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Narrativa italiana  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

Sorrentino Paolo - Hanno tutti ragione

Hanno tutti ragione TitoloHanno tutti ragione
AutoreSorrentino Paolo
Prezzo € 15,30
(Prezzo di copertina € 18,00)
Dati2010, 319 p., brossura
EditoreFeltrinelli  (collana I narratori)
 
Disponibile anche usato a € 9,00 su Libraccio.it
 Disponibile in eBook a € 6,99

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Descrizione
Tony Pagoda è un cantante "di night" con tanto passato alle spalle ("Se a Sinatra la voce l'ha mandata il Signore, allora a me, più modestamente, l'ha mandata san Gennaro"). La sua è stata la scena di un'Italia florida e sgangheratamente felice, fra Napoli, Capri e il mondo. È stato tutto molto facile. Il talento. I soldi. Le donne. E insieme, una pratica dell'esistenza che ha coinciso con la formazione di una formidabile (e particolare) cognizione del mondo. Quando la vita comincia a complicarsi (la moglie chiede il divorzio), quando la scena si restringe (la sua band si esibisce in piazze minori), per Tony viene il tempo di cambiare. Una sterzata netta. Andarsene. Sparire. Cercare il silenzio. Alla fine di una breve tournée brasiliana, Tony Pagoda decide di restare là, prima a Rio, poi a Manaus, ossessionato dagli scarafaggi ma coronato da una nuova libertà. Senza perdere lo sguardo di eterna sorpresa per il mondo e la schiettezza di chi, questo mondo, lo conosce fin troppo bene, Tony si lascia invadere dai dubbi e dalle insicurezze che fino a quel momento, nel suo ordinato e personalissimo "catalogo" di quelli che passano per uomini, aveva attribuito agli smidollati. E scopre che tutte le risposte possono essere trovate in un infuocato tramonto.

La recensione di IBS
Un regista che ha saputo interpretare, dandole volti e colori, la periferia decadente dell'Italia anni Ottanta. Paolo Sorrentino ha avuto una carriera fulminante coronata dal recente successo de Il Divo, un film del 2008 ispirato alla vita di Giulio Andreotti, e iniziata con una pellicola che è già diventata un fenomeno di culto: Un uomo in più, del 2001, film dal quale è tratto questo romanzo.
Dal grande schermo allo scaffale delle librerie a volte il passo è breve, a volte invece è necessario che il talento e l'ispirazione lascino la loro impronta. È questo il caso di uno dei personaggi più interessanti mai creati per il cinema italiano: Tony Pagoda, già protagonista del film con il nome di Tony Prisapia e interpretato magistralmente da Tony Servillo. Si tratta di un cantante di night club dell'estrema periferia partenopea, che nella sua lunga carriera ha calcato i più importanti teatri di tutto il mondo, compreso quello di New York al cospetto di Frank Sinatra; che ha accolto nel suo camerino centinaia di casalinghe estasiate e che ha cenato nei peggiori ristoranti della periferia italiana, fagocitando chili di tortelli, cosciotti d'agnello e cocaina.
Tony Pagoda è un cantante di strada. Nato a vico Speranzella, in una Napoli invisa ai suoi stessi abitanti, è cresciuto tra le banchine del porto e le viuzze affollate di Capri. I suoi amici d'infanzia, Peppino di Capri, Dimitri e il suo guru, il cantante Mimmo Repetto, gli hanno ispirato la spossatezza tipica dei nullafacenti, la baronessa Eleonora Fonseca lo ha iniziato alle gioie del sesso e della droga, ma sono stati i proiettili schivati sulla banchina del porto di Napoli a solcargli per sempre la pelle. Soltanto mentre canta le sue canzoni melodiche, esibendo una voce potente e impostata, la sigaretta tra le dita e la sua band, Tony Pagoda si lascia naufragare nelle sue emozioni. Titta Palumbo, Rino Pappalardo, Gino Martire, Lello Cosa e persino l'impresario, Jenny Afrodite, sono succubi, pendono dalle labbra del loro leader. È lui che decide dove andare e quanto chiedere in compenso, è lui a scegliere gli argomenti di cui val la pena discutere e le facezie da liquidare con un solo gesto, perché solo Toni P. sa incantare le folle.
Tutta la decadenza e la miseria del nostro bel paese, dagli anni Settanta ad oggi, trasudano attraverso la pelle butterata e i capelli tinti di questo indimenticabile personaggio. Venti anni nelle piazze di periferia ad elargire il suo ottuso amore per la vita, altri venti anni da solo a riflettere in Brasile, in mezzo alla foresta e agli scarafaggi, per ricordare meglio le donne, gli amici e il successo, fino al colpo di scena finale: una chiosa perfetta e grottesca.
