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Verasani Grazia - Tutto il freddo che ho preso | Settembre inoltrato. Un uomo e una donna, in una notte fonda prossima all'alba, si incontrano per caso sulla spiaggia di un lago. Non si conoscono e non sanno di essere lì per la stessa ragione: farla finita. Giulio ha fatto un'ultima puntata al casinò. Sandra ha perduto un figlio. Lui, "cinico incompleto", creditore immaginario incapace di un rapporto diretto con la realtà, vince le iniziali resistenze lasciandosi affascinare dal dolore concreto di quella donna che ride per spaventare la paura e definisce l'amore "una cosa semplice". Complice la notte, il luogo si popola di altre presenze precarie e Giulio e Sandra hanno poche ore per raccontarsi qualcosa delle loro vite e, forse, per cambiare idea. Scritto in "bianco e nero", con incisività drammatica e senso del grottesco, il romanzo mette in scena un'umanità dolente che si incrocia in un luogo quasi metafisico, in attesa dell'alba, in attesa che qualcosa si rompa, che qualcosa succeda. E che infatti succede.
13 recensioni presenti. Media Voto: 4.61 / 5Silvia Stura (04-09-2011) Ho amato molto questo libro. L'ho letto velocemente, visto che il ritmo e la particolare e eccellente caratterizzazione dei personaggi, principali e comprimàri, non consentono tregua alla lettura e non si vede l'ora di avanzare, sempre e ancora. Ma il romanzo finisce, piuttosto presto in realtà, e lo fa bene, senza spazio a pietà e buonismi. Lo consiglio, anche perchè il freddo che penetra nelle ossa è difficile da gestire. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
marcelloT (15-03-2011) Libro bellissimo ma ... un po' di ottimismo, please. Da leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paganelli Patrizia (21-10-2008) Il romanzo racconta il dolore di una donna che ha perso un figlio. Nella notte in cui ha deciso di farla finita raggiunge un lago artificiale dove approdano altri personaggi, alcuni equivoci, altri disperati con esistenze da cambiare. Fra questi compare Giulio, uno scrittore in declino che ha il suo stesso intento. Fra i due inizia un dialogo che li avvicina seppur per un breve tempo lasciando intravedere una speranza per altre scelte. Interessante il profilo psicologico dei personaggi.
Il coraggio e il dolore di Sandra si contrappongono al fatuo narcisismo ed egoismo dello scrittore. Scritto con uno stile incisivo, alcune pagine esprimono una notevole intensità e tensione narrativa spiazzando il lettore fino all’epilogo.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Demi80 (31-08-2008) Una storia che rappresenta la drammaticità dell’esistenza in alcuni suoi aspetti raccontati in modo schietto e duro. Quel che si crea è, però, a mio avviso, un’atmosfera troppo tediosa, malinconica e priva di uno “sprazzo di sole” e di una visione un pò più rosea della vita. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Maurizio Crispi (02-08-2008) E' come un piccolo ed intenso lavoro teatrale, un racconto nel quale, al di là dell'apparente unità di tempo e spazio, lo spazio e il tempo si dilatano all'infinito, includendo le esistenze di molte altre persone, le loro miserie, i loro dolori, le loro gioie, le loro fughe.
E' come se i due protagonisti si siano incontrati con apparente causalità, ma nella vita il "caso" e la "necessità" s'intrecciano in modi così meravigliosi che uno sarebbe tentato di pensare che, dietro gli accadimenti, ci sia un grande demiurgo che tocca con sapienza, con arguzia e, a volte, con crudeltà, i diversi fili. E' come se i due protagonisti, Sandra e Giulio se ne stessero seduti su una metaforica panchina, ad osservare il mondo davanti a loro, tutto racchiuso nella superficie cangiante del piccolo lago davanti a loro, mentre personaggi diversi entrano in scena, e mentre, soprattutto, ciascuno vede scorrere spezzoni di film della propria vita, regalandone il racconto all'altro.
