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Filosofia   Storia della filosofia occidentale  Dal 1600 al 1900 

Stewart Matthew - Il cortigiano e l'eretico. Leibniz, Spinoza e il destino di Dio...

Il cortigiano e l'eretico. Leibniz, Spinoza e il destino di Dio nel mondo moderno TitoloIl cortigiano e l'eretico. Leibniz, Spinoza e il destino di Dio nel mondo moderno
AutoreStewart Matthew
Prezzo € 22,75
(Prezzo di copertina € 25,00)
Dati2007, 326 p., brossura
TraduttoreSircana F.; Sircana M. C.
EditoreFeltrinelli  (collana Campi del sapere)

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Descrizione
Il libro è il ritratto della crisi religiosa e filosofica verificatasi agli albori del mondo moderno, ai tempi di Newton, Cartesio, Rembrandt e, soprattutto, di Leibniz e Spinoza, il logico e matematico inventore del Calcolo. Al centro del racconto è Dio. Lo scenario è quello di un'Europa appena uscita dalla guerra dei Trent'anni, segnata dalle difficoltà di un'altissima conflittualità religiosa, scossa da rivolgimenti politici altrettanto profondi. Le due "idee" del divino che Leibniz e Spinoza elaborano sono tutt'altro che estranee a questo sfondo, rispetto al quale emergono come conseguenze e contromisure. L'autore contribuisce a fare di questa ricostruzione del passato un'immagine ben viva per l'attuale panorama politico, diviso tra rinascite di vario segno, dai neoilluminismi ai neotradizionalismi cristianeggianti.

