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Funder Anna - Tutto ciò che sono | "Tutto ciò che sono" è il romanzo di quattro giovani irriducibili che hanno rischiato la vita per allertare il mondo sul pericolo rappresentato da Hitler. Ruth, i cui ricordi hanno la potenza del sogno, Ernst, il leader-artista, la coscienza di un'epoca, Hans, fragile e combattuto, e soprattutto Dora, Dora Fabian, un'affascinantissima eroina della Resistenza antinazista, fino a oggi del tutto sconosciuta, una donna moderna, libera e consapevole, così coraggiosa da non riuscire a salvare se stessa. La loro storia è l'emblema della lotta per la libertà di amare, di vivere, di immaginarsi un futuro. Un romanzo di amore, sacrificio e tradimento, una storia incalzante, tragicamente vera, attenta ai dettagli, profondamente intrisa di paura, tristezza, rabbia e ricordi avvolti dalla nostalgia.
Media Voto: 5 / 5Simone (14-03-2012) Splendido! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Pia (02-02-2012) Questo libro mi ha incantato. La storia di Dora Fabian, che, per grandi linee conoscevo,è la storia di una straordinaria donna comune, così come sono comuni eroi i suoi tre amici, intorno ai quali ruota la narrazione. Io appartengo a quella larga parte di umanità che ritiene che TUTTI i tedeschi siano stati colpevoli dell'orrore dei 12 anni, costati all'umanità 20 milioni di vittime, durante i quali hanno affidato il loro paese, attraverso un LIBERO voto in cui il Partito Nazionalsocialista ha ottenuto il 94% dei voti, al male personificato. Ergo non ho alcuna pietà per nessuno di loro, non mi commuovo affatto sulle immagini di Berlino distrutta o di Dresda bombardata: e quindi ritengo ancora più eroici coloro che appartenevano a quello scarso 3% (fatto salvo il 3% di schede bianche o nulle) che non ha votato per il PARTITO, che ha lavorato contro e che non ha mai ceduto. Sono pochi, pochissimi: Sophie Scholl e suo fratello, Dora Fabian con i suoi pochissimi amici, e qualcun'altro, forse. Non inserisco nel conteggio gli attentatori del 20 luglio, i quali, per quanto possano aver pagato, hanno tentato di uccidere un uomo che il già avvenuto sbarco in Normandia, aveva, fortunatamente, già ucciso. Intervento un po' tardivo, direi. E "Tutto ciò che sono" è, oltre ad essere un racconto appassionante, umano, splendido, il racconto della solitutide assoluta di questo scarno "manipolo di eroi", è il riconoscimento oggettivo della non esistenza, in Germania, di una qualunque forma di resistenza, ed è, purtroppo, anche il riconoscimento della colpevole superficialità e dell'altrettanto colpevole attendismo del mondo libero. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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