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De Luca Erri - Il giorno prima della felicità

Il giorno prima della felicità
Zoom della copertina
TitoloIl giorno prima della felicità
AutoreDe Luca Erri
Prezzo
Sconto 20%
€ 10,40
(Prezzo di copertina € 13,00 Risparmio € 2,60)
Prezzi in altre valute
Dati2009, 133 p., brossura
EditoreFeltrinelli  (collana I narratori)

Disponibile per la spedizione in 1 giorno lavorativo

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Descrizione
Don Gaetano è uomo tuttofare in un grande caseggiato della Napoli popolosa e selvaggia degli anni cinquanta: elettricista, muratore, portiere dei quotidiani inferni del vivere. Da lui impara il giovane chiamato "Smilzo", un orfano formicolante di passioni silenziose. Don Gaetano sa leggere nel pensiero della gente e lo Smilzo lo sa, sa che nel buio o nel fuoco dei suoi sentimenti ci sono idee ed emozioni che arrivano nette alla mente del suo maestro e compagno. Scimmia dalle zampe magre, ha imparato a sfidare i compagni, le altezze dei muri, le grondaie, le finestre - a una finestra in particolare ha continuato a guardare, quella in cui, donna-bambina, è apparso un giorno il fantasma femminile. Un fantasma che torna più tardi a sfidare la memoria dei sensi, a postulare un amore impossibile. Lo Smilzo cresce attraverso i racconti di don Gaetano, cresce nella memoria di una Napoli (offesa dalla guerra e dall'occupazione) che si ribella - con una straordinaria capacità di riscatto - alla sua stessa indolenza morale. Lo Smilzo impara che l'esistenza è rito, carne, sfida, sangue. È così che l'uomo maturo e l'uomo giovane si dividono in silenzio il desiderio sessuale di una vedova, è così che l'uomo passa al giovane la lama che lo dovrà difendere un giorno dall'onore offeso, è così che la prova del sangue apre la strada a una nuova migranza che durerà il tempo necessario a essere uomo.

La recensione di IBS
Don Gaetano indovina i pensieri della gente, senza volerlo. Evidentemente le persone hanno la testa troppo piena e qualche pensiero inevitabilmente sfugge, ma lui di solito non reagisce, sorride e tira avanti. La sua dote l’ha scoperta da ragazzo quando, uscito dall’orfanotrofio, si è imbarcato per l’Argentina e ha vagato per mesi nel deserto. Ma adesso che è vecchio e passa la giornata nella guardiola del palazzo in cui fa il portiere, la magia del fuoco, la passione e il furore della sua giovinezza sono solo ricordi. Don Gaetano insegue i pensieri, le perle di una saggezza antica e popolare che la sera, dopo aver mangiato un piatto di pasta e patate insieme a un bambino smilzo, vogliono uscire. Orfano anche lui, cresciuto in guardiola, lo Smilzo lo guarda con due occhi affamati di vita. Vuole sentire le storie della guerra, così come la mattina a scuola vuole imparare ogni singola parola che esce dalla bocca del maestro, vuole insomma prendere a piene mani la saggezza che Napoli, i suoi vicoli, il porto e i palazzi hanno da offrirgli.
Don Gaetano continua a ripetergli “t’aggia’mpara’ e t’aggia perdere”, devo insegnarti tutto e poi devo perderti, ed in fondo è questo il fulcro del romanzo: è la storia di un ragazzo che si nutre della saggezza della sua terra fino a diventare finalmente grande.
In queste pagine c’è tutta la poesia di una città “monarchica e anarchica” come Napoli, una città che vuole obbedire a un signore ma non vuole essere governata. C’è la guerra, l’amore, la morte. Il 1943 e le navi americane ormeggiate nel porto; la gente che si rivolta contro i tedeschi, lanciando vasi di fiori dalle finestre sui cingolati, costruendo bombe fatte in casa e rubando gli arsenali del nemico. C’è l’abbondanza del contrabbando, dopo la guerra, e la merce che passa attraverso le fognature per arrivare fino alle case più povere della città vecchia. Mentre Don Gaetano racconta, lo Smilzo impara a sentirsi parte di una moltitudine di persone. Vede gli uomini con una stella gialla staccata dalla giacca nascosti nei rifugi scavati nel tufo, conosce i loro libri e la loro dignità. Vede l’amore riflesso nei vetri chiusi delle finestre, lo vede crescere, perdersi e poi tornare più adulto e più folle. Scopre gli abbracci di Anna, una donna durissima e fragile, come tutte le donne di Erri De Luca.
Lo Smilzo deve imparare e poi deve andare via, lontano, oltreoceano. Deve conoscere il segreto del fuoco, quello che gli fa indovinare la mano di carte del suo avversario, quello che fa alzare il cappello alla gente del vicolo quando lo incrociano per strada. Prima di andare via deve assaporare il gusto che si prova il giorno prima della felicità, quel giorno in cui tutto, improvvisamente, cambia.
Un libro ricchissimo, capace di rapirci, capace di parlare di identità e sentimenti utilizzando le immagini e le parole degli uomini semplici. Un romanzo che è un tributo alla generosità civile di una città come Napoli e del suo popolo.

