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Zanardo Lorella - Il corpo delle donne | Da anni le donne italiane tacciono. Per fortuna non l'autrice de "Il corpo delle donne". Lei si è ribellata alla dittatura dei media usando per il suo documentario di denuncia le stesse immagini televisive che quotidianamente offendono la dignità femminile. "Perché le donne italiane continuano a sopportare una televisione che le umilia profondamente?" chiede Lorella Zanardo. "Perché le donne hanno silenziosamente introiettato il presunto modello maschile di bellezza e perché le donne italiane accettano di lavorare più di tutte le donne europee?" Attraverso i commenti che le lettrici del blog ilcorpodelledonne.com le inviano, Lorella Zanardo intuisce che il silenzio delle donne è solo nella sfera pubblica, mentre nell'ambito privato sono in atto cambiamenti profondi che la società e la politica non sono in grado di riconoscere. Dice Lorella Zanardo: "Se con il documentario mi ero proposta di lavorare sulla consapevolezza delle donne, di stimolarla e se possibile di approfondirla, a partire dai danni provocati dalla tv, il libro contempla anche la proposta di un metodo concreto su come educare i più giovani a una visione critica dei media: 'Nuovi Occhi per la tv' diventa così un percorso formativo per cambiare, da subito e concretamente". Più di un manifesto, più della ricostruzione di una stagione di lotta contro l'arroganza televisiva, "Il corpo delle donne" è innanzitutto la storia di una donna che ha finalmente detto basta all'abuso mediatico del corpo femminile.
Media Voto: 5 / 5Pietro Valeri pievale@gmail.com (04-05-2010) Ci sono tre aspetti che caratterizzano tutto il libro, dando una particolare forma ai contenuti e alle convinzioni espresse.
La prima è la passione civile, la testimonianza autentica di una persona “normale” che si indigna per quanto viene propagandato e trasmesso in televisione.
Questa denuncia è sentita come urgente e pressante, non più rinviabile.
La seconda è .la sensibilità tutta al femminile con la quale vengono trattati gli argomenti e c’è addirittura un capitolo, quello di “Zittite, non zitte”, dove questa sensibilità, questo modo di vedere e di sentire le cose diventa l’argomento dell’intero capitolo, forma e contenuto insieme.
La terza è la speranza che le cose possano cambiare, migliorare. Di questa ne abbiamo tutti un gran bisogno e per nostra fortuna questo libro ne sprigiona sicuramente una certa dose.
Per quanto riguarda quanto denunciato dal libro lo condivido e lo sottoscrivo
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ardovig parliamoneassieme@tiscali.it (03-05-2010) Sarebbe anacronistico, nel 2010, spegnere la televisione, poi spegnere internet, poi non leggere i giornali. Le informazioni ci arriverebbero comunque dalla pubblicità stradale, che siamo costretti a vedere se non vogliamo andare a sbattere. Ma, soprattutto, non vogliamo spegnere nulla per fingere di non vedere.
Consiglio questo libro ai genitori delle e degli adolescenti, alle ragazze e ai ragazzi delle superiori che, come fa notare l’autrice, dimostrano di essere interessati all'argomento, ma anche a tutti quegli adulti che vogliono un altro tipo di informazione e di intrattenimento.
Ci sono le leggi e i regolamenti, ignorati in mome della legge del mercato, ma cambiare questa anomalia tutta italiana si può. Certo, ci vuole impegno.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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