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Benni Stefano - La grammatica di Dio. Storie di solitudine e allegria |
Un cane troppo fedele che torna sempre come un boomerang dal padrone che lo vuole abbandonare; un potentissimo manager pronto a tutto pur di riunire i Beatles per un concerto; un terzino fantasioso e romantico su uno spelacchiato campo di periferia; un arrogante e irredimibile uomo d'affari; un frate che sceglie il silenzio per sentirsi più vicino a Dio ma viene vinto dalla bellezza di una muta; una perfida vecchietta divorata dall'invidia e dal livore sono solo alcuni dei protagonisti di questa raccolta di racconti, nella quale Benni mostra il lato più curioso, imprevedibile e misterioso della vita.
Recensioni 1 - 20 di 46 recensioni presenti. Media Voto: 3.5 / 5stefano stevenpipini@hotmail.com (26-01-2010) Quest’anno ho ricevuto come regalo di Natale ben due libri di Stefano Benni,che sinceramente non conoscevo,questo “La grammatica di Dio” sinceramente mi ha deluso. Le storie alcune non sono male,hanno tutte qualcosa da dire,anche se non sempre condivisibili,ma i finali…ragazzi…i finali delle storie dove sono????? Non vedo il senso,di finire le storie in questo modo “barbaro”,forse il senso c’è,ma io da umano terra terra,non l’ho colto…Boh. Voto: 2 / 5 |
Elisa da Torino (16-01-2009) Il discorso con Benni è sempre lo stesso: ha uno stile talmente particolare, che...o lo ami o lo odi!alcuni racconti sono davvero belli, altri però sembrano riciclati. Un bell'affresco delle inquietudini, delle incertezze ma anche delle piccole gioie degli uomini d'oggi. Voto: 4 / 5 |
benedetta (15-01-2009) La narrativa di Stefano Benni è sempre molto rilassata e contraddistinta da un linguaggio fiorito e apparentemente senza regole. In tutti i racconti l’Autore propone un momento di riflessione su diversi tratti contestabili dell’umanità. Tuttavia, a mio parere l’opera di Benni non è minimamente comparabile alla profondità dei racconti di altri Autori, primo fra tutti il grande Dino Buzzati. Insomma, ci prova ma non ci riesce. Voto: 1 / 5 |
P.G. (07-01-2009) La raccolta dei racconti di Benni si apre e si chiude,a mio modesto avviso, lasciando dietro di sé una scia di faticosa speranza. Al pessimismo del primo, "Boomerang", infatti, mi sembra si possa opporre l'ottimismo, seppur nascosto, dell'ultimo, "I due pescatori". Il vecchio Remo sembra guardare al vecchio pescatore in attesa di ricevere una "parola" di incoraggiamento, di speranza.
L'aldilà è però solo alla fine, qualora ci sia.Prima di arrivarci ce n'è da fare di strada. Si affollano dunque (siamo noi che ci affolliamo),una miriade di personaggi buffi, stanchi, svuotati, schiacciati, chi più chi meno, dalla ruota pesante della vita. Eppure,sembrano (sembriamo) in attesa di qualcosa. Di cosa? Della "Parola", quella con la "p" maiuscola. Quella che può essere veramente decisiva: perché, quella sì, che è Grammatica di Dio. Voto: 5 / 5 |
Carlo (28-07-2008) Se ti piace Stefano Benni, piacerà anche la "Grammatica di Dio"; lo stile dell'autore è sempre il medesimo. Ma anche io ho avuto la sensazione di un "dejavù", leggendolo. Alcuni argomenti sono già stati trattati din maniera approfondita da Benni e, a mio parere il suo concetto mi era già chiaro da tempo. Resta comunque lontano dalla originale poeticità di libri come "Comici spaventati guerrieri", il suo capolavoro. Voto: 3 / 5 |
Monica (13-05-2008) Come un grande chef, Benni dosa in modo geniale dolce e amaro e confeziona piccoli gioielli.
