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Davis Mike - Il pianeta degli slum | In base ai dati delle Nazioni Unite, più di un miliardo di persone sopravvive nelle baraccopoli sorte nelle estreme periferie delle città del Sud del mondo. Dagli slum di Lima alle colline fatte di spazzatura di Manila, i processi di urbanizzazione ormai non sono stati svincolati solo dai processi di industrializzazione, ma addirittura dalla stessa crescita economica. In questo libro, Mike Davis ritrae una vasta umanità ormai espulsa dall'economia formale mondiale: emerge un proletariato urbano che ha proprie peculiarità, assolutamente non previste né dai classici della teoria marxista né dal pensiero neoliberista. I grandi slum sono forse, come temeva una volta la borghesia vittoriana, dei vulcani pronti a eruttare? A questo riguardo, Davis descrive una panoramica a tutto campo dei diversi movimenti - politici, etnici e religiosi - che si contendono l'anima e il cuore di questi nuovi poveri urbani: dal fondamentalismo induista di Bombay alla resistenza islamista di Casablanca e Il Cairo, dal pentecostalismo di Kinshasa e Rio de Janeiro al populismo rivoluzionario di Caracas e La Paz. Il finale è inquietante: la "guerra al terrorismo" sbandierata dall'amministrazione americana deve essere intesa anche come un'anticipazione di un prossimo conflitto su scala globale tra l'Impero americano e i poveri degli slum.
Media Voto: 3.5 / 5l (08-02-2007) Il libro è un'esatta fotografia della situazione globale che vivivono milioni di persone ai margini delle metropoli.In questo libro c'è una quantità di dati impressionanti, però solo dati statistici e poche considerazioni. Peccato non sia destinato al grande pubblico, magari, come documento di sensibilizzazione e di denuncia.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
anna (19-11-2006) Per quanto il libro, di matrice di certo sensibile ed innovativa, apra gli occhi a dinamiche semi-nascoste e/o trascurate da molti per quanto riguarda le dinamiche urbane e sociali dei paesi in via di sviluppo, considero la visione pessimistica dell'autore come un parziale ostacolo a chi si voglia confrontare con i problemi sollevati. Non va dimenticato che ciò che percepiamo se ci affacciamo ad una periferia di una grande città del "Terzo Mondo", fatta di abitazioni precarie ed in certi casi "illegali", è miserevole sì, ma se confrontato con gli standard abitativi occidentali. Se l'autore invece avesse messo in evidenza anche il fatto che ciò che per noi è un problema, per loro è la soluzione, la sopravvivenza, la speranza, fatta di alternative semplici, di mercati informali, di solidarietà reciproca, di creatività e inventiva, allora forse il quadro sarebbe stato più completo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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