Ascolta la lettura delle prime pagine del libro su RadioAlt.
Ascolta l'intervista all'autore del libro su RadioAlt.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 33 recensioni presenti.  Media Voto: 3.87 / 5

piero (08-11-2009)
Accogliente come un presente inaspettato, inaspettata traccia lascia la sua lettura. Bello nel esterno, vuoto nel interno. Napoli merita una visione più profonda, la lunghezza del libro sembra uno scherzo. Ed uno scherzo su questo tema non è sicuro che c'entri.
Voto: 2 / 5

stefania (03-11-2009)
indubbiamente scritto bene ma troppo criptico e poco fluente e di una noia mortale, una vera delusione!a stento l'ho finito, prorio perchè non ce la facevo più, da un mese in camera era!!leggendo i vostri commenti e vostri voti ero stata invogliata all'acquisto ma lo sconsiglio vivamente!ora non so come siano gli altri libri di De Luca, è il primo che leggo, ma se sono dello stesso tipo rifuggo dal genere.
Voto: 1 / 5

Bracardirum (18-10-2009)
Considerato l'autore del libro, potrei limitarmi quasi ad occhi chiusi a ordinarvi "Leggetelo!!!" e assegnare 5 stelle, come altrove ho visto già fare altrove con pigrizia ma con fortuna. Invece in piena coscienza voglio dirvi di più e cioè di gustarvi questo autentico capolavoro riga per riga, e poi di tenervelo lì e ripassarlo ogni tanto a spizzichi, sfuggendo alla tentazione di divorarlo tutto di un fiato e addio. A questo consumo famelico invita infatti la sua prosa fulminea ed essenziale, basata molto sui dialoghi, che non descrive ma immerge il lettore nella intensa vita del protagonista narrante, un bambino orfano di tutto che si fa precipitosamente adulto grazie a l'esempio e a l'amore paterno di un grande maestro di praticità e insieme moralità di vita, un incrocio tra il classico portinaio tuttofare e un altrettanto classico socrate napoletano. Basta in proposito ricordare certi aurei personaggi, appunto, dell'Oro di Napoli di Giuseppe Marotta: nel genere un classico che più classico non si può, come sono certo che prima o poi saranno riconosciute tutte le opere di questo grande scrittore, destinato a divenire un classico lui stesso come Marotta, o come Pirandello e Verga per spingersi solo un po' più in là: un classico per ora moderno, poi si vedrà.
Voto: 5 / 5

Paolo Dublino (03-10-2009)
Premesso che adoro i libri di Erri De Luca. Ma ormai mi sembrano tutti uguali. Come al solito c'è un napoletano saggio, il portinaio direi un misto tra Terzani Platone ed Aristotele; come al solito un giovane povero e buono iniziato al mare e all'ammmore (con 3 m) una protagonista femminile e la miglior Napoli come sfondo. Come al solito il protagonista diventa adulto usando una arma in altri libri o tirava un ordigno o lanciava uno di sotto. Piu' che poetico mi è sembrato noioso e ripetitivo.
Voto: 1 / 5

Monica (26-08-2009)
Un portinaio saggio...che ti stà accanto con discrezione e amore,un romanzo bello con la giusta malinconia,pieno di vita e poesia!
Voto: 5 / 5

laura cagnucci (15-07-2009)
Il libro è meraviglioso, ricco di spunti originali e raffinati. Mi ha fatto pensare alla migliore letteratura di formazione.il giovane protagonista,un po'arturo della morante, un po conradiano è disegnato molto finemente nel suo spessore psicologico. De luca è un poeta.
Voto: 5 / 5

paolo57 (13-07-2009)
Quando si ha la fortuna di incrociare un libro come questo, si ritrova un po' di fiducia nella vita e la speranza di un mondo meno barbaro. Bellissimo, struggente, emozionante.
Voto: 5 / 5

marlowe (08-07-2009)
Meraviglioso, emozionante, non ho parole per definire questo libro. Da tenere tra i libri migliori.
Voto: 5 / 5

silvia (02-07-2009)
Lo metto al vertice dei libri più belli. Una poesia e una musicalità che cullano e incantano per tutta la lettura. Una prosa assolutamente unica quella di De Luca, che passa dal dialetto al'italiano senza strappi. E anche l'italiano è usato come nessuno sa fare! Certo, è malinconico, toni tristi e mesti, amaro in bocca, perchè finisce con il male che vince sul bene. Il ragazzo se ne deve andare, non c'è speranza. Ma ci sono dei passaggi di acume profondo e intelligenza rara. stereotipi? forse, ma che critica saprebbe raccontarlì così? Questo romanzo è un piccolo gioiellino!
Voto: 5 / 5

fabio Marchioni macchia76@tele2.it (30-06-2009)
bello, molto bello, all'altezza delle doti letteratrie di De Luca, sicuramente uno dei migliori scrittori italiani. Ogni parola, ogni frase merita una pausa di riflessione e di degustazione. Detto questo mi ricorda molto tu, mio. C'è un ragazzo che affronta il passaggio adolescenza-età adulta, c'è un maestro e c'è, ovviamente, Napoli con i suoi vicoli stretti e l'odore del mare che passa attraverso le pagine del libro.
Voto: 4 / 5

