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Poesia e teatro   Letteratura teatrale 

Baricco Alessandro - Omero, Iliade

Omero, Iliade TitoloOmero, Iliade
AutoreBaricco Alessandro
Prezzo € 13,00
Prezzi in altre valute
Dati2004, 163 p., brossura
TraduttoreCiani M. G.
EditoreFeltrinelli   

Attualmente non disponibile su IBS
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137 recensioni|Invia recensione|
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Descrizione
Questo volume nasce da un progetto di rilettura del poema omerico destinato alla scena teatrale. Baricco smonta e rimonta l'Iliade creando ventun monologhi, corrispondenti ad altrettanti personaggi del poema e al personaggio di un aedo che racconta, in chiusura, l'assedio e la caduta di Troia. L'autore "rinuncia" agli dei e punta sulle figure che si muovono sulla terra, sui campi di battaglia, nei palazzi achei, dietro le mura della città assediata. Tema nodale di questa sequenza di monologhi è la guerra, la guerra come desiderio, destino, fascinazione, condanna. Un'operazione teatrale e letteraria insieme, dalla quale emerge un intenso sapore di attualizzazione, riviviscenza, urgenza, anche morale e civile.

La recensione de L'Indice
Recensione de L'indice

Un classico è un capolavoro che viene continuamente tradito, ma conserva intatto il suo prestigio e il suo valore. Una definizione da prendere molto seriamente, aggiungendo che una civiltà letteraria ha il diritto e il dovere di produrre tradimenti dei classici: più ne produce, più li consacra e si consacra. L' Iliade è stata tradita un'infinità di volte e Alessandro Baricco non sarà l'ultimo: ha il diritto di farlo e la storia letteraria cui appartiene ha il dovere di accoglierlo: critici e studiosi non si scandalizzino. Il suo Omero, Iliade è un buon libro, che si legge senza la tentazione di smettere: tanto di cappello per aver osato cimentarsi con un simile monumento e un plauso perché grazie a lui Omero è un argomento di cui si parla (il che fa bene alla società).

Come studioso di letteratura greca e di Omero non mi scandalizzo affatto, anzi esprimo soddisfazione per quest'altra pietra del suo piedistallo. Mi soffermo invece su un aspetto dei tradimenti letterari che può essere negativo: la serpeggiante idea, più o meno dichiarata, che l'autore intenda porsi anche come vero interprete dell'originale, capace di far emergere lati mai scoperti o addirittura di svelarne il vero volto grazie alla freschezza dell'artista, libero dal peso delle filologie e delle bibliografie.

Non dimentichiamo che si può pretendere di interpretare seriamente una grande opera solo se si è in grado di leggerla nella lingua originale, si è in possesso di conoscenze tecniche adeguate e si conosce a sufficienza la civiltà in cui essa è nata. Che poi questo non basti e gli "addetti ai lavori" sbaglino di grosso e anche grottescamente, è un'altra cosa ed è solo colpa loro: ma alcune competenze sono irrinunciabili. Purtroppo il criterio non frena altezzosi intellettuali che scrivono su Goethe, sull' Odissea e molto altro, rimproverando ai filologi di non saper fare ai testi le domande giuste, agli studiosi l'incapacità di attingere il cuore del capolavoro, come riesce a fare il preteso artista di genio.

Questa non è un'allusione al nostro autore e Baricco non manifesta una simile pesantezza. Però non è immune dall'equivoco e, quando vi cade, nuoce alla sua opera. Valga il già molto discusso esempio dell'eliminazione degli dei: le loro apparizioni nel poema non sono necessarie, "per quanto sia brutto dirlo" (un errore del poeta?); "l' Iliade ha una sua forte ossatura laica che sale in superficie appena si mettono tra parentesi gli dèi". Ma poco oltre: "togliere gli dèi dall' Iliade non è probabilmente un buon sistema per comprendere la civiltà omerica: ma mi sembra un ottimo sistema per recuperare quella storia riportandola nell'orbita delle narrazioni a noi contemporanee". Il doppio livello umano e divino del racconto iliadico è superfluo e la vera natura dell' Iliade si svela una volta eliminati gli dei, però l'eliminazione non va bene per capire la civiltà omerica bensì solo per riscrivere la storia in modi adatti al presente: non è un poco contraddittorio? Se il secondo è l'artista che tradisce legittimamente per la sua creazione attuale, il primo è il preteso interprete che ci spiega come far emergere il vero carattere dell'opera, la sua vera "ossatura laica", che invece non apparteneva davvero agli aedi greci arcaici né al loro pubblico e dunque non è affatto la vera.

