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Schulze Ingo - Vite nuove |
La storia del libro si svolge nella ex Ddr, nel gennaio 1990. Enrico, teatrante e scrittore di romanzi nel cassetto, volta le spalle all'arte e comincia a lavorare nella redazione di un giornale appena fondato. Apparentemente liberato dalla necessità interiore di descrivere il mondo, si getta a capofitto nella vita attiva. Guidato dal suo Mefistofele, l'onnipresente Clemens von Barrisca, quintessenza del capitalismo, l'intellettuale sviluppa un'ambizione e un arrivismo che non sapeva di covare dentro di sé. È di questa svolta, parallela alla riunificazione della Germania, che raccontano le lettere di Enrico ai suoi tre amori: la sorella Vera, l'amico d'infanzia Johann e Nicoletta, l'Irraggiungibile. Ne viene fuori il romanzo di una vita, in cui si rispecchiano le mille sfaccettature della recente storia tedesca. E il protagonista diventa allegoria della discutibilità delle vecchie ma anche delle nuove vite.
Media Voto: 3.5 / 5Costantino Sonetti cosonet@hotmail.com (16-04-2009) Romanzo meraviglioso, questo di Ingo Schulze: è popolato da personaggi indimenticabili che emergono dalle lettere scritte da Enrico Turmer. Le conseguenze della caduta del Muro di Berlino e lo scontro-incontro col capitalismo sono narrati in maniera superlativa! Ironico, amaro e sorprendente! Leggetelo! Voto: 5 / 5 |
Patroclo (14-12-2008) é un libro che ho trovato abbastanza deludente. la forma di romanzo epistolare funziona poco, i personaggi non appassionano, e il tentativo dell´autore di caricare i buchi della trama di significati allusivi falliscono, lasciando tutto in superficie in una specie di minestra ricca di ingredienti ma ciononostante insipida.
alcune parti sulla caduta del Muro sono se non altro interessanti dal punto di vista documentale, mentre é letale per quanto noiosa l´appendice di 70-80 pagine con i presunti racconti del protagonista, niente di piú di scarti di magazzino di Schulze stesso. Voto: 2 / 5 |
SC (03-01-2008) Un libro bellissimo e molto profondo che rispecchia in modo impressionante le emozioni ed il caos, le certezze e le incertezze, l'entusiasmo e le paure dei cittadini della ex RDT nella la fase della "Wende" e della "Nachwendezeit" tedesca, durante la quale il protagonista oscilla tra eroismo ed anti-eroismo, si perde e si ritrova. Un libro ricco di dettagli preziosi, ma molto "umano" e molto sincero su delle persone che letteralmente si stanno construendo delle vite nuove. Voto: 5 / 5 |
rainbow tempofranco@inwind.it (04-12-2007) No, Schulze, così non va! "Semplici storie" era molto meglio; forse perchè meno pretenzioso. Si sente che l'autore appartiene alla migliore tradizione narrativa tedesca, quella di Grass, di Christa Wolf, per intenderci, ma qui c'è poco di indovinato: non la trama, che non si coglie; non i personaggi, che non si apprezzano; non la forma narrativa (l'epistola in questo caso stona); non le dimensioni, 500 pagine sono davvero troppe; ci si salva in corner solo perchè Schulze sa scrivere, come già detto. Voto: 2 / 5 |
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