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Cibrario Benedetta - Sotto cieli noncuranti | Matilde ha dodici anni. Non sopporta i guanti spaiati e compie piccoli, bizzarri rituali per addomesticare la realtà, per darle un ordine. È un dicembre torinese, pieno di neve e di ombre. Pochi giorni prima di Natale, il padre di Matilde, il magistrato Giovanni Corrias, è chiamato a indagare sul caso di un bambino morto in circostanze misteriose. Mentre avvia i primi accertamenti e formula le prime ipotesi sua moglie viene investita da un'auto, ed è come se la sorte disegnasse una sua geometrica contemporaneità. Al colpo durissimo il magistrato risponde facendo leva sul senso del dovere e della professione, aggrappandosi alle indagini in corso. Violaine, una giovane poliziotta laureata in psicologia, lo aiuta a ricostruire la sequenza dei fatti. Matilde, intanto, osserva gli adulti e il loro dibattersi alle prese con la fragilità dell'esistenza. Con ostinata tenerezza si domanda in che maniera curare il dolore del padre e delle sorelle, nella convinzione che spetti a lei tentare di aggiustare quello che si è improvvisamente rotto, e alla geometria oscura della morte se ne sovrappone un'altra, luminosa e impalpabile.
Recensioni 1 - 20 di 24 recensioni presenti. Media Voto: 3.91 / 5enza (19-10-2011) Libro decisamente bello ed avvicente.Grandissima capacità di far vivere tutti i personaggi nelle loro intime emozioni. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
xyzeta (21-09-2011) Mi piace molto lo stile della Cibrario e in questo romanzo mi è piaciuto molto il suo alternare l'io narrante in modo che il lettore entri dentro la storia che fa disgraziatamente incontrare diversi nuclei familiari dandoci così la vesione personale dei fatti come è vista e sentita dai diversi personaggi. Proprio un bel romanzo su drammi familiari di tutti i giorni. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
giorgia io.giorgia@yahoo.it (16-04-2011) Molto bello, ben scritto, drammatico ma non triste, anzi è un libro che offre speranza, anche nelle situazioni più tragiche. Molto coinvolgente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sabrina (18-03-2011) Nostalgico e molto bello, consigliato ! A partire dalla bella copertina! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sofia (23-01-2011) Anche se in contro tendenza, non mi è piaciuto molto. Ho trovato la trama senza consistenza e lo stile dispersivo. Ha lasciato in sospeso i nodi senza scioglierne nessuno, intrecciando i destini dei protagonisti senza una reale motivazione. Però questo romanzo non manca di sottolineare un'ineluttabile verità: viviamo tutti sotto cieli noncuranti. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Fiorellino (03-01-2011) con il suo stile scorevole ed incalzante l'autrice ti abbraccia. Ed è bello farsi cullare da una dolcissima malinconia. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Bianca (11-11-2010) Molto bello, ben scritto, con incursioni sulle debolezze umane descrivendo sentimenti e sensibilità che fanno parte, in particolari momenti, del percorso umano di ognuno.Anche questo libro l'ho trovato ottimo rispetto a tanti altri molto osannati ma dallo scarso contenuto e dalla prosa inconsistente.Non assegno il voto massimo perchè il finale è omesso e resta tutto un po' sospeso come se dovesse esserci un seguito. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
alice (24-10-2010) L'ho trovato insieme tenero e drammatico... molto bello!!Lo consiglio a chi vuole sperimentare una "lettura invernale" un po' diversa dal solito Voto: 5 / 5 |  |  |  |
stefania67 (12-10-2010) Ho finito ieri sera la lettura del libro e mi è piaciuto tantissimo; sopratutto il finale mi ha lasciato senza parole, non è il classico "lieto fine", ma qualcosa che fa riflettere, che mi farà ricordare per sempre questo romanzo...
