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Agnello Hornby Simonetta - Vento scomposto | I coniugi Pitt si sono appena trasferiti nella loro nuova casa nell'elegante quartiere di Kensington. Mike lavora nella City come merchant banker, Jenny è consulente di una prestigiosa catena di negozi; hanno due figlie, Amy e Lucy. Una famiglia borghese, benestante, "normale". E tuttavia qualcosa comincia a non funzionare quando la maestra della piccola Lucy legge nei comportamenti della bambina turbamento e disagio. Sembrerebbe soltanto una seccatura, invece per Mike Pitt è l'inizio di un incubo. Per uscire dal labirinto di accuse che lo mettono con le spalle al muro si rivolge a Steve Booth, avvocato specializzato in diritto di famiglia abituato a confrontarsi con la clientela disagiata e multietnica di Brixton. Mentre Jenny continua a ripetere che "Lucy sta benissimo" e crede fermamente nell'innocenza del marito - cosa che esaspera il clima di sospetto e l'ostilità dei servizi sociali -, Steve Booth e il suo studio devono muoversi in una ragnatela di accuse che si infittisce di giorno in giorno, in un gioco sempre più paradossale di ambiguità e ossessioni. Romanzo giudiziario e di costume, thriller sociale e familiare in cui innocenza e colpevolezza si dividono la scena fino all'ultima pagina, "Vento scomposto" sorprende i lettori di Simonetta Agnello Hornby per il teatro contemporaneo della vicenda, una Londra di interni alto-borghesi e appartamenti di periferia, di aule di tribunale, parchi, strade e mercati. Basta un disegno ambiguo sul banco di scuola per strappare un bambino alla propria famiglia? è possibile che in una tranquilla scuola materna della provincia ci sia un gruppo di maestre pedofile? Quanto conta la parola di un bambino in un'aula di tribunale? Forte della sua esperienza come avvocato dei minori e come giudice che si dedica alle grandi sacche del disagio sociale di Londra, Simonetta Agnello Hornby ci regala un romanzo giudiziario ricco di spunti di riflessione ma avvincente come un thriller. Un'indagine che si snoda all'interno della middle class londinese, in una famiglia apparentemente normale che però a un certo punto inciampa in una norma giuridica pensata per tutelare il minore, ma che ha finito, nella prassi giudiziaria, per penalizzare proprio le persone che avrebbe dovuto tutelare. Si tratta del Children's Act del 1989, una legge ammirata in tutto il mondo e spesso imitata, secondo cui un minore che subisca degli abusi ha diritto alla nomina di un avvocato a spese dello Stato, proprio come un adulto. Un sistema pensato per elevare i livelli di tutela riservata ai bambini, ma che ha finito per creare una burocrazia elefantiaca e macchinosa, fatta di assistenti sociali demotivati, cinici avvocati e psicologi incompetenti. I coniugi Pitt cascano in questo meccanismo straniante e kafkiano. La loro figlia minore, Lucy, viene segnalata ai servizi sociali dalla maestra, allarmata per via di alcuni comportamenti ambigui della bambina; inizia con queste premesse, chiarite nella nota introduttiva, una vicenda che la Hornby si premura di avvisare coinvolge dei personaggi inventati, ma potrebbe essere avvenuta realmente. Mike Pitt, un giovane merchant banker in carriera, per scagionarsi dall'accusa infamante di aver abusato di sua figlia, si rivolge a Steve Both, un avvocato che si trova decisamente più a suo agio nelle zone disagiate di Brixton che negli appartamenti borghesi di Londra. Lui e il suo staff dovranno condurre un'indagine snervante, tra indizi e depistaggi, lottando contro una prassi giuridica che troppo spesso ignora le esigenze delle persone che vi si trovano coinvolte. Un legal thriller, ma anche l'affresco di una società che ha perso il suo primato nella tutela dei diritti civili. Un libro che ci aiuta a comprendere le dinamiche complicate e spesso paradossali che si innescano quando le ossessioni umane incontrano gli apparati di potere, quando tutto, comprese le paure, ha bisogno di essere razionalizzato.
Ascolta la lettura delle prime pagine del libro su RadioAlt.
Recensioni 1 - 20 di 45 recensioni presenti. Media Voto: 3.08 / 5Cristina V. (09-01-2011) Consiglio la lettura di questo libro per l'importanza dell'argomento trattato, la scrittrice si perde in descrizioni talvolta inutili e tralasciabili. Un libro che serve a far riflettere sulla situazione difficile dei bambini maltrattati ed abusati, ma anche su un sistema assistenziale non di rado cieco ed ignorante. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
silvia (12-10-2010) A me sinceramente è piaciuto..premetto che è il primo romanzo della scrittrice..
Una storia avvincente e che permette al lettore ,grazie ai dettagli riportati,le perizie,le relazioni,le trascrizioni e le strategie,di fare una propria indagine personale,cercando di capire se Mike Pitt è colpevole o no..
