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Strada Gino - Buskashì. Viaggio dentro la guerra |
Gino Strada, chirurgo di guerra e fondatore di Emergency, l'associazione umanitaria italiana per la cura e la riabilitazione delle vittime di guerra e delle mine antiuomo, racconta in questo libro la storia del viaggio in Afghanistan iniziato il 9 settembre 2001, due giorni prima dell'attentato terroristico di New York. L'autore firma questo diario di viaggio che è al tempo stesso una testimonianza della guerra che ha portato alla disfatta dei talebani, la conquista della capitale da parte dell'Alleanza del nord e la "liberazione" di Kabul.
Recensioni 1 - 20 di 22 recensioni presenti. Media Voto: 4.5 / 5Gianna giannaberti@alice.it (04-03-2008) libro veramente bello!!! ottimo per capire l'assurdo della "guerra"! Grazie Gino sei grande anche come scrittore! Voto: 5 / 5 |
assunta gallotta (06-01-2008) il libro non mi è piaciuto perchè Gino Strada legge tutto attraverso una visione fortemente ideologica che non lascia spazio ad un giudizio davvero libero sugli eventi drammatici che descrive. Penso inoltre che a suo modo utilizzi quegli stessi eventi drammatici per crearsi un pulpito privilegiato dal quale indottrinare la gente.
Non è un missionario laico ma un ideologo furbo. Voto: 1 / 5 |
Simona (06-11-2005) Un altro libro verità! LEGGETELO
Grazie Emergency. Voto: 5 / 5 |
MB (21-02-2005) La cosa piu' triste è che questo non è solo un romanzo ma è una storia vera... un grande uomo e un ottimo scrittore. Grazie Gino, ti vogliamo bene! Voto: 5 / 5 |
Stefano (28-10-2004) Bello, intenso....da leggere per capire la stupidita' della guerra. Grande Gino Strada Voto: 5 / 5 |
Stefania (11-12-2003) Non credo che Gino Strada sia un esibizionista nè, tantomeno, un antiamericano ad ogni costo. E' solo uomo che ha visto troppa sofferenza e troppi morti.Come si può non essere contro la politica degli Stati Uniti? Il terrorismo fa morti e fin qui ci siamo, ma l'America? Ieri i marines hanno ucciso 6 bambini, sabato scorso 9. Forse le vite afgane non hanno lo stesso valore delle altre?
Un libro triste e doloroso che tutti dovrebbero leggere. Voto: 5 / 5 |
Emanuele eterazzi@libero.it (24-09-2003) Un grande uomo, un bravo medico, un buono scrittore. Voto: 5 / 5 |
barbara (19-06-2003) Leggetelo, leggetelo e ancora leggetelo! Voto: 5 / 5 |
Claudio (04-06-2003) Chiunque "vive" e "fa" è un protagonista, ben distinto dall'esibizionista: il racconto di un protagonista è quello di uno che ha visto, c'è stato, l'esibizionista parla ma non ha toccato con mano. E' più facile non leggere libri simili che leggerli, ancor più facile criticarli. Bravo Gino, sei un uomo ancor prima di un medico. Voto: 5 / 5 |
medleg (07-04-2003) bello! Grazie Gino Voto: 5 / 5 |
moreno (01-04-2003) In tutta risposta ad Italo voglio dire che il suo viscerale antimericanismo è pari al suo viscerale "antihusseinismo" od al suo "antitalebanismo", antiterrorismo ecc. Io lo definirei "un'antinegativista" (mi si passino i termini) contrario cioè a tutto quello che colpisce negativamente l'uomo, l'ambiente LA VITA. Come per pappagalli verdi anche questo non è un bel libro ma un buon libro pieno di verità e, Perchè no, di eroismo. Strada non è forse un'eroe? o sono eroi solo gli statunitensi paladini della (loro) giustizia e della (loro) libertà? Voto: 5 / 5 |
Jayan Walter jayan@interfree.it (23-02-2003) Questo, come i precedenti libri di Gino Strada, è una testimonianza diretta degli orrori della guerra, di tutte le guerre. Credo che dovrebbe essere inserito tra i testi scolastici e che vada letto principalmente da coloro che oggi vogliono fare la guerra al popolo iracheno, colpevole soltanto di essere nato in quella regione... un popolo già violentato a morte da più di dieci anni di embargo e dalla precedente guerra. Vogliono fare guerra con la scusa di combattere il terrorismo, ma di fatto vogliono impadronirsi del petrolio e perpetrare i loro loschi traffici... Ma le guerre non fanno altro che aggiungere morte a morte, sofferenze a sofferenze... e questo libro ci aiuta a riflettere su ciò! Non si dovrebbe mai abbandonare l'arma della pace e del dialogo! E se si deve attaccare qualcuno, un dittatore o un essere indegno di chiamarsi umano, si colpisca solo lui, e non un popolo intero, che già è succube di feroci atrocità. Speriamo che non si ripetano le sofferenze subite dal popolo afgano, anche perché stavolta potrebbe andare molto, ma molto peggio, e coinvolgere tutti gli stati del mondo, in un crescendo di violenza e atti terroristici! Che riflettano i politici, con la lettura di questo libro, prima di sganciare le bombe e i missili su gente inerme e innocente... e su questi tantissimi bambini a cui vogliono spegnere il sorriso! Voto: 5 / 5 |
