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De Luca Erri - I pesci non chiudono gli occhi | A dieci anni l'età si scrive per la prima volta con due cifre. È un salto in alto, in lungo e in largo, ma il corpo resta scarso di statura mentre la testa si precipita avanti. D'estate si concentra una fretta di crescere. Un uomo, cinquant'anni dopo, torna coi pensieri su una spiaggia dove gli accadde il necessario e pure l'abbondante. Le sue mani di allora, capaci di nuoto e non di difesa, imparano lo stupore del verbo mantenere, che è tenere per mano.
17 recensioni presenti. Media Voto: 4.11 / 5Annalisa (19-04-2012) Racconto poetico di disarmante dolcezza. Erri De Luca non delude con la sua scrittura pregnante, con le sue frasi scolpite a cesello. Bello Voto: 5 / 5 |  |  |  |
cinzia (07-04-2012) Erri De Luca nella brevità e nella semplicità riesce a tracciare un ricordo nitido d'infanzia senza trascurare i dettagli come fosse un pittore assai preciso e senza sfumare i contorni, come se non fossero passati 50 anni. Il ricordo risulterebbe "romantico" se lo scrittore non sfrondasse l'enfasi raccontando senza rimpianto: il primo innamoramento, il primo bacio, narrati con una serie di connessioni al luogo e al tempo in cui essi avvengono e con una prospettiva analitica che si sposta nel tempo tra i pensieri adulti di chi racconta e sa cosa quell'esperienza ha lasciato, e la vita di un bimbo di 10 anni che tanto ha già scoperto e tanto ancora deve aspettarsi.La bellezza del godersi qualcosa senza necessariamente aspettarsi troppo. Frasi che si assaporano di testa e di pancia Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Federica Cafasso (10-02-2012) Erri non si smentisce mai. Per me è un poeta. I suoi "piccoli libri" sono tutti dei tesori. L'amore per la nostra città trapela sempre in ogni suo scritto e questo mi riempie il cuore, a me che oramai non vivo più a Napoli. Mi piace Erri. Mi piacciono le sue storie (sempre), la sua prosa e la sua capacità di usare metafore bellissime (da appuntare per rileggerle ogni tanto) come questa:
"Ancora adesso, nelle notti sdraiate all'aperto, sento il peso dell'aria nel respiro e un'agopuntura di stelle sulla pelle". Poesia per me. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Robertinho (06-02-2012) Mi è velocemente scivolato addosso - così come fà l'acqua sul corpo durante una doccia - senza lasciare in me tracce apparenti. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Silvia (25-01-2012) E' il primo libro di De Luca che leggo, e l'ho fatto in un'ora, forse meno. Mi ha catturato, poeticamente. Consigliato, davvero una bellissima storia. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Chiara (23-01-2012) Bellissimo libro. Erri De Luca riesce a trattare argomenti non facili (come la crescita e l'amore) in maniera poetica, rendendo ogni cosa semplice, ma mai banale. Una lettura che consiglio a tutti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Christian Valtorta (19-12-2011) Non ho più ritrovato quella magia di De Luca che me lo aveva fatto amare, all'inizio, come portatore di un nuovo ibrido prosa-poesia. Questi continui libretti sono ripetitivi, semi-vuoti, scritti per produrre rapidamente e vendere con ansiosa velocità. Uno scrittore perso, una sintassi che ha stancato Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Gianni Lacredenzia (09-12-2011) Non avevo mai letto un libro di Erri De Luca e ho trovato il suo modo di scrivere efficace e asciutto. A mio parere un libro breve deve essere davvero bello per poter essere pubblicato e questo meritava tanto. Mi è piaciuto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
eva (23-11-2011) Suggestivo e poetico...bello! una scrittura semplice e ricca allo stesso tempo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Carlo (06-11-2011) Niente di nuovo, eppure tutto è nuovo! Asciutto, essenziale.