Io lo consiglio perchè permette di conoscere una verità che sta dietro,nel sistema,e che non tutti conoscono.. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Antonella (03-07-2010) Avvincente, ben scritto, l'autrice non delude rispetto alle opere precedenti, anche se questa è di genere totalmente diverso. Brava anche nel non restare uguale a se stessa. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
mara regonaschi (26-05-2010) Assai avvincente questo racconto che, con ritmo incalzante, offre numerosi spunti di riflessione sull'ampio tema della tutuela dei diritti civili in particolare dei minori. E' il paradossale inferno in cui cade una borghese famiglia felice il cui padre viene accusato dalla maestra d'asilo e dai servizi sociali, attraverso l'interpretazione di alcuni disegni fatti dalla piccola figlia, di abusi sessuali su di essa. Forse un po' "affrettata" la conclusione, forse poco utili i vari personaggi minori che si inseriscono quà e là nel racconto, ma di sicuro interesse è la lettura del libro. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Silvana silva2000it@yahoo.fr (19-03-2010) Simonetta Agnello Hornby ha dato ancora una volta prova della sua bravura, pur affrontando la realtà fuori dalla sua appassionata Sicilia. Ma gli artisti del resto lo sono qualunque cosa scrivano e ovunque la ambientino. bello e soprendente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Libricciola elisa.rosmino@libero.it (16-02-2010) Molto molto bello. Questo romanzo è stato una sorpresa, perchè avevo già letto due libri di Simonetta Agnello Hornby totalmente diversi da questo.
Secondo me è un romanzo straordinario: ben scritto e avvincente come un legal thriller, complesso nei temi ( l'abuso, i cavilli legali, la mancanza di comunicazione, lo scontro fra le diverse competenze), con un'ambiguità di fondo che si protrae fino alla fine: l'accusato è colpevole?
Penso che le critiche negative vengano dal fatto che è molto diverso dal resto della produzione dell'autrice, cosa di per sè affatto negativa, e dall'accurata ricostruzione della vicenda e della parte che ogni protagonista ha avuto, avolte ricca di minuziosi dettagli che potrebbero anche scoraggiare... Il mio consiglio é: leggetelo assolutamente, ma non cercate tra le pagine la scrittrice di LA MENNULARA e LA ZIA MARCHESA, questo è tutto un'altro paio di maniche! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giovanna (07-01-2010) E' stato il primo romanzo. mi e'piaciuto molto. l'argomento e' molto delicato e molto complicato. pero' l'autrice ha reso fluido il tutto. ottimo libro, consigliato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
valeria (06-01-2010) all'inizio poco avvincente alcune parti forse inutili per la storia ma necessarie per capire i personaggi e il perchè agiscano in un certo modo. non è stato difficile immaginarlo già come un film. proverò a leggere altri libri dell'autrice. consigliato? sì. un altro consiglio prima di scrivere un parere si dovrebbe almeno finire il libro!:) Voto: 3 / 5 |  |  |  |
gabri (15-12-2009) é il primo romanzo che leggo di questa scrittrice, probabilmente chi ha dato un giudizio basso aveva altri termini di paragone, personalmente invece trovo che sia coinvolgente, per nulla "scontato" nella descrizione dei personaggi Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Cecilia (18-11-2009) Ho letto tutto della Hornby e tutto mi è piaciuto, ma "Vento scomposto" mi ha particolarmente coinvolta. Gli autori che si misurano anche su registri, temi e stili differenti dimostrano una grande intelligenza e non ti annoiano mai. Ho trovato lo stile tutt'altro che pesante e tedioso. Non riuscivo a chiudere il libro. Molto interessanti anche i "tecnicismi" che fanno del libro quasi un documento legale. Molto verosimile e per questo sconvolgente. Ti fa dubitare delle tue intuizioni e del tuo giudizio fino alle ultime pagine e, anche se da subito provi una gran antipatia per Mike Pitt, non puoi pensare che possa arrivare a tanto...ma se anche lui dubita di se stesso? Voto: 4 / 5 |  |  |  |
gra (13-11-2009) Ho iniziato a leggere questo libro con molto entusiamo, la scrittrice mi piace, l'argomento è d'interesse, ma dopo le prime cento pagine ho dovuto ricredermi. La narrazione è talmente piena di dettagli inutili da risultare enormemente appesantita,un libro che si sarebbe potuto scrivere con un terzo delle pagine.Cercherò di arrivare alla fine perchè a questo punto voglio sapere come va a finire, ma con molta fatica..