Così Baricco danneggia la sua creazione: se voleva eliminare gli dei, doveva allontanarsi decisamente dall'originale senza pretese esegetiche. Riscrivere l' Iliade senza gli dei non funziona, non con quella Iliade : allora bisogna rifare. All'avvio dell'azione c'è la pestilenza inviata da Apollo per l'offesa recata al sacerdote Crise. Eliminato Apollo, resta solo che "molte frecce uccisero uomini e animali": ma da chi e perché vengono scagliate queste frecce? L'indovino Calcante afferma: "Il dolore è caduto su di noi" e per risolvere il problema bisogna restituire Criseide al padre. Insomma lo scontro fra Achille e Agamennone, l'ira dell'eroe e la sconfitta degli Achei sarebbero conseguenza di un "dolore caduto su di noi" per molte frecce mortifere (?). Restituita Criseide, spariscono il dolore e le frecce mortali. Non è un'osservazione da realismo di bassa lega: il racconto non funziona al suo interno, l'espunzione degli dei gli ha sottratto un meccanismo fondamentale, così il motore dell'azione resta in aria e l'ossatura laica traballa. Non è vero che emerga il vero volto del poema: il racconto iliadico senza la motivazione divina dell'azione non procede al meglio (il piano di Zeus di sconfiggere i Greci per dar gloria a Achille è una grandiosa concezione che motiva lo svolgersi dei fatti), qualche volta è persino ridicolo: si veda il caso di Paride fuggito da Menelao in occasione del duello (invece che salvato da Afrodite) e poi Elena che lo raggiunge nel talamo non per volere di Afrodite ma di una terribile vecchia che la impaurisce (e salta fuori dal nulla); o l'Achille imbambolato per la strana sparizione dell'avversario.

Un altro aspetto in cui viene fuori l'ambiguità fra il libero traditore e l'azzardato esegeta è quello dei complementi al testo. Baricco dice che sono in corsivo perché il restauro si veda e non ci siano equivoci, a parte il finale che è posto come ultimo capitolo della vicenda: il monologo di Demodoco, preso dall' Odissea , che racconta la caduta di Troia. In verità l' Iliade non vuole affatto raccontare tutta la storia (lo spiega Aristotele nella Poetica ) e neppure la fine della guerra, peraltro ben nota al pubblico, ma questo può essere questione di gusti, un tradimento legittimo: a Baricco può piacere così. Tuttavia c'è un motivo se l' Iliade non va oltre la morte di Ettore: il poema racconta un episodio della guerra decennale durato meno di due mesi e lo dilata alle dimensioni di un poema monumentale, la cui struttura saldamente governata finisce con il ritorno in battaglia dell'eroe e l'uccisione di Ettore. Una precisa scelta poetico-narrativa: il tema non è la guerra di Troia, non è tutta la storia. Perché allora violare la compatta struttura alla fine e non all'inizio? Con la stessa motivazione del "come è andata a finire la guerra", si poteva pensare a raccontare dal principio "come siamo arrivati fin qui": ma non era questo il Kunstvollen del poeta dell' Iliade . Il risultato è squilibrato, persino un po' deforme, a differenza dell' Iliade .

Baricco afferma che le aggiunte "per lo più riportano in superficie sfumature che l' Iliade non poteva pronunciare ad alta voce ma nascondeva tra le righe". Queste piccole derive esegetiche, basate solo sull'intuizione dell'artista, suscitano obiezioni da parte della filologia, questa volta con pieno diritto. Per esempio a p. 18 il pensiero inventato per Criseide - "Potete immaginare cosa fu, poi, la mia vita? Ogni tanto sogno di polvere, armi, ricchezze e giovani eroi (...) e il re dei re butta al vento la sua vita e la sua gente, per me" - forse è criticabile anche perché poco motivato nel racconto, ma certo non è una sfumatura dell' Iliade che abbiamo ritrovato: questo è gratuito. Legittimo costruire così la psicologia dei personaggi, illegittimo far credere che queste siano interpretazioni dell' Iliade . Non ho spazio per aggiungere altri esempi.

