|
|  |
De Luca Erri - Il peso della farfalla | Il re dei camosci è un animale ormai stanco. Solitario e orgoglioso, da anni ha imposto al branco la sua supremazia. Forse è giunto il tempo che le sue corna si arrendano a quelle di un figlio più deciso. E novembre, tempo di duelli: è il tempo delle femmine. Dalla valle sale l'odore dell'uomo, dell'assassino di sua madre. Anche l'uomo, quell'uomo, era in là negli anni, e gran parte della sua vita era passata a cacciare di frodo le bestie in montagna. E anche quell'uomo porta, impropriamente, il nome di "re dei camosci" - per quanti ne aveva uccisi. Ha una Trecento magnum e una pallottola da undici grammi: non lasciava mai la bestia ferita, l'abbatteva con un solo colpo. Erri De Luca spia l'imminenza dello scontro, di un duello che sembra contenere tutti i duelli. Lo fa entrando in due solitudini diverse: quella del grande camoscio fermo sotto l'immensa e protettiva volta del cielo e quella del cacciatore, del ladro di bestiame, che non ha mai avuto una vera storia da raccontare per rapire l'attenzione delle donne, per vincere la sua battaglia con gli altri uomini. "In ogni specie sono i solitari a tentare esperienze nuove," dice De Luca. E qui si racconta, per l'appunto, di questi due animali che si fronteggiano da una distanza sempre meno sensibile, fino alla pietà di un abbraccio mortale.
Recensioni 1 - 20 di 82 recensioni presenti. Media Voto: 3.85 / 5chiara (13-10-2011) Un libro breve, intenso. Forse non il più bello di De Luca, che ne ha scritti altri davvero meravigliosi. Ma ha uno stile leggero, agile come il passo di un camoscio sulle cime, come una brezza che si leva dalle montagne. Si legge in un soffio e si resta soddisfatti. Come sempre, con questo grande Autore contemporaneo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
ALESSIO alessio.lucchini@gmail.com (13-09-2011) breve, limpido, avvolgente. un racconto diverso, in cui la poesia e le emozioni non rapiscono all'improvviso come in altri romanzi di de luca. questa volta la strada è dolce, il percorso più graduale. l'obiettivo raggiunto però sempre lo stesso. fare innamorare dei libri, e della vita. grazie erri. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
M. (23-05-2011) Bello e breve. Forse, è paradossale me ne rendo conto, una maggiore asciuttezza lo avrebbe reso ancora più bello. De Luca è bravo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Inge mauroluinetti@libero.it (19-05-2011) Buon libro, anche se un po' scontato in alcune parti, mi sono chiesto in più di un'occasione quale fosse l'animale e quale l'uomo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Leo (20-04-2011) Mi è piaciuto il primo racconto. Ha degli spunti di riflessione interessanti ed è coinvolgente pur nella sua palese inverosimiglianza e il fastidioso pensiero che sottende: "la bestia è meglio dell'uomo". Il re camoscio è fin troppo umanizzato e sono intenzioni umane a muoverlo quindi una storia del genere è possibile, e ci dovrebbe invitare a riflettere, solo a livello delle relazioni umane più che su quelle uomo-natura. Quello che chiude il libro invece non mi è piaciuto. Ma piacerà senza dubbio agli amanti della natura e agli abbraccia alberi. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Charlie (18-04-2011) Il destino ci insegue come una farfalla. Tutto sembra tornare in un ordine universale nel piccolo e prezioso romanzo di Erri De Luca. Una lettura da consigliare davvero. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Anto (09-03-2011) De Luca si muove con mestiere e sensibilità tra poesia e narrazione, la metafora di cacciatore e preda è centrata, sviluppata con padronanza linguistica, che solo talvolta cede al virtuosismo.
Buon libro. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Maria Teresa mariaster@libero.it (07-03-2011) Piccolo libro ma grande storia; si legge in fretta anche se alcuni punti scorrono meno e risultano più oscuri. Alla fine qualcosa rimane se si comprende il reale significato celato tra poesia e realtà così come è la vita. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Christian Valtorta (08-02-2011) racconto breve non salvato da una lingua di cui ormai sappiamo tutto, e che ha stancato. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Damiano Lippi (16-01-2011) Soldi e tempo buttati, storiella banale. Di poesia in queste pagine ne ho trovata ben poca. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Fili (20-10-2010) Bel libro, anche se ci sono alcune promesse non mantenute. Però un bel libro. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
caterina L. (09-10-2010) Inizio a leggere e penso a "Barnabo delle montagne",di Buzzati,letto oramai parecchi decenni fa.Forse pensando alla montagna..
Poi la scrittura, le parole scelte, meditate calibrate,essenziali,per una storia,più racconto che romanzo.Ma quanta poesia,quanta leggerezza e partecipazione in questo breve viaggio:un viaggio nella vita e nella morte, nella natura,nella sua bellezza e crudeltà.
La storia,il rapporto fra uomo e animale,astuti sotterfuggi e piccole rivalse,istinto e ragione,
così penso a"il vecchio e il mare".
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
vincenzo (03-10-2010) Ho trovato ricche di amore le due storie,quella del nobile albero poteva anche finire così:
Caduto è il cirmolo stanco,vissuto là dove in branco corrono i camosci e solitario è il volo delle aquile.
I raggi di un sole pallido riscaldano le caduche fronde che, sporche di terra, si ostinano a difendere dai freddi dell'inverno i dispersi frutti.
