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Dworkin Ronald - Virtù sovrana. Teoria dell'uguglianza | L'uguaglianza, la libertà e la responsabilità individuale traggono origine l'una dall'altra e si riflettono l'una nell'altra. Non è vero che si può combattere la povertà senza garantire necessariamente un'autentica uguaglianza tra i cittadini: l'uguaglianza è la virtù indispensabile della democrazia.
| La recensione de L'Indice |

Secondo Dworkin, anche i politici che oggi si autodefiniscono di "centrosinistra" rifiutano l'ideale di uguaglianza, dichiarandosi rappresentanti di un nuovo liberalismo. L'autore, tuttavia, è del parere che non si possa realmente fare a meno dell'uguaglianza, dal momento che è uno dei fondamenti dell'ordinamento giuridico e deve influire, di conseguenza, sull'azione politica. Intenderla come livellamento delle ricchezze, però, non è più in alcun modo accettabile: "Non si può parlare in difesa di un mondo in cui le persone che scelgono di non lavorare, essendo in condizione di farlo, sono premiate con il frutto del lavoro svolto dalle persone operose". L'uguaglianza proposta da Dworkin si configura, piuttosto, come "uguale considerazione", un valore che sia non solo compatibile con la libertà, ma che venga necessariamente apprezzato da chi apprezza la libertà. L'autore intende elaborare un modello che non ignori le responsabilità individuali e crede di poterlo rintracciare nel concetto di "uguaglianza delle risorse", fondata non sul benessere, ma sulle opportunità. Un sistema basato sulla proprietà privata tratta le persone da uguali quando garantisce loro uguali risorse. L'uguaglianza di risorse diventa una concezione "intrinsecamente liberale dell'uguaglianza", che affida alla libertà un ruolo essenziale "nella definizione del carattere complessivo di una società, nel recupero del suo impegno a trattare tutti i propri membri con uguale considerazione". L'approdo è quindi rappresentato da quella "nuova libertà" su cui insistono, pur con alcune variazioni, tutti gli odierni liberali "di sinistra". Giovanni Borgognone |
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