I vostri commenti
6 recensioni presenti.  Media Voto: 3.5 / 5 | Invia recensione

Tiktaakil (19-12-2013)
Posso giudicare il libro solo per la forma con la quale l'autore ha svolto la presentazione del pensiero dei due filosofi,confidando che riguardo alla sostanza l'abbia fatto in maniera obiettiva.E in tal senso a me il libro è piaciuto,perchè l'autore scrive spesso in modo evocativo,per immagini o metafore,che rendono lo stile comprensibile e godibilissimo, ad esempio quando scrive che Spinoza "conficca un palo" in due millenni di religione e filosofia.E anche nella conclusione ha espresso secondo me un parere certamente personale ma chiaro,definendo uno, filosofo dell'uomo comune, e l'altro, un vero filosofo e uomo raro.
Voto: 5 / 5
Fabio Monti (21-10-2012)
Un libro molto stimolante che invita a riflettere su temi fondamentali ( Dio, Natura, Anima e Immortalità,Felicità etc) attraverso la vita e l'0pera di due grandi personaggi del pensiero dell'età moderna. Tuttavia il pensiero dei due filosofi è solo superficialmente presentato, non è un libro di filosofia ma fa apprezzare i due filosofi nel loro operare nella realtà del seicento.Un maggiore approfondimento forse avrebbe appesantito il libro, che è di piacevole lettura, ma avrebbe lasciato qualcosa in più al lettore. Certo l'autore fondamentalmente disprezza Leibniz,aqnche a livello umano, a favore di Spinoza, ma indubbiamente il pensiero quest'ultimo è più vicino al nostro odierno sentire rispetto alla ostica metafisica delle monadi. Comunque consiglio questo libro.
Voto: 4 / 5
PAB (30-09-2012)
Arrogante quanto ritiene sia Leibniz, l'autore ritrae un quadro forse corretto del pettegolezzo storico ma assolutamente miope della reale opera dei due. Evidentemente a digiuno di qualunque conoscenza matematica (il calcolo integrale e differenziale) e/o logica (il lnguaggio universale..) e delle infinite influenze che hanno avuto nel secoli successivi lo Stewart si limita a raccogliere in modo organico tonnellate di pettegolezzi sui vizi e costumi piuttosto che sforzarsi di ricostruire un quadro onesto delle proposte e delle ( tranne che a lui) teorie seminali in campo scientifico (ad esempio le più recenti teorie della complessità in ambito fisico riprendono semi del modelli L.). A mio avviso da evitare.
Voto: 1 / 5
Legolas Verdefoglia (08-09-2010)
Un libro vergognoso. Il perno su cui si regge l'intera opera è una crudele, subdola e vile diffamazione di Leibniz. L'autore, spinozista più che fanatico, fa di tutto per far passare il suo idolo Spinoza come un illuminato, esempio di virtù quasi sovrumane, mentre Leibniz è descritto come un cortigiano falso, presuntuoso e persino intellettualmente inferiore (follia pura!). Per portare avanti la sua diffamazione, orchestrata ad arte, il sig. Stewart ricorre persino alla fallacia logica dell'argumentum ad hominem, ironizzando sull'aspetto esteriore di Leibniz per renderlo ancor più inviso al lettore. Si fa del sarcasmo disgustoso e volgare persino sulla morte del grande filosofo tedesco. Eventi storici (come il breve incontro Spinoza-Leibniz) sono spregiudicatamente e sfacciatamente romanzati. L'autore avrebbe potuto scrivere un libro unicamente su Spinoza, nel quale idolatrare il suo personaggio. Al contrario, ha volutamente scelto di scrivere un libro il cui vero ed unico fine è quello di screditare in tutti i modi, agli occhi dei lettori, la filosofia spiritualistica e cristiana di Leibniz, per aggiudicare nuovi adepti allo spinozismo, e di riflesso, alla causa antireligiosa e anticristiana che si fa largo nel mondo contemporaneo. Questo è l'unico scopo del libro, che è un pamphlet e non certo un'opera di storia della filosofia, per la quale ci sarebbe voluto un rigore (storico-filologico), un'imparzialità e un'onestà di gran lunga superiori, ma di cui con tutta evidenza il sig. Stewart è completamente sprovvisto. L'ignoranza filosofica dell'autore si palesa nel momento in cui cerca di insinuare un presunto cripto-spinozismo di Leibniz (del tutto assente nella realtà), quando avrebbe dovuto sapere che il filosofo tedesco nella magistrale "Réfutation de Spinoza", rimasta inedita e pubblicata solo nel 1854 (cosa che dovrebbe evidenziare la sincerità di Leibniz) confutò logicamente e teologicamente punto per punto tutte le proposizioni dell'"Ethica". In sintesi: libro assolutamente sconsigliato.
Voto: 1 / 5
Massimo Debernardi massimo.debernardi@fastwebnet.it (03-04-2008)
Uno dei libri più stimolanti e brillanti letti da me in questi anni. Una biografia parallela dei due maitres a penser del XVII secolo. Un molatore di lenti ebreo, cacciato dai suoi confratelli per aver negato l'immortalità dell'anima, uomo di grande semplicità, innamorato di dio e della conoscenza, anzi della conoscenza come modo di arrivare a dio ed un cortigiano tedesco molto superbo, inafferrabile, che era intimamente affascinato dal pensiero dell'ebreo e che fece di tutto per combattere la sua propensione per la filosofia di Spinoza. Un libro degno di essere letto e riletto
Voto: 5 / 5
Mario Valentino (27-12-2007)
... ne esistessero, di libri così! Uno dei punti cruciali del pensiero filosofico occidentale, quello dell'esistenza di Dio e della sua influenza (o meno) sulle vite degli uomini, affrontato da due diversi (ma poi tanto?) punti di vista, quelli dei due filosofi protagonisti. Il tema non è certo dei più agevoli, sia in sé che per le difficoltà connesse alla terminologia da utilizzare; sorprende pertanto, e appaga, sotto tutti i punti di vista, la scrittura dello S., tipicamente british, il quale lo affronta ponendo a confronto dialettico le due biografie, e mano mano i due sistemi di pensiero, in un dialogo, fatto di documentati rimandi tra le due esperienze (così diverse sebbene storicamente contemporanee) e mai appesantito da divagazioni verbose o da inutili elucubrazioni. A conferma che la ricerca filosofica - quella vera - è strettamente intrecciata alla vita, anche a quella di chi, oggi, non smette ancora di porsi domande. Ottima la cura nell'edizione, che tuttavia non pare giustificare l'esosità del prezzo di copertina.
Voto: 5 / 5

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