Scritto nella lingua napoletana "ripulita" e trasformata in un italiano stentoreo e barocco, questo è un romanzo rigonfio, ondulato, pieno di bolle d'aria. Sono le divagazioni continue sui ricordi di una vita, ma anche le riflessioni filosofiche tipiche dei manuali d'auto-aiuto da quattro soldi. È l'elogio della società del consumo e dell'abuso, la vita di un personaggio che dietro ogni eccesso, al di là di qualunque giudizio, trabocca di straziante umanità.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 95 recensioni presenti.  Media Voto: 3.04 / 5 | Invia recensione

lorenzo (07-07-2014)
Un libro che lascia a tratti senza fiato e che fa capire tante che cose dei mondi che Paolo Sorrentino descrive nei suoi film. Ho trovato tanti ingredienti, alcuni positivi ed altri meno...ma ho trovato forza in ogni pagina ed in ogni parte della storia che viene raccontata. E'un libro potente, che non ti aspetti.
Voto: 4 / 5
Benevento (30-06-2014)
E' stato il mio primo libro, il mio primo amore. Non ti dimenticherò Tony Pagonda.
Voto: 5 / 5
angelo angebet@hotmail.com (01-05-2014)
Ingredienti: un divo di serie B dal passato luminoso e dal presente ombroso, le conseguenze di amori facili e difficili vissute sulla propria pelle, un posto che deve essere rifugio e trampolino trovato tra Napoli, Brasile e Roma, la grande bellezza inseguita attraverso soldi, donne, droga e scarafaggi. Consigliato: a chi osserva la quotidiana tragicommedia della vita umana con curiosità, ironia ed inquietudine, a chi cerca spunti di tanti futuri film in un unico romanzo.
Voto: 3 / 5
Cinzia (13-03-2014)
Sono riuscita ad arrivare in fondo con molta fatica. Storia poco avvincente, stile faticoso...insomma un libro noioso.
Voto: 1 / 5
assur (13-01-2014)
Ascoltato l'audio libro letto da Servillo: spettacolare!
Voto: 5 / 5
migliettaser migliettaser@libero.it (18-12-2013)
Prolisso, confuso e senza trama, si vede che non è opera di uno scrittore, ma , c'è sempre un ma quando si parte così critici, a volte geniale. Ti annoia e ti appassiona al tempo stesso, un libro fatto di personaggi e considerazioni, a volte banali e a volte sorprendenti. Tristissimo nel suo insieme, non è privo di una velata speranza e di un tragicomico ottimismo che aiuta a vivere e a pensare. Non è scritto benissimo , ma con un linguaggio ricco e fantasioso che stupisce e fa sorridere. Un libro che consiglio se non vi disturba saltare i pezzi che trovate stucchevoli e noiosi, così facendo si guadagna in agilità letteraria e la storia non perde nulla.
Voto: 4 / 5
Andrea Giostra andreagiostra@tiscali.it (04-05-2013)
Un libro assolutamente da leggere. Paolo Sorrentino, oltre ad essere un grandissimo e geniale regista e sceneggiatore, è al contempo un grandissimo scrittore. Incisivo, elegante, riflessivo, stimolante, profondo, introspettivo e, perché no?, assai contemporaneo, nell'accezione neorealistica del termine (se si può recuperare un termine che ha fatto la bellissima storia del cinema e della letteratura italiana degli anni quaranta e cinquanta). Il neorealismo nasceva allora dagli intellettuali superstiti del secondo dopoguerra come movimento culturale e letterario di rinascita e di impegno politico e sociale per il paese Italia. Oggi, nella seconda decade del ventunesimo secolo, sembra che Sorrentino, con lucida e geniale "preveggenza", voglia recuperare con i suoi film e con la sua letteratura, una presa di coscienza civica e politica degli intellettuali contemporanei italiani. I disastri sociali ed economici di oggi sono simili, se non peggiori!, di quelli che i nostri padri e i nostri nonni hanno dovuto affrontare nel secondo dopoguerra. Allora frutto di una guerra mondiale condotta senza esclusione di cinismo e di disumanità. Oggi i disastri sociali ed economici che i giovani contemporanei si trovano ad affrontare sono quelli prodotti da una classe dirigente (politica, culturale, accademica, istituzionale) che senza ritegno alcuno ha condotto stili di vita all'insegna del consumismo più sfrenato, dell'abuso di ogni forma di agiatezza e dell'osservanza ossessiva dei "vizi capitali": superbia, avarizia, lussuria, invidia, gola, ira e accidia! Queste riflessioni, stimolate da un'interessante serie di confessioni dei protagonisti del Romanzo, si recuperano brillantemente in Sorrentino.
