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Titolo | Murad Murad |
| Autore | Amiry Suad | Prezzo Sconto 15%
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€ 12,32
(Prezzo di copertina € 14,50 Risparmio € 2,18)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2009, 172 p., brossura | | Traduttore | Nadotti M. |
| Editore | Feltrinelli
(collana Varia) |
| | Disponibile anche in ebook a € 10,99 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Cambiare sesso. Suad Amiry sa benissimo che è questo l'unico modo per raccontare la paradossale condizione dei lavoratori palestinesi costretti a superare il confine con Israele per trovare lavoro. E così fa. Suad si traveste da uomo e raggiunge nottetempo un villaggio vicino a Ramallah da dove comincia il suo viaggio, lungo le strade costeggiate di olivi che conducono in Israele, insieme al fido Mohammad, a Murad - sfrontato, grezzo, tamarro, un ragazzo come tanti - e ai loro amici. Ridono, scherzano, parlano del lavoro che, forse, li aspetta al di là del confine, ma la testa è sempre altrove: ai soldati israeliani che potrebbero arrestarli da un momento all'altro, alla diffida che riceverebbero se venissero presi e che sancirebbe una "carcerazione preventiva", alla pallottola sparata da qualche cecchino nascosto tra gli alberi. Quando, dopo una marcia sulle colline e una serie di traversie, riescono infine a superare il muro e a mettere piede in Israele, è tardi: il lavoro non c'è più. Si confondono con i civili israeliani e salgono su un autobus per cominciare il viaggio di ritorno verso casa. Davanti a loro un paesaggio non ignoto ma visto forse per la prima volta con occhi diversi: tutto quello che era stato "palestinese" non c'è più, non c'è più memoria dell'architettura, delle coltivazioni, della vita quotidiana di un popolo che lì è vissuto per secoli.
claudio (15-10-2009) Quest'estate eravamo al mare con una serie di amici di amici: in tutto una ventina di persone, fra le quali due israeliani, di cui uno giornalista progressista, e una palestinese con passaporto americano, che insegna a New York, ma che ha ancora la famiglia (benestante) a Ramallah. E quello che dicevano i tre, in particolare lei, viene riproposto da Suad Amiry in questo tentativo di seguire alcuni braccianti palestinesi che tentano di passare in Israele per andare a lavorare. Io ho sempre ritenuto Israele nel giusto, ma davanti a libri come questo, come quello di Burg e davanti alle accuse della nostra amica palestinese anche le convinzioni più radicate presentano diverse crepe. La parte più desolante del libro è la descrizione pessima del comportamento dei soldati di Israele, il loro sadismo nei confronti dei palestinesi che vogliono solo riuscire a lavorare come "schiavi" per un giorno o poco più e portare a casa il necessario per mantenere famiglie molto numerose. So che è un problema di più di 60 anni e non si risolve in poche righe; so che torti e ragioni sono sicuramente in tutte e due le parti, ma così facendo non andremo senz'altro da nessuna parte. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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