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Bocca Giorgio - Partigiani della montagna | Un libro, il primo di Giorgio Bocca, scritto nel 1945, che a distanza di più di cinquant'anni ha il fascino della testimonianza diretta e di una vicenda storica esemplare. La Resistenza ha un significato storico e politico spesso sottoposto a revisioni e rivisitazioni, ma l'importanza di quel significato è da sottolineare non solo per il suo valore politico, ma anche per quello morale. I giovani delle formazioni partigiane protagonisti di questo libro non avevano idea di comunismo, erano cresciuti nell'autarchia fascista, senza aver mai vissuto esperienze politiche. Eppure ebbero il coraggio di schierarsi, di praticare una loro spontanea tensione morale, di formarsi nella lotta, riscattando agli occhi del mondo la dignità del popolo italiano.
| La recensione de L'Indice |

Pubblicato per la prima volta nell'ottobre 1945, questo non è un libro autocelebrativo, la cui genesi sia riconducibile all'entusiasmo successivo alla Liberazione. Furono piuttosto le immani difficoltà della ricostruzione e soprattutto la stanchezza e l'opacità politica di larga parte della società italiana, su cui si stavano infrangendo le aspettative di rinnovamento dei resistenti, a spingere il giovane Bocca a scrivere a caldo della propria esperienza di partigiano. Quasi come avesse inteso, in questo modo, affidare alla carta, prima che si affievolisse del tutto, l'alito vitale di "quel vento gagliardo del Nord" che aveva animato la Resistenza. Al centro della riflessione di Bocca non vi è infatti principalmente la ricostruzione delle vicende delle formazioni del cuneese, di cui aveva fatto parte, ma l'ethos della vita partigiana, rievocato attraverso flashback che danno al libro la sua cifra distintiva. Ciò che interessa a Bocca è testimoniare come le bande partigiane, al di là delle differenti appartenenze politiche, furono uno straordinario laboratorio di democrazia, in cui una generazione di italiani, per lo più giovanissimi, intraprese un percorso di autoliberazione da vent'anni di educazione totalitaria. Legata alla scoperta di una libertà assoluta (dai legami famigliari e sociali) e all'esperienza di una solidarietà opposta alla falsità del cameratismo e del nazionalismo fascisti, la ribellione totale dei partigiani unì ciascuno ai propri compagni d'arme e alle comunità locali investite dalla repressione nazifascista. Sotto questo profilo, l'immagine vivida della Resistenza che questo libro ci restituisce sessant'anni dopo, un'immagine su cui non si è ancora depositata la polvere della retorica, ci permette di misurare quanto sia moralmente e politicamente insostenibile mettere sullo stesso piano gli appartenenti alle formazioni partigiane e i collaborazionisti della Repubblica di Salò. Cesare Panizza |
Media Voto: 3.25 / 5Paolo G. Holden1977@hotmail.com (16-09-2004) Un libro scritto tanti anni fa, che parla di quell'esperienza drammatica ed allo stesso tempo esalante che è stata per un giovane la guerra di Liberazione Nazionale. Quando non c'erano più istituzioni e la decisione di impugnare il fucile e combattere era una scelta personale, volontaria e consapevole e non l'adempimento di un ordine proveniente dall'alto. Libro tutto sommato coinvolgente, anche se per fronteggiare i pericoli del revisionismo storico la Resistenza dovrebbe essere affrontata con maggior spirito critico e comunque senza aspirazioni agiografiche. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
giovanni (07-04-2004) Non è un libro scritto oggi, e si vede. Ma è un libro che può servirci a capire su cosa si è costruita l'Italia di oggi - o forse farei meglio a dire di ieri.
Il sentimento di ribellione, magari tardiva ma originale, la voglia di riscatto da venti anni di obnubilamento mentale, la necessità di creare un paese nuovo.
Il libro di Bocca, e Bocca stesso, è sicuramente parziale. Ma racconta un periodo della nostra storia nel quale divenne necessario fare delle scelte. E chi non le volle fare o scelse di scappare in Svizzera oppure ebbe il babbo "profugo" in Svizzera non può capire le spinte ideali che portarono giovani di vent'anni a mettere in rischio la loro vita per un'ideale. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
gianni (18-03-2004) Bocca è un ottimo scrittore giornalista ma non ha la capacità di mettersi al di sopra e scrivere.
Tutti i suoi libri sono parziali.
Una chicca la r di resistenza nella prima edizione è scritta in minuscolo in questa maiuscolo. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
roberto (11-03-2004) Ragazzi, fate un piccolo sforzo. Invece di farvi fregare dalle finte melisse e dal mare di cacca che passa direttamente dalla televisione in libreria, leggetevi questo libro. Soprattutto se pensate che non vi frega niente di roba successa ai tempi dei vostri padri o nonni. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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