Voto: 5 / 5
iole margheraita@yahoo.it (13-02-2013)
E' un capolavoro. Immagino che la crudezza del racconto e il percorso di svestizione che il protagonista fa nel corso del libro per mostrarsi in tutta la sua nudità, possa generare imbarazzo. A me è piaciuto come pochi libri in vita mia: esilarante, travolgente, drammatico. E' una caricatura che rappresenta la realtà meglio della realtà stessa. BRAVO BRAVO BRAVO. Dopo aver visto "le conseguenze dell'amore" la prima volta, per circa un anno ho continuato a rivederlo almeno una volta al mese. Con "hanno tutti ragione" potrebbe accadermi una cosa analoga. Questo è stato uno di quei libri che vorresti non finisse mai, a mano a mano che progredivo nella lettura ero spinta da un doppio impulso: leggere leggere leggere per fagocitare la storia da un lato, dall'altro rallentare per allontanare il più possibile il momento della separazione!
Voto: 5 / 5
Luigi (12-01-2013)
Quando dalla sceneggiatura di un film (L'uomo in più 2001 dello stesso regista) si tira fuori un romanzo, si dovrebbe avere il buon senso di cambiare i codici di decodifica, perchè non sempre il linguaggio filmico risponde a quello letterario e viceversa. In questo romanzo di Paolo Sorrentino, questo non avviene, infatti la trama è praticamente inesistente, in quanto il libro prosegue a furia di "digressioni" del protagonista-autore che servono a giustificare i suoi punti di vista sui più svariati argomenti messi in discussione. In pratica il lettore assiste ad un continuo "saltare di palo in frasca" con il protagonista, incontestato portatore dell'unica verità, che trincia i suoi personalissimi giudizi. Il protagonista, Tony Pagoda (Tony P che potrebbe essere sia il cantante Tonino Apicella, sia il Berlusca), un cantante neo-melodico degli anni '60 (ma esistevano i neo-melodici negli anni '60?), è un cocainomane, una sorta di Bukowski nostrano, portatore di una a-morale pessimistica di stampo niestchiano e di una visione decadente della vita (Il fanciullino di Pascoli) contro gli stereotipi della società (piccolo)-borghese. Infatti trattasi di un romanzo di stampo decadente, nel senso che il nostro Tony ha come imperativo categorico quello di fuggire dalla mediocrità della vita borghese, o innalzandosi (alla D'annunzio) al di sopra delle masse, o estraniandosi (alla Pascoli) da esse, nell'erronea presuzione di avere la ricetta per capire il senso dell'esistenza. La scrittura è molto vicina al dialetto napoletano e quindi volutamente illetterale, nervosa, contorta, poco fluida e a tratti, illegibile. A mio giudizio le prime 200 pagine sono da cestinare: mi han fatto venire il disgusto. Infine, circa il contenuto, il romanzo sembra scritto con il "senno di poi", pieno di tirate moralizzanti e moralizzatrici, fatte però negli anni successivi; in pratica ha ambientato il romanzo negli anni '60 salvo poi guardare quel periodo con gli occhi di oggi!
Voto: 1 / 5
patrice mirpat@hotmail.it (15-12-2012)
sorrentino crea un personaggio con molta carne,tony p ti entra subito nel cervello.il libro parte subito ad una marcia elevata poi la scrittura si ingolfa.la dinamica del romanzo si inchioda su monologhi condivisibili ma non certo comandamenti..un tentativo ,alla lontana,de "lo straniero"alla verace
Voto: 3 / 5
MARIA CECILIA (28-11-2012)
Bellissimo e molto, molto spassoso. Una "napolitanità" assai gradevole. Non dimenticherò tanto presto Tony Pagoda! Bravo Sorrentino!
Voto: 4 / 5
filippo (16-11-2012)
Capolavoro. Un libro che ti entra dentro e che non dimentichi più. Ma mi rendo conto, leggendo le recensioni, che non è un libro per tutti. La digressione finale narrata nelle parole di Gegè Raia fotografa perfettamente cosa è diventata l'Italia oggi, con tutta la sua mancanza di cultura, di morale e di ironia. Mancanza che autorizza la gente a venire a mettere 1/5 al miglior libro italiano degli ultimi 5 anni. Sconsigliato a chi legge Ammaniti, Coelho e Fabio Volo e a tutti quelli che vogliono il romanzetto con il buono e il cattivo, con tanto di finale a sorpresa. Che poi dopo 3 giorni manco ti ricordi cosa hai letto.
