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Gozzi Martino - Giovani promesse | Autunno, 1998. Emiliano ha diciassette anni quando ottiene una borsa di studio che gli apre le porte di una prestigiosa accademia di tennis negli Stati Uniti. Si ritrova catapultato all'estremità orientale di Long Island. Tutti, qui, sono giovani talenti del tennis, e la competizione è alta. Ma ci sono anche feste da organizzare, scorribande notturne e sfide che bisogna vincere a tutti i costi, non solo sulla terra rossa. A sole cento miglia, magnetica e scintillante, New York. D'un tratto l'altra metà del mondo appare a Emiliano lontanissima, quasi irreale, come anche l'immagine di una ragazza minuta, fragile e intelligente - Bianca - che lo sta aspettando. Cresce intanto il vitale rapporto con il compagno di stanza Nuke e l'infatuazione di entrambi per Camilla Banks. Una condivisione che presto diventa conflitto, scontro anche fisico. Molto deve ancora accadere. E il ritorno in Italia per Natale rimette tutto in discussione. Cosa conta di più? Il futuro di una giovane promessa del tennis o la promessa di un amore? La muta lealtà amicale o una nuova maturità? C'è spazio per una vera, profonda educazione sentimentale?
8 recensioni presenti. Media Voto: 1.87 / 5Parloschi (03-12-2009) La prova che anche la "infallibile" Feltrinelli puó prendere abbagli mostruosi.
Libro piatto, noioso e banale, senz´anima. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
alex (07-10-2009) Un libro così banale ma così banale che è sorprendente come Feltrinelli glielo abbia pubblicato... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Fab (03-09-2009) I gusti sono gusti, ok. Ma davvero sfido chiunque ad apprezzare questo romanzo. Tratto in inganno dalla piacevole copertina e dall'interessante sinossi, mi sono ritrovato a leggere un romanzo privo di senso, inutile, senza una trama accettabile, senza uno stile definibile, con dialoghi pretestuosi e fondamentalmente vuoti. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Chiarastami (29-05-2009) Pulito e ordinato, certo.
Ma anche banale e piatto.
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Loris (11-05-2009) Amo i romanzi di formazione e sono stato intrigato da questa declinazione ‘tennistica’ di Gozzi. A quanto vedo, le buone recensioni giornalistiche si accompagnano a stroncature stizzite nei blog. Trovo che il romanzo sia fluido e di piacevole lettura, pur non essendo privo di difetti. Gozzi riempie il racconto di citazioni letterarie, musicali e cinematografiche, quasi a fornire un elenco (fin troppo esaustivo) delle coordinate culturali in cui inquadrare la crescita del suo protagonista. La trama in se’ e’ flebile e non particolarmente originale, fino ad un finale che definire aperto e’ un eufemismo. A dispetto di questo, Emiliano e’ riuscito a conquistarsi uno spazio nella mia memoria letteraria. I dubbi della vita e dell’amore sono affrontati senza alcun senso del tragico, ma evitando la trappola della superficialita’. I genitori, per una volta, sono un modello positivo da cui trarre ispirazione. L’amata Bianca (figura che, come scritto da altri, pare uscita da un film di Tim Burton) incarna una fanciullezza che unisce spontaneita’ e romanticismi crepuscolari. Camilla fornisce invece un modello di femminilita’ piu’ matura e intraprendente, figlia di una stimolante NY che si contrappone alla placida provincia ferrarese. Emilano si trova tra due mondi, geografici e affettivi, combattuto tra ragione e istinto, ancora incapace di prevedere i ‘colpi’ della vita. Pare soggiacere alla casualita’ degli eventi, ma riesce a guardarsi dentro e a maturare una decisione. Quale, il lettore puo’ solo intuirlo o immaginarlo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Pierluigi (08-05-2009) D'accordo, qualche pagina è scritta bene. Ma basta questo per fare un romanzo? Le storie che si intrecciano sono banali e per nulla interessanti. La gran parte del libro si svolge in un'accademia di tennis e di tennis non si parla quasi per niente, a parte quelle notazioni che sembrano recuperate da internet in un pomeriggio. Oltre a leggere London e Camus non insegnavano agli alunni a migliorare dritti e volée? Le ultime pagine, quelle del Natale a Torino, sono di una noia sconfortante. Una volta arrivato a quell'aborto di finale non sai se ringraziare Dio che la pena sia finita o maledirti per aver cominciato la lettura... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
angelo (30-04-2009) Non si capisce qual è la storia. L'amicizia con Nuke? Il tradimento? Le famiglie che si dissolvono? Il viaggio negli USA? Il ritorno? Non c'è un tema che tenga su il racconto. Mi sembra un racconto di 50 pagine dilatato per farne un romanzo. Quindi, a un certo punto, si affloscia. Delle ultime pagine, con l'inevitabile nonna-angelo, leggevo una riga qua e là. Deludente. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
rabbiaestile (08-04-2009) ..ecco..ci risiamo..o forse è meglio dire finalmente..uno del 1981 che alla sua seconda (!!) prova letteraria pubblica simil romanzo è manna per la letteratura moderna italiana..e visto che il best seller, che non significa per forza qualità, dell'anno scorso è stato "la solitudine dei numeri primi"..sfido chiunque a leggere e far leggere questo "giovani promesse" per poi ragionare serenamente e vedere da che parte stà realmente la grande prova d'autore..l'argomento portante di questo scritto non è il tennis, lo sport..ma ancora una volta la formazione adolescienziale di un ragazzo..e di tutto quello che gli gira attorno..famiglia, amici,luoghi, rapporti e pensieri..colmo di citazioni letterarie e musicali assolutamente originali e pertinenti..scritto in maniera limpida, delicata, mai fuori luogo..di una statura letteraria che fa spavento per essere opera di un ventottenne..spererei diventasse il best seller della stagione ma purtroppo certe cose sono imponderabili..mi piacerebbe allora che quei lettori da un libro all'anno che determinano la classifica di vendita si imbattessero in una vicenda, una storia così..perfettamente..semplice, dolce ed avvincente..
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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