Seduto sui resti di una corteccia stà l'uomo amico,
con fisso lo sguardo nel cielo come a cercare quell'ombra che non c'è.
Accanto a lui poco più in là una farfalla bianca arresta il volo posandosi sul tenero germoglio di un cirmolo che tutto infreddolito si lascia accarezzare dalla fresca brezza di primavera. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
luca (28-09-2010) molto bello davvero.. nonostante sia un 'libruncolo' di sole 70 pagine, lascia in dote molto più di tanti celebrati tomi di autori sopravvalutati. lettura poetica ed emozionante che mi sento di consigliare a tutti coloro che la natura (e la montagna in particolare) la amano e soprattutto la vivono. Magari in prima persoan e non solo per sntito dire... i miei complimenti a Erri De Luca Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Elena (23-09-2010) Non è male, molto "poetico", ma non mi ha lasciato niente, ha un pochino deluso le mie spettative... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Roxymar marco.brescia2009@libero.it (22-09-2010) Un racconto breve ma pieno di poesia. Seducente lo stile dello scrittore e commovente il finale. Da leggere tutto d'un fiato. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
antonella (01-09-2010) Dopo un inizio promettente, la lettura cade nella ripetitività, anche se il libro è breve.
La morale attiene al tema della vita e della morte, delle diverse esistenze, visto dagli occhi del camoscio, ma diretti da un cervello umano, fatto che rende la narrazione decisamente disneyana e poco attendibile, evocando un “Bambi” per adulti, dove il solo argomento di grande verità è costituito dalla spietatezza, dalla subdola violenza, dalla vigliaccheria e dalla disonestà dell’uomo. Qualcuno dirà che è meglio ribadirlo, secondo me infonde invece al racconto un “non so che” di scontato
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Barbara (19-07-2010) Amo la montagna e la natura e ho trovato la lettura delle poche pagine del libro noiosa ed eterna. Mi dispiace di aver speso soldi e perso tempo in questo insignificante racconto. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Andrea Mucciolo andreamucciolo@hotmail.it (04-07-2010) Ci vuole una certa sensibilità per comprendere la storia scritta nel libro. Coloro che si aspettano storie di avventura e azione ne stiano alla larga. Sulla scrittura di De Luca ci sarebbe a volte da discutere. Il suo stile troppo conciso quasi "sentenzioso" lascia alle volte un certo amaro in bocca, come se il lettore fosse stato derubato di una parte dei pensieri ed emozioni del protagonista. Ad ogni modo, le metafore del libro e le immagini che l'autore sa descrivere ben compensano per tutto il resto. La lettura affascina fin dall'inizio, crea un'atmosfera che cattura il lettore. Vien voglia di leggere questo libro in una piovosa giornata invernale, dentro casa. Non posso dire d'aver afferrato tutte le allegorie (di certo presenti) che l'autore propone, ma il racconto, seppur forte e "crudo" ci propone tra le righe un'estrema carica di sensibilità, un inno alla natura e ai suoi significati in rapporto alla vita dell'uomo. Il libro è molto breve e la storia si legge in due sedute. Lo consiglio a chi ama una lettura poco prosaica e voglia sognare mentre legge. La mia valutazione finale è positiva e sono soldi ben spesi, pur non essendo, ovviamente, un capolavoro. Il finale è abbastanza prevedibile, ma forse neanche tanto, per dei particolari che gli conferiscono una certa originalità. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
zanclaude claudiozanotto@farmalabor.it (22-05-2010) Due solitudini a confronto si scontrano in un giorno perfetto, di nitido confine tra un tempo scaduto e uno sconosciuto, a novembre: "quando l’aria denuncia l’uomo a tutta la montagna ed è tempo delle femmine, tempo di duelli".
L’uomo, bestia solitaria e assassina cresciuta senza branco, è in fuga da un passato di cui ha rifiutato ogni presente e a lungo la memoria. Maturato senza amore e incapace di trasmettere, sa di essere un uomo senza, al cospetto della superiorità di una Natura di cui invidia ogni espressione e che, comunque, si affanna a sopraffare: "rubava al padrone di tutto, che si lasciava togliere, ma teneva il conto. Ogni giorno era buono per pagare il saldo tutto insieme".Ma un uomo,non va dimenticato, è sempre quello che ha commesso!
Cresciuto col branco, invece, il Re dei camosci -quello vero, è vestito di vento, del vento di Elohim. Egli è vita, profezia e assolve il compito affidatogli in armonia con la Natura che lo circonda; dove si muove, maestro d’orchestra incontrastato, col virtuosismo indomito e sagace di un grande violinista."Sua madre era stata abbattuta dal cacciatore… Divenne re in un giorno e in duello."
E quando l’uomo, all’apice della sua insofferenza decide di sfidare il vento per rubarlo al suo Padrone, il carico degli anni selvatici gli porta il conto sopra le ali di una farfalla bianca in un ultimo e struggente abbraccio mortale, simbolo di un equilibrio profondo che la Natura affida alla logica dei frattali e dove l’infinitamente piccolo controlla e scatena le reazione dell’infinitamente grande in una logica tutta terrena, è vero, ma pur sempre e incondizionatamente ancorata alle leggi della vita.
"In ogni specie sono i solitari a tentare esperienze nuove. Sono una quota sperimentale che va alla deriva. Dietro di loro la traccia aperta si richiude."
Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 60 Recensioni 61 - 80 Recensioni 81 - 82
|
 | I più venduti di De Luca Erri |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|