Alessandro Ru (27-12-2002) Di questi tempi, é sicuramente interessante vedere la guerra da una prospettiva pacifista. Dispiace solo che al di lá di un sacrosanto ed accorato messaggio anti-guerra non ci sia un'approfondimento altrettanto degno. Da questo libro sembra che durante la guerra in Afganistan, a parte Emergency, non ci sia stato nessun altro. Che il nostro Gino Strada sia l'unico eroe? Possibile che tutti gli altri scappavano mentre loro erano gli unici salvatori? A parte ció ed un pó di inevitabile autocelebrazione di se stesso da parte del'autore non si puó disconoscere l'importanza della crociata di Gino Strada. Voto: 4 / 5 |
Claire marcobonini.nak@.bigfoot.com (12-12-2002) Questo libro è un viaggio commuevente nel centro della guerra, con riflessioni molto profonde sul conflitto e sulle sue conseguenze. Una testimonianza vista dal punto di vista delle vittime e non dei carnefici. Splendido ed intenso. Voto: 5 / 5 |
claudia clau.80@libero.it (22-11-2002) ciò che + mi colpisce è che gino strada vive in prima persona quello che scrive..non se ne stà comodo comodo a casa sua a fare critiche su come va il mondo, ma rischia la sua vita per aiutare gli altri. il fascino dei suoi libri è questo! siamo pieni di trattati pro e contro ogni argomento, scritti da benpensanti in pantofole...lui ci mette del suo, rischia e per questo conquista. per me è un libro da non perdere. per riflettere.
claudia Voto: 5 / 5 |
Jonathan (16-11-2002) Libro, eccellente, di denuncia su tutti i fronti.
Contro la guerra, contro la cattiva informazione, contro la prepotenza.
Estremamente chiaro, sintetico, completo e commovente !
Dovrebbe essere letto da tutti !
Voto: 5 / 5 |
Cinzia (24-10-2002) Un inno contro la guerra da parte di un uomo che non è uno scrittore ma un medico che da anni lotta per aiutare soprattutto le popolazioni civili coinvolte nella catena di feriti e morti che ogni guerra si porta dietro. Una critica severa alle cosiddette organizzazioni umanitarie internazionali e ai mass media che anche da una simile tradegia riescono a trarre profitto e audience. Da leggere soprattutto perchè ci da' una prospettiva diversa e non addomesticata della "necessità" della guerra. Voto: 5 / 5 |
stefano (01-10-2002) Un libro veramente interessante che fà finalmente capire la guerra da un altro punto di vista. Il protagonismo di Gino Strada è giustificato dalla rabbia di un uomo che deve raccontare avvenimenti molto "tristi" e successi veramente. Voto: 4 / 5 |
Dario Bocci boccida@tin.it (24-09-2002) Ho apprezzato la capacità dell'autore di evocare la dimensione avventurosa sempre e rigorosamente ricondotta al dramma reale, distruttivo, della guerra, vissuto con passione autentica, misurata e mai retorica. Il libro ci mostra, dal "di dentro", cosa è una guerra: un punto di vista sobrio ed accorato che non lascia spazio a lacrime di circostanza così come smonta la visione mediatica e politicamente opportunistica di qualsiasi guerra. Voto: 5 / 5 |
Ilaria Ventura (19-09-2002) Una profonda e concreta riflessione sul concetto di "ciò che è giusto fare" e sulla relatività e soggettività dello stesso. Una riflessione che è scioccante perché declinata su di un'esperienza tragica come la guerra ma che, se vogliamo, ognuno di noi sperimenta nell'orientare le piccole scelte quotidiane. Ecco allora il rendersi conto che "ciò che è giusto per noi" non è mai senza conseguenze per ciò che ci circonda.
Un documento-diario che ha il pregio di ricondurre ad unità ciò che le cronache ci hanno prospettato in maniera frammentaria e disorganica. Difficile commentarne i contenuti come si farebbe per un romanzo, per il senso di inadeguatezza che lascia nel lettore. Non è la catena degli eventi che guida la narrazione, ma la forza di affrontare la realtà quando gli altri se ne vanno. Da leggere. Voto: 4 / 5 |
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