Insomma, le debolezze del libro non derivano dal tradimento creativo operato dall'autore, bensì da un residuo di equivoco con un ruolo di interprete che rischia di trascinare l'autore su strade poco felici. Per tradire bene, bisogna farlo fino in fondo, senza far credere di spiegare il vero Omero: riscrivere resta un concetto ambiguo e pericoloso, sia per l'autore che per l'interprete. Ma Omero ringrazia per un'altra pietra del suo eterno piedistallo.

F. Montanari

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 137 recensioni presenti.  Media Voto: 3.40 / 5

federico (24-01-2011)
questo libro per tutti noi è molto bello perche' si tratta di un capolavoro storico di letteratura italiana.per noi il nostro eroe è stato ettore.
Voto: 5 / 5
natale todaro (24-01-2011)
La classe 1h della Scuola Media G.Capua di Melicuccà,apprezza l'opera reinterpretata con grande sapienza dall'autore Alessandro Baricco.
Voto: 3 / 5
borgorosso F.C. (27-11-2009)
Baricco avvicina alla cultura classica tanto quanto quei film tipo "Ercole contro Maciste" o "Maciste contro i mostri" in voga negli anni '60. Uno può anche decidere di rilassarsi così, l'importante è sapere che Omero è un'altra cosa.
Voto: 1 / 5
Pasenow (26-11-2009)
Agghiacciante. Baricco ha fatto ad Omero quel che i lager hanno fatto alla civiltà occidentale : uno sfregio crudele ed indelebile. Non bastava ridurre a bignamino di 150 pagine un’opera monumentale. Bisognava sventrarla, mutilarla eliminando gli Déi, e dichiarare di averlo fatto per metterne a nudo “la vera impalcatura laica”. Come a dire: leggete me, che l’Iliade l’ho capita meglio di Omero stesso. Che infinita arroganza. Bisognava far ballare gli eroi alla musica di Starsky&Hutch (peccato non averla potuta trasferire anche sul libro), come marionette o scimmiette ammaestrate. E tutto ciò col plauso dei molti, convinti che così l’opera è stata messa “alla portata” dei contemporanei (quasi questi fossero trogloditi incapaci di apprezzare la poesia e la grandezza dell’originale). Certo, nell’era televisiva dello zapping e dei GF, tornare ad Omero potrebbe sembrare sforzo sovrumano. Ma allora lo si lasci ai pochi (forse neppure tanto pochi) che lo amano senza bisogno di riassunti, senza farne scempio con la pretesa di averlo “adattato” ai tempi. Invece, contento dei ritorni commerciali, il signor Baricco ha fatto lo stesso con Melville, riducendo “Moby Dick” a tre scene. A quando la Divina Commedia compressa nel tempo di uno spot, magari col sottofondo di 'Thriller' di Michael Jackson? Sempre per “avvicinarla al grande pubblico”, beninteso.
Voto: 1 / 5
checco (09-06-2008)
Le scelte di Baricco sono molto ardue e difficili da apprezzare per filologi e amanti del puro classico greco, ma penso che per la gente comune sia un bel modo per avvicinarsi a questi poemi, soprattutto la scelta di narrare in prima persona ogni capitolo da parte dei personaggi coinvolge molto, insomma un bel progetto riuscito discretamente, cert'è che la lode più grande va a Omero e quindi Baricco non può meritarsi 5 ..ma un bel 4 non glielo toglie nessuno...
Voto: 4 / 5
bibina (13-05-2007)
Ho letto questo libro dopo aver ultimato la versione integrale dell'Iliade di Omero tradotta dal Monti. IL testo di Baricco, oltre ad essere rispondente a quello originale, mi ha aiutata ad apprezzare ancor più la bellezza del poema.. Stupendo!!
Voto: 5 / 5
Davide (18-12-2006)
Un buon libro e per essere la rilettura di un poema epico non è mai noioso, ma anzi è scorrevole.
Voto: 4 / 5
Philus-a-um (25-10-2006)
