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Shalev Meir - È andata così |
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Titolo | È andata così |
| Autore | Shalev Meir | Prezzo Sconto 15%
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€ 13,60
(Prezzo di copertina € 16,00 Risparmio € 2,40)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2010, 230 p., brossura | | Traduttore | Loewenthal E. |
| Editore | Feltrinelli
(collana I narratori) |
| | Disponibile anche in ebook a € 12,99 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| "È andata così", dice il titolo dell'ultimo romanzo di Meir Shalev, narratore israeliano dalla straordinaria vena poetica e ironica al tempo stesso. Se le sue storie sono sempre un po' sospese fra verità e fantasia, fra passato reale e libertà dell'immaginazione, questa volta non c'è equivoco di sorta. Shalev ci racconta qui la storia della sua famiglia, che è stata, negli anni venti del secolo scorso, fra i fondatori di Nahalal, un villaggio agricolo nel Nord d'Israele. Quasi il simbolo stesso del ritorno del popolo ebraico alla terra, intesa come ideale di riscatto storico ma anche come suolo, da coltivare con le mani e con il cuore. Shalev è infatti uno scrittore profondamente "campestre": anche nei suoi romanzi più cittadini si sente il profumo della terra. Qui il personaggio centrale è la nonna che, pur vivendo in campagna, è maniaca della pulizia. La sua ossessione, affrontata con affetto ed egual misura di sarcasmo, innesca i ricordi. Shalev torna a Nahalal, rievoca l'amore dei suoi genitori, le gioie e i dolori della sua famiglia. Lo fa con il consueto e straordinario garbo letterario, creando situazioni sempre in bilico fra il verosimile e l'impossibile. Che però qui ci dice essere tutto frutto della realtà, della vita vissuta.
Media Voto: 3.25 / 5SELENE (25-07-2011) Non sono riuscita a terminare la lettura. Inizialmente mi piaceva e mi risultava simpatico, poi tutti quei nomi strani e il raccontare aneddoti sempre simili mi hanno annoiata.... con sommo dispiacere! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Filippo (03-12-2010) Ho iniziato a leggerlo.
Avevo considerato il Pane di sarah, la Montagna blu e soprattutto Il ragazzao e la colomba dei gioielli letterari.
Questo mi sta deludendo enormemente.
Sono costretto ad abbandonarlo a metà.
Non gli dò il voto più basso proprio perchè è Shalev e la sua scrittura è sempre valida Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Mara Marantonio (30-10-2010) Una Nonna e un Aspirapolvere danno l’occasione a Meir Shalev per donarci una storia ricca di tenerezza ed ironia. Il titolo è tratto da una frase che sua Nonna materna Tonia ripeteva spesso; anzi l’espressione era, ed è, un intercalare asseverativo tipico di casa, riferito a questo o quell’evento sul quale, tra parenti, si sta discutendo. Lo scrittore ci racconta la storia della sua famiglia, salita dalla Russia in Terra Promessa alla fine del 1800, a seguito della Seconda Aliyah. Il personaggio chiave è proprio Tonia, piccola di statura, ma dalla grande personalità; fanatica della pulizia, sì da suscitare i sogghigni dei compaesani, che la definiscono un tipo bislacco. Punto cruciale della vicenda è il rapporto di Amore / Odio tra Tonia e l’Aspirapolvere, donatole dal fratello maggiore del marito. Il cognato, per farsi perdonare di aver lasciato, a inizio ‘900, la natia Ucraina alla volta dei capitalistici USA, anziché impegnarsi a realizzare il sogno sionista in Terra di Israele, aveva regalato a Tonia questo strumento, massiccio e robusto, marca G.E. Di esso tutti favoleggiavano, in famiglia; poiché nessuno, a quanto pare, lo aveva mai visto, o forse sì, alcuni, una volta, ma nulla di preciso vi era su questo punto, perché….Perché il malcapitato Aspirapolvere, dopo un’iniziale perfetta intesa con la sua padrona, un giorno maledetto era incappato in una disavventura che lo aveva condannato ad una sorta di “ergastolo domestico”? Che cosa mai era successo? Cercate di scoprirlo, leggendo il libro; briciole di mistero però restano, qua e là. Shalev ci consegna questo piccolo tesoro di magie ed equivoci familiari, un romanzo sorprendente, ricco di colpi di scena e di attimi imprevedibili, tenuto insieme dal magico filo della delicatezza, dell’umorismo e della commozione. Mille particolari, anche autobiografici, da frugare e che non anticipo, per non guastare la sorpresa nel lettore. E l’incanto nella descrizione della vita al villaggio, un Israele che puoi ritrovare pure oggi se hai pazienza e lasci i pregiudizi Voto: 5 / 5 |  |  |  |
claudio (20-10-2010) Dopo Il ragazzo e la colomba ho voluto leggere il nuovo libro di Shalev e ne sono rimasto molto soddisfatto. Veramente un grande scrittore, che non conoscevo per niente. Una bella scoperta.
Questo nuovo libro racconta nel modo più ebraico possibile la storia di nonna Tonia e delle sue manie di pulizia dagli anni '20 alla morte avvenuta negli anni '70 del secolo scorso. Assieme a lei e alla sua famiglia, scorre la Storia di Israele, con le grandi difficoltà dei primi immigrati e con le gioie per aver finalmente una loro terra.
Interessante è il conflitto dagli anni trenta ai cinquanta con l'America, vista da questi socialisti utopisti come il grande Satana: loro erano puri e duri.
E' un libro che fa sorridere spesso e volentieri, ma fa anche molto pensare a come era Israele sessant'anni fa e a come si è ridotto ora. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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