e l’Italia del boom. Ma il massimo della chiarezza e della obbiettività Bocca lo ha raggiunto nel raccontare il ’68 e gli anni di piombo del terrorismo, periodo di cui ho letto molto (classe 1973) ma di cui non ho mai avuto la sensazione di comprendere le dinamiche così nitidamente. Notevole ed eloquente appare anche il viaggio dell’autore nella Russia di Breznev nei primi ’70 da confrontare con il famoso viaggio di Tiziano Terzani magistralmente descritto in Buonanotte Signor Lenin.. Ho letto dei brani del libro a cena ad alcuni amici che sono rimasti estasiati per la consistenza del linguaggio. Al fulmicotone il ritratto del prof. Tono Negri eufemisticamente considerato solo cattivo maestro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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