Non arriva alle tre stelle Michelin solo per qualche spezia che a volte (rare) manca e a volte (altrettanto rare) sovrabbonda.
Da leggere con ammirazione, in ogni modo. Voto: 4 / 5 |
alberto (03-04-2008) Il libro non mi è piaciuto,alcuni racconti sono reciclati da altri suoi racconti del passato per non parlare del secondo, o terzo,che è la copiatura scenografica del film hostel.Insomma forse saro' io che da Benni mi aspetto un po' troppo ma questo libro è da dimenticare Voto: 2 / 5 |
Gianluca Fantacci gianluca.fantacci@g3fantacci.com (28-03-2008) Grande libro di racconti. Dove il tragico e il comico si toccano spesso, perchè come dice il nostro uno non è il contrario dell'altro, anche se il contrario di tutti e due è l'indifferente. Compratelo! Voto: 4 / 5 |
xavor (21-03-2008) La grammatica di Dio siamo noi, come vuole sottolineare Benni nel racconto di “ Frate Zitto “, noi le parole, noi gli errori, voluti o involontari, noi con le nostre storie, noi che a suo piacimento, come uno scrittore miscela i vocaboli più desueti e ammiccanti, veniamo mescolati, accostati, abbandonati, flagellati e in taluni casi alla fine salvati. Come i protagonisti di un best seller. Come i protagonisti di quell’eccelso best seller che è la Vita. Così ti capita di incontrare il tizio che ha ben poco da offrire, ma cerca l’amore, ed il riscatto sentimentale sembra averlo quando acquista il cellulare. Sente d’averlo e come lui il lettore, salvo poi vedere come va a finire (“ Mai più solo “). Oppure la ragazzina sbandatella, che sa meglio di molti come funziona il mondo, che ha vissuto più di tanti, sola in mezzo ad una strada, confinata fra i pregiudizi ed il cinismo sociale (“ Alice “). Cinismo come quello degli imprenditori, che inventano di tutto pur di vendere un prodotto fallimentare (“ Una rosa rossa “) o della politica, che non guarda in faccia a nessuno, fra lotte fratricide a tavolino pianificate e omicidi programmati per decreto (“ Una soluzione civile “). Ma nelle vite, fra le parole dal creato create, c’è anche la “nostalgia”, di quello che era e non è più, perché in questa fretta tutto si consuma senza nemmeno far la fiamma (“ Lo spirito del camino “) e c’è il “delirio d’onnipotenza” elevato all’ennesima potenza d’un dirigente che improvvisamente cominciò col tempo a non contare niente, fino a quando riprese si a contare, ma gli istanti che lo separavano dalla sua morte (“ Dottor Zero “)… La realtà che ci circonda, creativamente rappresentata, i mostri del nostro tempo sotto forma di storie verosimili a tal punto di esser più reali del vero. Questo è “ La grammatica di Dio “ di Stefano Benni, per Feltrinelli. Come è anche un palliativo ricreativo, leggere questo libro: un altro modo per sentirsi, in fondo, meno soli. Meno soli fra milioni di altri soli che cercano, solo, un po’ di compagnia. Voto: 4 / 5 |
ALESSANDRO SPAZIANI (19-03-2008) Che perfetta parabola letteraria quella si Stefano Benni: dal suo Bar Sport a questa preziosa raccolta di racconti magistrali. "Frate Zitto" vale un intero libro e pare l'acme - sinora - della sua produzione. Un racconto lacerante, poetico, struggente ma al contempo chirurgico nella lingua, surreale nei tratti, dissacrante quanto basta per non perdere di grazia ed eleganza. Complimenti davvero, Benni è una realtà della narrativa contemporanea. Voto: 5 / 5 |
Alessio manrico79@gmail.com (08-03-2008) Un Benni in grande forma dimostra ancora una volta che la misura del racconto è forse quella a lui più congeniale; certo non sono tutti allo stesso livello, ma il risultato complessivo è molto buono. Voto: 4 / 5 |
Ivano (05-03-2008) il nostro Lupo sta cambiando, ma non delude mai! Voto: 5 / 5 |
Arianna (03-03-2008) Il libro è belllissimo. Ironico, pungente e con degli spunti davvero geniali. Lo consiglio a tutti quelli che sanno sorridere anche di fronte alla solitudine.
