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Serrano Marcela - I quaderni del pianto |
Nel suo ultimo romanzo Marcela Serrano affronta la tragedia dei bambini rapiti per venderne gli organi o per essere dati in adozione a famiglie facoltose. La protagonista, una donna di umili origini che vive in campagna, partorisce in ospedale una bambina, ma dopo qualche giorno le dicono che la figlia è morta in seguito a una febbre violenta. Lei non si rassegna, si convince che la piccola sia ancora viva, e decide di agire. Con l'aiuto di una giornalista scopre che nell'ospedale dove era stata ricoverata ci sono troppe morti sospette e trova una donna pronta a testimoniare di aver sentito i medici parlare chiaramente di un rapimento: il sospetto di un traffico illegale di adozioni e di organi diventa quasi una certezza. La protagonista, insieme ad altre madri nella stessa situazione, decide di creare un'associazione che si batte per portare alla luce gli orribili crimini. Un giorno, durante un sit-in, vede una bambina tenuta per mano dalla moglie del ministro degli Interni, è certa che sia sua figlia. In un impeto di gioia rabbiosa l'abbraccia e tenta di strapparla alla falsa madre. Immediatamente arrestata, viene internata in un ospedale psichiatrico. Lì lotta per non impazzire e con caparbietà non rinuncia all'idea di riavere sua figlia.
7 recensioni presenti. Media Voto: 4.14 / 5Elena (11-05-2008) Mi dispiace davvero che la mia voce sia fuori dal coro, ma mi dispiace soprattutto dare un voto così basso ad un'autrice che amo davvero e che è riuscita con i suoi romanzi - che ho letto TUTTI - a darmi delle emozioni e a parlare al cuore di ogni donna.
Ma stavolta sono delusa, molto. Dopo ben 3 anni dall'intenso "Arrivederci piccole donne" la Serrano - non ha saputo produrre che un romanzo da neanche 140 pagine, in cui un caso così drammatico viene raccontato in modo così stringato. La storia personale della protagonista avrebbe meritato qualche pagina in più, così quelle delle altre donne coinvolte in questo romanzo. Finale sciatto e affrettato, il rapporto psicologico e affettivo fra una madre e una figlia che non si sono mai incontrate lasciato al caso, non approfondito.
Dopo 3 anni dalla sua ultima fatica, non riesco a credere che la Serrano non abbia avuto tempo di sviluppare meglio una storia che sarebbe potuta essere intensa e straordinaria, le idee c'erano. Forse c'era di mezzo qualche scadenza editoriale?
Voto: 1 / 5 |
daniela ferrari (04-04-2008) bello. una scrittrice straordinaria racconta, con questo romanzo, la vita di una donna straordinaria. Leggero, da leggere. Voto: 5 / 5 |
Tiziana (26-03-2008) Intenso e reale,purtroppo anke dove potrebbe sembrare frutto di fervida fantasia, come quando parla delle condizioni dell'Ospedale psichiatrico.L'ho letto in pochissimo tempo.'E il terzo della Serrano che leggo:"l'albergo delle donne tristi","Il tempo di Blanca", "I quaderni del pianto".Quale mi consigliate ora? Voto: 5 / 5 |
barbara (03-03-2008) Bello,attuale, sincero con una storia ,purtroppo reale, da leggere per riflettere. Non è il solito libro della Serrano ma secondo me, il migliore dei suoi ( tra quelli che ho letto). Voto: 4 / 5 |
Massimo F. (18-02-2008) La solita grazia e profondità della Serrano nel descrivere drammi e passioni femminili. Breve, intenso, emozionante. Voto: 4 / 5 |
elisa64 (23-01-2008) bello bello bello!!!è il racconto dell'amore che solo una madre può provare per il figlio e per lui rischia la sua vita ,ritrovare la figlia perduta diventa lo scopo di questa esistenza che non ha più significato se non nella ricerca della sua bambina.io che sono mamma di tre bimbi ho provato una grande emozione quando la Serrano racconta di cosa prova questa donna ad allattare la sua piccola a tenerla stretta a se .quando diventi mamma non sei più la stessa di prima ,non sarai più sola ,un altro essere umano dipende da te .da notare anche il "non "ruolo de"il marito" che non sembra per niente sconvolto dalla perdita della figlia come se l'avere e amare i figli fosse una faccenda solo femminile. Voto: 5 / 5 |
Francesca (14-01-2008) Bellissima e attuale la vicenda narrata, che riguarda una delle tragedie dei paesi poveri del nostro tempo, cioè la violazione dei diritti dell’infanzia: molto umana nelle sue debolezze ma fortemente madre nel suo coraggio, è la figura della protagonista che, senza un nome né una città di provenienza, potrebbe essere una tra le tante madri private, con una tale brutalità, dei figli.
Molto particolare è lo stile utilizzato:l’opera sembra scritta di getto, sulla scia di emozioni fortissime ma, contemporaneamente, la scrittrice gioca con le parole, accostandole in modo così ardito da rendere la prosa, in qualche passo, poetica e, sempre, molto calda e appassionante. Voto: 5 / 5 |
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