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Aslam Nadeem - La veglia inutile |
L'Afghanistan è terra di guerra, di invasori che hanno ceduto ad altri invasori, di dominatori che hanno ceduto ad altri dominatori. Nella successione di morte e violenza, di sangue, di intolleranza, l'Afghanistan è stato terra che ha pagato rimuovendo e distruggendo bellezza, tradizione, passato. Ogni volta sempre più duramente in un'ansia di cancellazione fatale. Ma la memoria resta. Qualcuno ha provato a occultare, velare, contraffare. Così accade per un enorme volto del Buddha rimasto intrappolato sotto una fabbrica di profumi, così per gli affreschi libertini che riemergono dal fango che li ha salvati, così per i libri antichi inchiodati al soffitto che ora si staccano e cadono a terra. Così accade nel microcosmo della casa di Marcus Caldwell, alle pendici delle montagne di Tora Bora. Intorno a questo microcosmo ruotano personaggi che per motivazioni diverse risalgono nel tempo a misurare identità, cercare tracce di persone scomparse, echi di promesse mozzate, indizi di sogni. Dal giovane talebano che ha imparato a sparare bambino alla ex spia americana che vive nel paese da un quarto di secolo, di tutti hanno una strada che li porta lì come a un incrocio di destini in attesa altre strade. Una formidabile tensione che arriva da lontanissimo elettrizza i personaggi catalizzati dalla casa di Marcus Caldwell. Si tratta di rintracciare dove la pietà e la speranza possano finalmente dispiegarsi per concludere l'infinito dopoguerra di un grande paese martoriato.
Media Voto: 5 / 5Elena (05-03-2009) Bellissimo. Intenso. Sembra di respirare i profumi, vedere i colori di una terra a lungo martoriata dalla guerra, una cultura umiliata dal regime talebano, percepire il dolore straziante di chi ha perso le persone che amava. Indimenticabile.
Un libro per palati fini.
Ma non paragonatemelo al "Cacciatore di aquiloni" , pura operazione commerciale con cui nulla ha di che spartire se non la cornice afghana. Questo libro è dieci volte superiore per qualità narrativa e per la profondità e ricchezza interiore dei personaggi descritti.
Spero non saremo in pochi a leggerlo... Voto: 5 / 5 |
Attilio Alessandro (12-01-2009) E' un libro bellissimo; lo consiglio a tutti coloro che hanno letto "Il cacciatore di Aquiloni". Le immagini dell'Afganistan martoriato dall'invasione russa, dai talebani, dai fondamentalisti islamici e dagli americani resteranno dietro le ciglia dei vostri occhi come sono rimaste dietro le mie. Per sempre.
Un libro che meriterebbe un passaparola incessante, come il precedente di Nadeem Aslam "Mappe per amanti smarriti".
Bellissima la traduzione Voto: 5 / 5 |
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