|
|  |
Caputo Iaia - Il silenzio degli uomini | Gli uomini non parlano. Mai come in questo momento, gli uomini sembrano non avere le parole per "dire": la loro paura e il loro smarrimento, la loro fragilità e i loro desideri. Coloro che per millenni sono stati i dominatori del mondo da tempo non lo sono più e oscillano continuamente tra inedite libertà offerte loro dalle donne e la nostalgia degli antichi privilegi. No, gli uomini non sanno ancora parlare di sé, ed è in questo silenzio che Iaia Caputo coglie una "condizione tragica del maschile", che nella dismisura di una sessualità incapace di evolvere e nella scorciatoia della violenza ha le sue derive più preoccupanti. Così, l'autrice indaga sui padri che uccidono i figli ma anche sulla nuova paternità che ha scoperto la gioia della cura e della prossimità dei corpi; decodifica i gesti che hanno caratterizzato la politica e la sfera pubblica negli ultimi vent'anni, mettendone a fuoco l'arroganza, la volgarità e l'urgenza di costruire e denunciare un nemico; riflette sulle forme del desiderio maschile attraverso l'esemplarità del caso Marrazzo o dell'affaire Strauss-Kahn - passando, evidentemente, per il "ciarpame senza pudore" dell'era berlusconiana. Cita dalla cronaca, intervista, ascolta, analizza nella prospettiva primitiva in cui tornano, inaspettatamente attuali, i gesti di Medea, e quelli di una senescente classe politica, i Crono del postpatriarcato tanto disinteressati al destino dei propri figli quanto intrinsecamente misogini.
gianna giannadr@yahoo.it (08-04-2012) Sono stata catturata dalla copertina, la foto nettissima ed ironica di un bimbetto di cinquant'anni fa, provvisto di baffetti disegnati, che fa "shhh" col ditino sulle labbra. E poi trascinata nella lettura, come fosse un romanzo, di questo appassionato monologo di Iaia (mia coetanea), sulla battaglia dei sessi, o meglio sulla devastante guerriglia che pervade la società occidentale dopo "l'emancipazione" della donna. Iaia parla della stretta attualità di questa nostra Patria, che ha visto le donne ricacciate nel fango da una classe politica vergognosa e senza dignità, agli "onori" della nera come vittime della rabbia folle di padri, mariti e compagni violenti ed omicidi, che le puniscono della suddetta "emancipazione" uccidendo i loro (di entrambi) figli... Tanti pensieri, tante considerazioni, tanti nomi e fatti di cronaca che Iaia ha dipanato per noi, che confusamente pensiamo a tutto questo, ma non troviamo mai tempo, concentrazione, e non abbiamo le informazioni e la lucidità di una grande giornalista per capire bene cosa sta accadendo. Noi che abbiamo lottato per lavorare, per farci apprezzare per quel che sappiamo e vogliamo fare, abbiamo dato figli a questa società, abbiamo sacrificato e aiutato i nostri uomini a vivere dignitosamente, anche felicemente, accanto a noi. E ci ricacciano in gola le nostre conquiste, ogni giorno, tenendoci indietro, alzando la posta per ogni "concessione" di uguaglianza. Il libro è, ovviamente, molto di più. E' densissimo. Ma almeno una cosa la voglio dire. Mi ha fatto capire che siamo ancora lontani, lontanissimi, tra uomini e donne,e quello che davvero dobbiamo superare sono le nostre specifiche e viscerali paure. Ma quali, lo scoprirete solo leggendo... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Caputo Iaia |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|