E' anche un libro meraviglioso sullo scrivere e sul contatto vivificante che, a volte, può esserci tra lo scrittore e i suoi lettori: con la lezione che possono essere i lettori "fedeli" a regalare al primo le più belle storie, per poi poterle leggere trasfigurate. Come mostra questo bellissimo dialogo:
"Ha detto che non sa pù cosa scrivere," protesta lei, "che le manca un'idea..."
"Insomma, vuole regalarmi una storia. La sua?
Sandra si morde il labbro inferiore. "Forse"
Giulio ride ancora. "Se è una bella storia, è un gioco dove vinco solo io. Lei cosa ci guadagna?
"Che magari un giorno la leggerò," risponde Sandra, "e penserò che è anche un po' merito mio."
La Verasani non ama scrivere romanzi-fiume: i suoi sono densi e rispondono sempre ad un preciso ritmo musicale, scandito dall'interiorità dei personaggi. Qui, accanto al ricordo "narrato" e a quello in soggettiva (non detto), assume una grandissima rilevanza il dialogo tra i due protagonisti e, forse, anche l'idea che la relazione con l'altro, il "donarsi" possa lenire alcune ferite.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
mirella (01-08-2008) Bellissimo!! Asciutto e breve, all'essenziale, ma con le storie intrecciate benissimo... fino al finale, che giunge troppo presto (per chi vorrebbe leggere ancora di questo romanzo che ti prende dentro). Il massimo dei voti e vorrei averne ancora a disposizione... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
FRANCESCA83 (29-07-2008) WOW! Che libro! Come si suol dire: Breve ma Intenso! Sulla scia della Mazzucco (Un giorno perfetto), con personaggi e luoghi intrecciati. Davvero complimenti! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Silvia (06-07-2008) Convincente e appagante. Molto originale la costruzione della trama con intreccio di personaggi e azioni simile a un puzzle. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Nadia (29-06-2008) ho letto il libro in un giorno. mi è piaciuto veramente molto, l'autrice è riuscita ad entrare nei personaggi con una sensibilità davvero non facile da tradurre in parole. ti sembra di vivere i loro dolori, vorresti consolarli o almeno trovare una soluzione adatta a risolverli... insomma.. ti immedesimi talmente tanto che le parole scorrono veloci e ti dispiace giunga la fine..
Brava!
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
enrico testa (19-06-2008) Della Verasani ho letto tutto e mi è piaciuto tutto. Ma questo libro è stato una sorpresa. Diverso nel genere, identico nella qualità. Davvero un libro da consigliare che si legge tutto d'un fiato. Scrittura, personaggi, luoghi, finale: non c'è un difetto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Silvia (16-06-2008) Rapido e bello mi ha lasciata soddisfatta malgrado l'argomento e il finale inaspettato. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
samu (16-06-2008) davvero bello. non conoscevo la scrittrice ma questo libro mi ha entusiasmato molto e lo consiglio. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Romano De Marco romdema@tin.it (12-06-2008) Quanto è brava la Varesani! Avevo letto Quo Vadis Baby, un buon noir senza dubbio, e ora la scopro sotto una veste diversa, più completa, assolutamente convincente. "Tutto il freddo che ho preso" è difficile da catalogare... si potrebbe definire un "noir esistenziale" molto essenziale, molto diretto, che riesce a far breccia nel lettore con una forza davvero terrificante (uso volutamente questo termine estremo).
E' bravissima la Varesani a rappresentare un dolore troppo grande per essere semplicemente raccontato, a tracciare in uno spazio relativamente breve, il profilo di molte esistenze complesse e sofferte. E' brava, ancora, a tingere di nero il racconto rendendolo ancora più appassionante e teso. Riesce a dar voce a personaggi che sembrano, all'apprenza, attraversare solo casualmente la vicenda ma che, alla fine, colpiscono il cuore e l'anima.
Scopro (anzi, ri-scopro...) una grande scrittrice, capace di proporre una letteratura che si propone a un pubblico ampio, perchè non indugia su improbabili e velleitarie ricerche stilistico/linguistiche o forzate scelte commerciali. Una letteratura apassionante e profonda, nello spazio di un romanzo breve ma capace di lasciare il segno di un grande capolavoro.
Complimenti davvero. Super consigliato.
Romano De Marco Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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