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Sgrena Giuliana - Fuoco amico | Giuliana Sgrena racconta la drammatica esperienza del suo sequestro, del ferimento e della morte di Nicola Calipari, l'agente che poco prima l'aveva salvata dai rapitori. I ricordi del rapimento, le sensazioni quotidiane vissute in una stanza chiusa e al buio, gli incubi del sequestro, il rapporto con i rapitori si intrecciano alle tematiche della realtà irachena (guerra, sequestri, profughi, resistenza, terrorismo, religione, la condizione delle donne, il processo di balcanizzazione del paese ecc.) con richiami anche al passato regime, a Saddam, alle guerre, all'embargo, ai preparativi bellici angloamericani in contrasto con le decisioni dell'Onu e alla vicenda delle mai rinvenute armi di distruzione di massa.
Media Voto: 3.8 / 5leonardo carnesecchi (04-11-2006) Il libro e' scritto da una giornalista di parte e questo e' indubbio. Anche lei lo dice chiaramente. I fatti che racconta sono veri perche' in guerra non ci si puo' aspettare niente di diverso. Interessante visione del rapimento e interessanti descrizione degli Iracheni. Fatti crudi e descrizioni minuziose. Si legge benissimo. facile comprensione. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Silvia (26-07-2006) di parte?? scusa eh ma non sono daccordo... Ok lei è una giornalista del manifesto, comunista, ma qui ha semplicemente raccontato la sua prigionia e chiarito alcuni concetti sulla situazione irachena! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Andrea (30-05-2006) Bruttissimo libro, sdegnosamente di parte come l'autrice. C'è di MOLTO meglio in giro. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
cdescisciolo (25-05-2006) Troppe cose non si sanno, della guerra in Iraq e della realtà di quel paese. Questo libro è un ottima occasione per scoprire e conoscere meglio aspetti sconosciuti di un inferno che ci arriva tutti i giorni in TV ma del quale sappiamo veramente poco. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
denise (25-01-2006) Me lo hanno regalato ma non avevo molto interesse a leggerlo, fino a che, complice la chiusura della biblioteca e la previsione di una lunga attesa in una sala daspetto, l'ho acchiappato e messo in borsa.
Sono proprio contenta di averlo fatto.
E un bel libro, un bel documento che evidenzia molti aspetti della guerra in Iraq sconosciuti a chi come me segue distrattamente il telegiornale senza approfondire le notizie.
Spesso quello che leggevo mi faceva rabbia.
In alcuni passaggi, invece, mi sono commossa.
Ogni tanto fa bene leggere qualcosa che non sia una romanzo ma un approfondimento di attualità.
Istruttivo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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