Grande, si dice, un autore che si lascia "divorare"; ma pure le insegne del nostro tempo si leggono in pochi istanti: le vorreste dire -grandi-? Grande scrittore, si dice, colui che imbrattato un foglio lo cede per denaro a milioni d'esseri umani; ma un milione d'imbecilli che seguono un furbo, fanno di costui un dio? Grande, infine, chi cerca di "accostare" opere "per pochi" a "molti". Tuttavia, per assaporare, io dico, certe pietanze, si vuole un palato sublime, non da porci. "Che gran libro per bambini, che è l'Iliade!" esclamava commosso il buon Pascoli. E per arrivare a questo, per avvicinarsi a Omero, quanto aveva studiato, quanto aveva sudato, e pianto; e faticato insonne, e rottosi il collo. Volete leggere Omero? Si dovrà agir parimenti. L'azione del signor Baricco, ovverosia aver presa l'Iliade per carne da macello (quando le nostri menti più divine si strussero su quelle pagine per giorni e notti contorcendosi d'ardore), non è pregevole, ma vile; e leva al testo la sua più nobile condizione. Postilla: lo stile del signor Baricco è noioso, ritmato con monotonia, mai vario, mai fluido, ma solo ipnotico, truffatore e con quasi dispotica attitudine lascia che il lettore metta da parte impegno e attenzione per prostituirsi alla facilità. Cordiali saluti a tutti. Philus-a-um
Voto: 1 / 5
anna anna-89@fastwebnet.it (06-10-2006)
questo libro secondo il mio modesto parere è molto bello...l'ultima riflesssione sulla bellezza della guerra è abbastanza interessante ed originale di certo offre una visione differente riguardo questo tema...proponendo una reale analisi critica sul testo omerico. per il restante buonha l'idea di far parlare i personaggi in prima persona tecnica che rende il libro meno pesante e noioso...e oltretutto è in grado anche di far comprendere meglio la storia per chiunque abbia avuto un primo approccio con l'iliade attraverso questo libro.
Voto: 4 / 5
Manu emanuelagorla@yahoo.it (03-10-2006)
Non capisco questo accanirsi necessariamente su questa piacevolissima rivisitazione de l'Iliade. Conosco l'originale e ne sono appassionata, ho letto quella di Baricco e mi son fatta semplicemnte cullare. Niente più: una piacevolissima lettura che può trasmettere in modo semplice e diretto idee, cultura, modalità, emozioni e situazioni antiche che riviviamo tutt'oggi nel presente. Mi vien da dire: Perchè no? Baricco ha fatto per me, un buon lavoro.
Voto: 4 / 5
Elena (06-09-2006)
Ho solo una parola da dire: meraviglioso!!!
Voto: 5 / 5
Silvia (24-06-2006)
Ho letto molti commenti su questo libro. E soprattutto ho letto il libro. A chi lo considera un capolavoro nei secoli voglio far notare che l'autore è partito da una "trama" non sua, e l'unico intervento che ha apportato alla storia è stato di tipo stilistico, se si eccettuano le parti aggiunte in corsivo, che sono "farina del suo sacco". Insomma, definirlo un capolavoro mi sembra eccessivo, ma alla fin fine ognuno la pensa come vuole. Altri lo hanno definito un bel libro. Lo è?! No, per me no. Apprezzo assolutamente l'intento di Baricco, che voleva avvicinare quest'opera eterna alla popolazione moderna. Non concepisco il modo in cui ha tentato l'avvicinamento. "Riscrivere" (per modo di dire, visto che ha praticamente fatto opera di copiatura) l'Iliade per farla apprezzare a tutti. Come si fa ad apprezzare qualcosa che non si è letto?! Voi avete letto una prosetta dell'Iliade, non l'Iliade. Non capisco perchè credete di aver bisogno di qualcuno che vi semplifichi le cose. La versione originale era troppo difficile?! Gasman ha recitato in pubblico TUTTA la Divina Commedia, senza "semplificarla", e ha cercato di fare apprezzare questa stupenda opera. Lui ha fatto conoscere l'originale, l'unica, Commedia di Dante. Non la ha "revisionata" per adattarla ai tempi. Insomma le buone intenzioni c'erano anche, ma solo quelle...MA devo ammettere che ho molto apprezzato la postilla sulla guerra. Perchè era la SUA OPINIONE sull'opera, era quello che lui aveva capito dell'Iliade...Se avesse scritto solo questo, lo avrei davvero lodato, per aver dato questa interpretazione nuova del poema. Il permesso di tagliare gli dei non lo aveva. L'Iliade è quello che è. Non quello che ha scritto Baricco. Detto questo non concepisco che lo si additi come uno scrittore di pattume senza supportare l'opinione con adeguate argomentazioni. Dite ciò che volete, ma fatelo senza offendere. Baricco si salva quando scrive i suoi libri, quando cerca di rendere migliori quelli degli altri, crolla miseramente nella polvere come i "suoi" eroi.