Complimenti all'autrice! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
valeria (27-07-2010) Delicato e intenso al medesimo tempo. L'ho amato. Fin dalle prime righe. La tragedia c'è, è vero, ma senza clamori, senza forzature, senza il desiderio di "strafare". Lo sguardo delle bimbe, la forza della semplicità dei genitori di Violaine, la montagna, persino il cane: tutto è lieve, ma lascia il segno. E la trama non importa più, contano solo loro, i personaggi che polpolano questo piccolo gioiello di libro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maria Luisa (18-07-2010) Anche questo libro come giá precedentemente "Rossovermiglio" incatena il lettore grazie ad uno stile scorrevole, ad un intreccio di vicende e di personaggi ben riuscito.E'un romanzo giallo pieno di sensibilitá. Bravissima Benedetta, va avanti cosí! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
federica federicaferrari@yahoo.com (04-07-2010) A me è piaciuto, direi che l'autrice ha azzeccato anche questo secondo romanzo. Non ho però capito cosa volesse fare la bambina nelle ulitme pagine del romanzo....qualcuno mi aiuta? Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Daniela Domenici danidamavi@virgilio.it (26-06-2010) “Le cose spaiate si devono appaiare. Le cose rotte si devono aggiustare. E quelle che fanno soffrire si devono curare. Si fa così. Io questo lo so”: queste frasi riportate sulla quarta di copertina e tratte dal capitolo finale del libro sono una sintesi perfetta delle tematiche di questa storia che, come prima caratterizzazione, definirei “corale”. L’autrice riesce a seguire le vicende di due nuclei familiari che vengono travolti da un evento traumatico mortale dando voce a tutti i protagonisti senza mai far perdere il filo, riuscendo a utilizzare lo “stream of consciousness” di Joyciana memoria con un’abilità magica e perfetta: ogni personaggio si esprime in un suo modo caratteristico, è subito riconoscibile, specialmente le tre bambine, Matilde, Caterina e Beatrice, e Irene, la mamma di Francesco (i capitoli più belli secondo il nostro modesto parere); a questi flussi di coscienza l’autrice alterna momenti di dialoghi che fanno da “link”, da collegamento, alle varie storie. L’altra caratterizzazione sono le stupende e minuziose descrizioni geografiche dei luoghi in cui si svolgono le vicende, la città di Torino e alcuni ambienti montani della Val di Susa, che la Cibrario, di origine fiorentina ma da anni residente a Torino, mostra di conoscere perfettamente ma, soprattutto, di amare visceralmente; permetteteci un accostamento che forse vi sembrerà azzardato, quello con la Barcellona di cui Zafon ci fa percepire ogni angolo, ogni profumo, ogni suono. Terza e ultima caratterizzazione di questa seconda opera della Cibrario l’accurata analisi psicologica di ogni personaggio coinvolto nella storia che dimostra una preparazione dell’autrice in questo campo e che emerge chiaramente dalle parole con cui si esprimono i vari protagonisti, bambini e adulti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Tiz (04-06-2010) A me è piaciuto, ma ho due obbiezioni: la prima è che l'autrice ha omesso (forse volutamente?) di sondare quel dolore autentico dato dalla perdita di una persona importante (due, in questo caso...) che dovrebbe portare il lettore a sentire il dolore, a provarlo in qualche modo e ad affezionarsi ai personaggi che ne soffrono. L'altra, che il "mistero" della tragica fine del bambino poteva essere un vero mistero e invece è un po' scontato.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
stefania (27-05-2010) belle e poetiche alcune immagini. la trama manca di consistenza. Il dolore è diffuso e incombe come un cielo nuvoloso su tutte le storie che si intrecciano nel libro. non aiuta certo ad evadere dall'oppressione di certe giornate.... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Michela80 (22-05-2010) Ho finito da poco il libro e devo dire che non mi ha entusiasmato...è scritto bene e si legge velocemente ma concordo con Ricky quando dice che lascia abbastanza "noncuranti"... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
sabrina (19-05-2010) una storia semplice ma coinvolgente, forse mancante di un po' di suspance nel risolvere i casi gialli.comunque un bel romanzo da leggere nei giorni di freddo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alessandro (18-05-2010) Le capacità descrittive e introspettive dell'autrice sono indiscutibili: la narrazione è sempre coinvolgente, si respira l'aria di Torino e delle montagne circostanti in ogni pagina. Sembra di provare su sè stessi le emozioni di ciascun personaggio. La trama tuttavia lascia un po' a desiderare, il giallo è ben presto svelato, il finale manifesta qualche indecisione.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
marcella (15-05-2010) scritto benino si lascia leggere ma inconsistente nella trama e nei messaggi che forse vorrebbe lanciare.
non c'è pathos eppure nella storia si parla di fatti che dovrebbero toccare nel profondo Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Antonella (08-05-2010) Ho appena finito di leggere questo libro che mi è cascato in mano grazie alla frase che c'è nel retro della copertina:"Le cose spaiate si devono appaiare. Le cose rotte si devono aggiustare. E quelle che fanno soffrire si devono curare.Si fa così. Questo io lo so." Intrigante. E il libro mantiene le attese; l'ho letto in due giorni, ed è bellissimo. Ha una scrittura particolare, semplice e allo stesso tempo evocativa. Ha quel pizzico di particolarità che lo farà ricordare, anche in mezzo a tanti altri. Mi sono già procurata Rossovermiglio. Brava, Benedetta! Continua così. Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 24
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