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Glattauer Daniel - In città zero gradi | Max detesta il Natale e quest'anno, per la prima volta in vita sua, è fermamente intenzionato a lasciarselo alle spalle e a fuggire in un paradiso esotico. Purtroppo, però, ha fatto i conti senza Kurt, il suo cane. Kurt è stato un investimento sbagliato: passa la maggior parte del tempo a dormire e, quando si muove, tutt'al più lo fa per sbaglio. A chi affidarlo durante la vacanza? All'inizio Katrin non ha nulla a che spartire né con l'uno né con l'altro. Alla soglia dei trent'anni deve, suo malgrado, sopportare genitori che devono, loro malgrado, sopportare il fatto che lei non abbia ancora trovato l'uomo giusto. Con l'avvicinarsi del Natale e della tradizionale riunione di famiglia, la pazienza di tutti giunge al limite. Di colpo, però, ecco che all'orizzonte spunta Kurt. A Katrin non piacciono granché gli animali, ma a suo padre ancora meno. L'inserzione di Max per un dog-sitter è un'occasione troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire. Così in un attimo lei architetta un piano formidabile. Mentre in città la temperatura continua a scendere e la prima neve ammanta di bianco le strade, le vite di Max, Katrin e Kurt si intrecciano inesorabilmente, in un crescendo di sorprese, trovate geniali e battute memorabili. Una nuova e intensa storia d'amore, con il giusto mix di leggerezza e serietà e due indimenticabili protagonisti. Anzi, tre: fare i conti senza Kurt è davvero impossibile.
12 recensioni presenti. Media Voto: 2.41 / 5Andrea (22-05-2012) Bello, divertente, ironico, a tratti irresistibilmente comico; non capisco le basse recensioni lette, soprattutto non mi sembra così diverso e inferiore rispetto a 'Le ho mai raccontato del vento del Nord' e 'La settima onda'. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Gianna (26-03-2012) Attratta dalla pubblicità e dalla copertina, lo ammetto, speravo in un bel libro. L'ho sperato fin quasi i tre quarti della lettura per poi dover ammettere di essere di fronte ad un romanzo mediocre. Storia banale, quasi grottesca. Scrittura noiosa a tratti senza alcun senso logico, quasi a voler buttar giù per riempire il foglio. Insomma non lo consiglio se cercate una buona lettura. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
la_Elena (01-03-2012) E' il primo libro che leggo di questo autore e devo dire che è scritto abbastanza bene, ma la storia in sè è piuttosto sciapa... carino, ma non ti lascia pressochè nulla; il finale, poi, è imbarazzante.. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Paola (24-02-2012) Ecco, questo libro è la prova che si può scrivere di cose leggere in maniera intelligente.
Una storia qualunque, personaggi di tutti i giorni in una città austriaca nei giorni che precedono il Natale. Eppure è tutto così ben descritto, divertente, ironico, privo di banalità o stereotipi.
Uno di quei libri che divori, non tanto per sapere come va a finire, ma per il puro godimento che trai dalla lettura stessa. Mi appresto a leggere gli altri due. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
claudia (29-01-2012) La prima parola che mi viene in mente è "pesante" ed è la quasi totale assenza di dialoghi ad appesantirlo.
Inoltre non riesce a liberarsi della struttura "epistolare" dei primi due, con i quali ha in comune ancora una volta il ricorso alle mail (che però nei primi due libri erano la trama stessa del racconto) e il ricorso a questo postdatare continuo degli eventi. Così facendo niente accade se non sul finale del libro. Come per gli altri due. Fateci caso...
Il voto è basso. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Laura (23-01-2012) Non ha la grazia né tanto meno l'originalità dei due precedenti libri di Glattauer. Il confronto tra Max e Katrin (e il protagonista inconsapevole Kurt cane letargico, "innamorato" di una pendola, che gli ricorda la sua terra d'origine) ed Emmi e Leo è per forza a favore dei secondi due. La storia epistolare raccontata nel "Le ho mai parlato del vento del nord" e ripresa ne "La settima onda" non può minimamente competere con quella sconclusionata dei due "perdenti" accomunati da tic e ossessioni. Le pagine in cui Max racconta il motivo della sua "fobia" e descrive Sissi la Cicciona valgono, però, la lettura del libro. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Moirax (16-01-2012) Che delusione rispetto ai due libri precedenti!
Per quanto riguarda l'ironia, concordo, a tratti piuttosto irritante. Anche se penso sia una questione di lingua e senso dell'umore spesso differente da un paese all'altro.
Solo il nome a cane l'ho trovato innovativo: Kurt. Pensate il resto.. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Beppe (12-01-2012) Monotono, un'ironia a tratti fastidiosa e una storia davvero banale.
Una delusione dopo le due opere precedenti dell'autore. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Ragnetto (29-12-2011) Non è malvagio! Certo, è completamente diverso dai libri su Leo e Emmi, però è simpatico e divertente, si fa leggere.... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
paola (28-12-2011) Non mi ha lasciato grandi sensazioni questo libro. Anche il tema non mi è sembrato accattivante. Peccato! Ero partita tutta entusiasta leggendo la presentazione....mai fidarsi!!! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
robi (27-12-2011) Purtroppo questo libro è davvero deludente! come può un autore che sa esprimere i sentimenti d'amore tra un uomo ed una donna in modo così elegante, scrivere poi un libro tanto sconclusionato. E' un vero peccato. Speriamo nel prossimo Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Enrica Marini (05-12-2011) Spiacente, ma stavolta non ci siamo proprio.Capisco che non era semplice dopo le vicende di Leo e Emmi, imbastire un'altra storia intrigante e divertente:allora quando non ci si sente "in vena", è preferibile far passare un pò di tempo e riflettere.Peccato lo avrei incluso volentieri fra i regali di Natale da fare, ma il rapporto contenuto/costo, anche se orrendo il solo pensarlo, non si giustifica. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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