Voto: 1 / 5
Sara sara_bondi@yahoo.it (23-05-2006)
Un libro veramente bello, che rende più accessibile l'opera originale. Non capisco le critiche che sono state rivolte a Baricco x aver snellito il testo... era stato progettato per una lettura pubblica, è logico che dovesse essere più conciso dell'Iliade in versi! E trovo riuscitissima l'idea di far parlare i personaggi in prima persona, la morte di Ettore raccontata da Andromaca è il capitolo più commovente. Da leggere, senza alcun dubbio.
Voto: 5 / 5
chiaraa (21-05-2006)
è un bel libro,e azzarderei un bellissimo libro.lìidea di per se è interessante e altamente utile e baricco è riuscito a pieno nell'intento,anzi credo abbia ottenuto qualcosa di più perchè questo libro è l'iliade e insieme un nuovo libro,interessante entusiasmante e toccante.lo trovo ottimo.e ottima è la postfazione dell'autore..bisogna cercare quell'altra bellezza..più forte e infinitamente più mite.da leggere..
Voto: 5 / 5
Matteo mabo85@excite.it (25-04-2006)
UN BUON MODO PER RIPORTARE ALL'ATTENZIONE DI TUTTI L'ILIADE!
Voto: 4 / 5
Julio pgiuliacci@libero.it (06-04-2006)
Certo, è come togliere Jeovah dall'antico testamento...meno male che me lo hanno regalato! In ogni caso "tradurre" in termini moderni un'opera di questa portata non significa adattarla ai nostri canoni, ma se non altro renderla più accessibile alla nostra cultura (vedi la traduzione in versi liberi di Luca Canali) lasciandone comunque intatto lo spirito. Il tentativo di Baricco distrugge l'opera, e chi la legge compra semplicimente l'illusione di potersi avvicinare ad un testo altrimenti incomprensibile. Un'operazione editoriale insomma, perfettamente calcolata. A questo punto consiglierei, giacché ci siamo, di spiegare le piramidi tralasciando il culto dei morti e dell'aldilà dell'antico Egitto, o di riscrivere la storia della Cina tralasciando la figura dell'imperatore. Così si "capisce", no?
Voto: 1 / 5
sere (21-03-2006)
Non sono affatto d'accordo con chi critica questo libro e anch'io ho letto l'originale Iliade. L'ho trovato meno "incasinato" rispetto all'epico romanzo di Omero in quanto Baricco ha omesso tutti gli interventi divini, che rendono forse più movimentate le vicende degli eroi troiani e greci. In alcuni puntiun po' cruento, ma del resto le battaglie fra i greci e i troiani non erano tali. Complimenti al sempre magnifico Baricco che si lascia amare si dalle prime pagine. Serena
Voto: 5 / 5
Elisa (17-03-2006)
insomma... per alcune cose bello.. interessante.. ma per altre non ci siamo proprio.. insomma nelle battaglie era un pò troppo dispersivo, con tutti i nomi, cmq mi è piaciuto, da leggere attentamente..
Voto: 3 / 5
cavolo..doma ho la verifica! (09-03-2006)
secondo me baricco ha esagerato in alcuni punti mentre in altri dove non sapeva cosa scrivere ha completamente tralasciato..lasciando a un lettore che nn conosce la vera illiade molte lagune; però è cmq un testo profondo che fa capire molte cose in più. domani ho la verifica di epica..tema: iliade e riscrizione di baricco.aiuto!!vado a studiare un bacio a tutti..saluto alla 4bginn di vignola!la migliore!woooow
Voto: 3 / 5
Albus albus.silente@yahoo.it (22-01-2006)
L'ho letto per la scuola devo ammettere che è veramente ben scritto. Trovo solamente un po' incerta la fine, ma comunque è un bellissimo libro, che si fa leggere. Non bisogna prenderlo troppo alla leggera perchè quando si legge l'ultimo capitolo, in cui lo scritttore ti svela dei lati della storia di cui normalmente leggendolo non vedresti, ti accorgi che forse se avessi fatto un po' di attenzione in più, le avresti colte anche tu, queste perle di saggezza. Per quanto si possa dire, la storia insegna e non bisogna mai dimenticarla.
Voto: 5 / 5
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