Guglielmo Bilanzone (10-06-2009)
Una storia bella, con una sua autonoma consistenza, raccontata in maniera poetica senza la noia della poesia con gradevoli punte di commedia napoletana.
Voto: 5 / 5

Larlib (02-06-2009)
Di questo libro bisogna sgranare ogni singola parola e assaporarla una per una, farsela rotolare in bocca e suggere ogni più piccolo fremito che ne deriva. Perché ogni parola ha un peso e si fonde con le altre in un incanto di poesia e rudezza semplice. Crea odori e sapori e sensazioni forti e delicate, autentiche e sofferte, che graffiano la pelle o accarezzano i capelli, che lasciano lividi e sconvolgono di felicità. “Hai paura?’ ‘Sì’ ‘Di me?’ ‘Sì, e nessun coraggio sarà bello come questa paura.”
Voto: 5 / 5

Sergio (30-05-2009)
Ogni rigo di questo romanzo è un diadema che ti illumina.
Voto: 5 / 5

fliatz (29-05-2009)
Bravo. E' il primo libro di Erri De Luca che ho letto; mi riprometto di leggerne altri, perchè l'ho trovato pieno di inediti voli poetici, di là dalla storia che viene narrata, che vedo come un'occasione per rigustare sensazioni e offricele in poesia.
Voto: 4 / 5

andrea (20-05-2009)
semplicemente bellissimo.
Voto: 5 / 5

Antonio (12-05-2009)
Meraviglioso. Uno dei libri più belli di De Luca. L'orgoglio di un popolo che si rialza a levarsi gli schiaffi e la polvere di dosso. Napoli: l'unica città italiana che ha scacciato l'invasore da sola. E poi il pasaggio dall'adolescenza alla maturità, attraverso la verità del sangue.
Voto: 5 / 5

Marco Z. (11-05-2009)
Un libro stupefacente e poetico. Va assolutamente letto . Chi scrive in questo modo deve essere una persona stupenda.
Voto: 5 / 5

Arcangela Cammalleri arcange@alice.it (28-04-2009)
Protagonista ed io narrante un ragazzino, poi diciottenne di cui non c’è dato sapere il nome, vive da solo senza più la madre adottiva in una Napoli dell’immediato dopoguerra. In un antico palazzo trova un nascondiglio che racconta una parte di Storia ancora recente che il portinaio del condominio dove vive gli narrerà diluita e scandita. Don Gaetano, il portinaio sarà il suo mèntore, gli insegnerà a giocare a carte, alcuni ferri di mestieri, una saggezza tutta popolare ed empirica che lo istraderà verso la vita e suoi misteri. Il vizio dei libri nutrito dalla complicità del libraio Don Raimondo insegnano “ O guagliò” che la vita infierisce, sottrae, ma dà il giorno dopo, anche, una felicità, effimera, fugace e spesso guadagnata con dolore e sofferenza. In questo breve romanzo si fondono due storie: quella individuale del ragazzo e la sua fulminea educazione sentimentale con Anna, una ragazza passionale che gli regalerà attimi di lampante felicità e la storia collettiva di Napoli insorta contro i nazifascisti. Con toni dolenti e ricchi di sapienza umoristica, Erri De Luca ci trasporta in questa Napoli dove la lingua colorita e ricca di sfumature delinea dei personaggi indelebili e descrizioni così poetiche in cui la natura solidarizza con il popolo e lo stesso sole scalda quelli senza cappotto, perché vuole bene e protegge l’umanità derelitta e semplice.
Voto: 4 / 5

Lucrezia (23-04-2009)
Libro decisamente ben scritto, con alcuni voli "poetici" che in effetti mi hanno lasciata piacevolmente stupita. Tuttavia ho trovato la storia inconcludente, colma di stereotipi, nonchè (ma forse questo deriva dal mio modo di pensare e concepire la vita, esattamente agli antipodi di quello napoletano) estremamente irritante in moltissimi passi della narrazione. Speravo di trovare il senso del libro nella figura di don Gaetano, ma ha finito per deludermi, lasciandomi l'amaro in bocca, l'amaro della mancata soddisfazione. In conclusione: libro piacevole dal punto di vista formale, ma decisamente deludente dal punto di vista dei contenuti. Che dire? Per fortuna non l'ho comprato.
Voto: 1 / 5

Massimo (12-04-2009)
Ben scritto, ma noiosissimo...
Voto: 2 / 5

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