Poesia in forma di prosa. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
max (26-10-2011) Inconfondibile anche in questo breve "diario" lo stile di Erri, asciutto e contratto. Un racconto sui primi turbamenti dell'amore che schiudono verso l'evoluzione del carattere di un adulto. Un buon racconto, ma che non rivela nulla di più, nessun altro significato se non quello di cui si legge. A tratti emerge persino un'eccessiva pomposità, tipico autocompiacimento partenopeo, nel raccontare cose anche molto semplici che fa nascere il dubbio di aver tralasciato qualcosa di importante e che poi regolarmente svanisce nel nulla. Ne paga il prezzo la leggerezza prerogativa più giusta per la connotazione di un racconto di questo genere. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
marcello marcello.bezzi@uniroma1.it (25-10-2011) Forse non il miglior libro di Erri, ma quanta dolcezza,innocenza,purezza,e candore meravigliosamente uniti alla ribellione in un fisico in evoluzione traspaiono da queste pagine! La genuinità scontrosa del pescatore convive con un animo scontento che subisce la scoperta dell'amore e si esprime con grande delicatezza.Non apprezzare o capire ciò oltretutto scritto in un lessico fascinoso mi sembra traduca aridità di vita e freddezza di sentimenti. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
alida airaghi (16-10-2011) La storia del bambino che Erri De Luca è stato, cinquant'anni fa, "un bambino viziato dall'isolamento", in un'estate lontana che improvvisamente lo ha messo a confronto con tutto ciò che è "altro da sé". Quindi un libro tutto costruito sulle dicotomie e i contrasti: infanzia e età adulta, innocenza e consapevolezza
, violenza e mitezza, sensibilità e ottusità, cultura e ignoranza, città e mare, Italia e America, maschio e femmina. Ovviamente l'autore sta sempre dalla parte di chi deve crescere e scegliere, e sceglie coraggiosamente la cosa giusta: quindi la madre che resta nella sua terra d'origine rispetto al padre che tenta un'emigrazione sospetta di fuga, i pescatori rudi ma buoni di fronte ai borghesi urbani, il mare e il sole limpidi in contrasto con le oscurità imputridite di una città corrotta, studenti-operai-muratori in rivolta contro borghesia e forze dell'ordine alleati nella repressione. Ma soprattutto il ragazzino Erri, taciturno e serissimo, impegnato nella lettura e nelle parole crociate, che si sa opporre a tre bulletti sopraffatori lasciandosi malmenare brutalmente, ma rinunciando a denunciarli. E che
si confronta con un'adolescente settentrionale in vacanza sulla stessa spiaggia, come lui impegnata e riflessiva, già consapevole di cosa è etico e cosa no, attenta all'uso delle parole ( e i dialoghi tra i due bambini hanno qualcosa di surreale e intellettualmente ricostruito:"L'amore
...non è una serenata al balcone, somiglia a una mareggiata di libeccio, strapazza il mare sopra, e sotto lo rimescola"). Un "amore pulcino" tra i due, che li fa crescere e li separa. Con squarci di descrizione lirica decisamente potenti, ma anche, come sempre nei libri di quest'autore, con un autocompiacimento eccessivo sia della propria scrittura sia della propria esistenza, vissuta esclusivamente nei luoghi giusti, con le scelte giuste, con i sentimenti giusti.
"Exegi monumentum aere perennius". Voto: 4 / 5 |  |  |  |
massimo r. (15-10-2011) Gran bel racconto, che credo di aver apprezzato particolarmente da coetaneo e conterraneo di Erri, e condividendo con lui luoghi ed esperienze (ricordo anch'io perfettamente la scoperta della neve in città nel '56, era febbraio). Mi è sembrata una rilettura pacificata e rimeditata delle scoperte e i turbamenti alla linea d'ombra di sè decenne. E solo così si comprendono quel linguaggio e quella saggezza, sinceramente un po' inverosimili altrimenti a quella età... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Giacomo (12-10-2011) Stento a capire il successo di questo autore, che sembra sempre voler dire qualcosa e non arriva mai (almeno a me) a dire niente, finendo persino (parlo di "Non ora, non qui") per rivelare una certa sgradevolezza di carattere. Nel caso di questi pesci, forse loro non chiudono gli occhi ma (almeno io) il lettore sì, e non per sognare. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Libreria Nutrimenti Portici stani62@hotmail.com (08-10-2011) E' il libro della maturità di Erri De Luca. Infatti, finalmente con questo romanzo, l'autore di "Non ora non qui", pare, essersi liberato del senso di colpa, d'aver scontato finalmente gli anni della ribellione, segno ne siano le lacrime di cui parla senza pudore. La trama appare una evoluzione ideologica e spirituale di "Tu,mio": se lì infatti l'azione violenta è postuma, qui è il senso di giustizia, la "misericordia per l'offeso" che agisce. E di "Tu, mio" sono l'isola e l'amore come condivisione della solitudine. Le metafore, che in alcuni casi sembrano studiate per stupire e quindi un po' fasulle, sono in minoranza rispetto al resto che alludono con sincera commozione alle cose profonde che ciascuno si porta dentro. De Luca lo sa e per questo cerca di attenuarne la portata utilizzando in diversi punti un'ironia asciutta e ridimensionatrice, per evitare che la freschezza dei sentimenti diventi monotona e banale. Un libro che colpisce ed emoziona nell'intimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
iCaro (22-09-2011) Il caro vecchio erri de luca non si smentisce mai ! divorato in una giornata,il libro è molto diverso da altri di erri di luca che ho letto è come se dentro esso erri ci avesse messo qualcosa di suo. Lo consiglio a tutti è un libro davvero molto bello. Come tutti quelli di erri de luca Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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