Una delusione. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
M. T. (24-09-2009) Grande profluvio di dettagli, a volte inutili, ma la storia avvince e descrive come sia facile trasformare un innocente in colpevole e viceversa. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
kat70 (16-09-2009) L'idea è buona, ma lo stile poco convincente, fatto di mille dettagli molto spesso inutili, ha appesantito enormemente la narrazione. Peccato. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Nicoletta (07-09-2009) Romanzo avvincente, ben scritto e ben strutturato. L'ho letto in poche sere, facendo le ore piccole. Mi sono piaciute tutte le storie intrecciate e il giusto bilanciamento degli aspetti positivi e negativi dei personaggi. Ho apprezzato tutti i dettagli e mi e' venuta voglia di leggerlo in inglese, visto che l'autrice l'ha scritto contemporaneamente nelle due lingue.
Con "Vento Scomposto" e "La zia Marchesa", e' diventata tra i miei autori preferiti in lingua italiana. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
daniela (27-08-2009) nulla a che vedere con la precedente produzione dell'autrice, non mi e' piaciuto molto,l'unico aspetto interessante riguarda le descrizioni di Londra e degli ambienti sociali che convivono in questa realta'. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
nanni (25-08-2009) A me questo libro è piaciuto proprio tanto! sarà forse perchè non avevo letto ancora niente di questa autrice; vedo infatti che la maggior parte dei commenti negativi sono nati dalla forte discrepanza rilevata con la produzione passata della Hornby. Io ho letto "Vento scomposto", per così dire, a mente libera e lo ho trovato veramente avvincente, appassionante, ben congegnato e senza mai "rallentamenti" inopportuni. Lo cominci a leggere e subito prendi la tua posizione sulla vicenda .. rincorri impaziente la fine per vedere se avevi ragione ... ottimo!
Ora sono curiosa di vedere anche gli altri romanzi, speriamo che mi piacciano, visto che sono così diversi!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
augustus (11-07-2009) Anch'io come altri sono arrivato all'acquisto di questo libro dopo aver letto e apprezzato gli altri di questa autrice, ma questo romanzo mi è sembrato molto noioso ed è stato difficile arrivare alla fine, se non altro per la curiosità di conoscere la conclusione.
La narrazione mi è sembrata troppo lenta, fredda e tecnica, una sorta di cronaca giudiziaria descritta con dovizia di particolari procedurali ma scarsamente coinvolgente. Le figure dei personaggi principali sono tratteggiate con approssimazione, senza spessore e personalità, ad eccezione dell'imputato, che viene naturale considerare fin dall'inizio antipatico e presuntuoso.
In uno scenario descritto con tale distacco, emergono per contrasto le figure di contorno, clienti e frequentatori dello studio legale, caratterizzate come macchiette da telefilm, che ricorrono periodicamente nella trama del romanzo. L'ambiente della periferia londinese, con i suoi contrasti e il suo disagio, è descritto bene, ma forse un maggior coinvolgimento emotivo della scrittrice avrebbe aiutato anche il lettore in questo senso.
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
giannina (02-07-2009) Non avevo letto il libro perchè mi ero lasciata influenzare dai giudizi. Poi, rimasta senza letture durante le vacanze ho trovato questo in libreria!
Credo che uno scrittore abbia la facoltà di cambiare ogni tanto registro e tema, nonchè periodo storico.
Inoltre penso che questo libro sia nato proprio dalla necessità di dare la propria opinione su questo tema, visto che probabilmente chissà l'autrice nella propria professione quanti fatti simili vedrà.
Secondo me è un libro scorrevole e veloce (sono 400 pagine ma non fitte, fitte).
Mi fa riflettere come i commenti siano spesso discordanti, a volte i lettori si lamentano che un libro è troppo breve, poi si lamentano che è troppo lungo...
A me è piaciuto, sia il ritmo, sia il modo di caratterizzare i personaggi e i luoghi.
E soprattutto mi sembra giusto averlo scritto.
L'unico ? sono i personaggi accessori alla storia, tutti molto interessanti ma non mi spiace sempre quando vengono usate storie tristi e disperate per rendere più interessante un romanzo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
ELENA (01-07-2009) Romanzo noioso, troppo realista e angosciante. Acquistato ad occhi chiusi dopo aver letto tutti i suoi precedenti, si è rivelato una delusione.
Spero che l'autrice torni sui suoi passi con la prossima uscita. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
claudio (29-06-2009) Romanzo completamente diverso dai precedenti, che pure mi erano piaciuti. Questo all'inizio non lo volevo comprare, proprio perchè avevo letto una recensione e mi pareva un romanzo troppo tecnico. Me l'ha consigliato invece la mia libraia di fiducia; le ho dato retto e ne sono rimasto molto contento. Nonostante le 400 pagine l'ho letto in due giorni. Appassionante, ti prende la testa e lo stomaco, con tutte quelle prese di posizione di persone che ricoprono incarichi molto delicati e che hanno una visione contorta della vita. Tratteggiati molto bene i vari personaggi, sia la famiglia Pitt, sia l'avvocato Steve e le sue due segretarie. E poi c'è la Londra che mi piace. Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 45
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