Voto: 5 / 5 |
Stefania stefanui79@alice.it (24-02-2008) Stefano Benni non mi delude mai, questa antologia di racconti è troppo carina e divertente, il linguaggio scorrevole e dinamico e gli avvenimenti troppo carini!è un piacere leggere cose così carine!l'unica cosa brutta è che finito il singolo racconto, chea a volte, è breve, si chiude subito il libro soddisfatti, senza il bisogno di andare avanti nella lettura! Voto: 5 / 5 |
Herzog (20-02-2008) Siamo alla resa dei conti con la stanchezza...non la sentite, anche voi, quest'insolita stanchezza che aleggia ovunque...proprio quella che qui Benni ci descrive...occhio alle funi. Voto: 5 / 5 |
Oreste l'Agreste (20-02-2008) Ho letto tutto, ma proprio tutto di Benni. E questa anotologia non fa che testimoniare quella che è la parabola presa dal nostro lupo: un incattivimento cronico verso la nostra umanità.
Che le cose non vanno bene lo sappiamo già da noi Stefanone! Speravamo potessi farci ridere di ciò, non incupirci maggiormente!
Ma forse non ne hai più l'abilità. Peccatissimo, anche perchè ti vogliamo un gran bene lo stesso! Voto: 2 / 5 |
giulia giuly_08@libero.it (11-02-2008) Gente rendiamoci conto che bisogna fare tanto di cappello ad uno scrittore che come dite era nella categoria "comici", ed ha saputo allontanarsi da questa etichetta con un libro veramente bellissimo! Nella vita purtroppo non ci sono solo le cose che fanno ridere, e Stefano Benni in questo libro, ci ha raccontato delle grandi attualità attraverso semplici storie che nascondo anche molta verità. Certo non è lo Stefano Benni di sempre ma ci sono anche queste cose che devono essere raccontate!
E' un libro che reputo tra i più belli di Stefano Benni.
Giulia Voto: 5 / 5 |
Pamela (05-02-2008) All'inizio stavo proprio per rimanere delusa: ma siamo sicuri che le prime storie le abbia scritte Benni?? Dov'è il suo tono ironico, pungente, vivace? Sembrava di leggere una delle peggiori versioni di Ammanniti (che purtroppo anche lui ha perso lo stile di Io non ho paura)..poi però le ultime storia mi hanno un po' risollevato..Non c'è paragone con i suoi libri del passato però..E' un peccato che questo mondo debba rovinare anche i migliori scrittori... Voto: 4 / 5 |
nihil nihil@giomapi.it (28-01-2008)
Non è il migliore libro di Benni, ma è certamente un buon libro.
A differenza degli altri dove la trama era essenzialmente ironica-drammatica, questo libro è in linea con i tempi: è solo drammatico e non c'è nessun tipo di speranza.
Purtroppo Benni scrive del nostro mondo, non ne ha colpa. N.
Voto: 4 / 5 |
carmilla carmilla4@hotmail.it (27-01-2008) ho letto ogni singolo libro e articolo di Benni, e con questa nuova sfida ha vinto ancora... be' certo ha sfidato la media e per la media un ironico come lui non può scrivere cose aghhiccianti da tanto sono tristi. sono sicura che gli stessi racconti se fossero stati con un lieto fine e con un contenuto più divertente avrebbero ottenuto il massimo dei voti... perciò benni vince ancora la sua sfida sulla media! Voto: 4 / 5 |
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