Voto: 5 / 5
Viola (03-09-2012)
Ok, ci stanno dei modelli di scrittura che vendono!Sorrentino se ne frega!E ci propone questa meraviglia di libro!Non lo conosco come regista e infatti, vado a curiosare tra i suoi film; ciò che questo libro mi ha lasciato, è un Italia politicamente scorretta e tragicomica che mi ricorda Chaplin con la sua America anni '30!Grazie Sorrentino!
Voto: 5 / 5
PAOLA (06-08-2012)
Questo libro e' una 'epiphany - rivelazione', a tratti duro cosi' come dura e' la vita stessa. Tony Pagoda e' uno di noi, e' stato come guardarsi allo specchio..Avrei solo evitato l'ultimo paragrafo, ma per il resto e' strepitoso. L'ho gia' consigliato.
Voto: 5 / 5
Terramatta (23-07-2012)
Sono ferma a pagina 188 da due giorni...non ce la faccio a buttarlo giù! Noioso, senza trama e senza emozioni, mi sto annoiando davvero molto, troppo, nessuna originalità nello stile nè nella "storia", nessun personaggio a farmi compagnia, nessuna voce narrante a narrare....mi sento nel deserto delle parole.
Voto: 1 / 5
laura del giudice (30-04-2012)
ho ascoltato l'audiolibro, ma ora me lo compro per rigodermelo leggendo, strepitoso contenuto, ma ancor di più la forma, veramente una scoperta.
Voto: 5 / 5
Elio (30-03-2012)
A leggere qualche "commento" mi deprimo. A vedere la media voto mi deprimo. Mi deprimo perché questo è uno dei romanzi italiani più belli degli ultimi anni, scritto con un'ironia straordinaria e con un Sorrentino che oltre ad essere il nostro miglior regista si conferma scrittore (anche quello) di razza. Le storielle preconfezionate sono appannaggio di altri ma molti non lo hanno capito evidentemente ed è abbastanza, per questi non-lettori, mettere un 1 a casaccio. Moccia è sempre dietro l'angolo, minaccioso... Per fortuna c'è chi come Sorrentino e il suo Tony si ricorda ancora dove l'originalità sta di casa.
Voto: 5 / 5
marisol (21-02-2012)
WOW! Sorrentino scrittore merita tanto quanto Sorrentino regista. Gran bel libro, ora lo compro e lo rileggo.
Voto: 5 / 5
Dario Perugini (23-01-2012)
Immaginate di essere alla guida di un taxi, di notte in una grande città, un uomo sale a bordo e vi chiede di portarlo verso una destinazione lontana, contrattate, partite e durante il viaggio inizia a raccontarvi episodi della sua vita, così come solamente tra sconosciuti ci si può raccontare. Tony Pagoda vi parla della sua strana vita, che corre parallela alla storia del nostro strano paese, strana ed inverosimile come solo la realtà può esserlo, ma ci vuole un pò di coraggio per ascoltarlo, perchè non usa filtri e può dar fastidio specchiarsi in qualche suo deplorevole aspetto che indossa con grande disinvoltura, in barba a tutto il nostro impegno a camuffarci da persone per bene. Credo sia veramente uno dei migliori libri italiani degli ultimi anni.
Voto: 5 / 5
Makkuro woland_xxx@hotmail.com (17-10-2011)
Il libro inizia bene. Sembra tratteggiare il profilo di un personaggio che farà parte di una storia articolata. Invece la storia non comincia. Tutto viene raccontato per episodi che diventano pagina dopo pagina sempre più noiosi, e più si va avanti più ci si rende conto che il libro non ha né capo né coda. Fino all'estrema decisione di interromperne la lettura. E dire che il Sorrentino regista mi piace molto. Però, come dire, a ognuno il suo mestiere... ci sono tanti scrittori esordienti meritevoli e sconosciuti che non trovano spazio appunto perché sono sconosciuti, e tanti personaggi "pubblici" che finiscono in tutte le librerie solo per il loro nome. Mi chiedo davvero se finirà mai la cattiva abitudine della case editrici di pubblicare nomi noti indipendentamente dalla qualità dei loro testi.
Voto: 1 / 5
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