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Tomasi di Lampedusa Giuseppe - Il gattopardo | Don Fabrizio, principe di Salina, all'arrivo dei Garibaldini sente inevitabile il declino e la rovina della sua classe. Approva il matrimonio del nipote Tancredi, senza più risorse economiche, con la figlia, che porta con sé una ricca dote, di Calogero Sedara, un astuto borghese. Don Fabrizio rifiuta però il seggio al Senato che gli viene offerto, ormai disincantato e pessimista sulla possibile sopravvivenza di una civiltà in decadenza e propone al suo posto proprio il borghese Calogero Sedara.
| La recensione de L'Indice |

Dopo il lavoro compiuto nel "Meridiano" Mondadori del 1995, in cui ha raccolto l'opera completa di Tomasi, ora il curatore e nipote adottivo Gioacchino Lanza ripropone il romanzo che ne è in assoluto il cuore: "Uno dei tre o quattro libri del secondo Novecento che hanno travolto su scala mondiale lo sbarramento fra capolavori e masse"; così sostiene Francesco Orlando, qui spesso citato, in L'intimità e la storia, saggio di lettura del Gattopardo da non dimenticare. Una nuova edizione forse non era necessaria, e l'ha notato il sicilianista del "Corriere" Matteo Collura. Questa però è tanto più maneggevole del corposo "Meridiano", occupato per tre quarti dalle lezioni di letteratura inglese e francese, che può giustificarsi e rendersi utile al lettore. L'aggiunta nuova è costituita da un frammento rinvenuto con altri materiali autografi e dattiloscritti nel 1998, poche pagine intonate allo scherzo, amarognolo però e sempre gattopardesco; vedi, a proposito della carriera politica di Tancredi: "Egli militava nella profittevolissima sfumatura di 'estrema sinistra della estrema destra', trampolino magnifico che doveva poi permettergli acrobazie ammirevoli e ammirate". La premessa del curatore, pur essendo principalmente impegnata a riassumere la laboriosa vicenda testuale e le traversie della pubblicazione, non ha tuttora perduto il pregio dell'affabilità. Per ricostruire il contesto e i rapporti fra testo e autore, Lanza ha usato la semplice forza evocativa dei nomi e la forza più complessa e ambiguamente suggestiva che ha il racconto del testimone (speciale testimone anche lui, come Orlando). Le sue pagine si salvano infatti dal veloce invecchiamento che punisce, in questi anni, quanti sono incappati nelle strettoie metodologiche e critiche. Lidia De Federicis |
20 recensioni presenti. Media Voto: 3.75 / 5Davide (29-08-2011) Nobiltà, tradizione, storiografia, in un grande romanzo del novecento. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
salvatrice (27-06-2011) splendido!!!! altri commenti sono inutili Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maggie (20-04-2011) Indiscutibile pietra miliare della letteratura italiana, "Il gattopardo" è stata una delle migliori letture da me mai affrontate. Massimo voto, ovviamente, e vivissimo consiglio alla lettura. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
francesco umwetter@libero.it (25-03-2011) E' un grave errore mettere nelle mani di uno studente (a meno che non sia quanto meno un universitario) questo romanzo. Lo si deduce chiaramente dalla maggioranza dei commenti lasciati dagli adolescenti che hanno dovuto subire, poveretti, una "tortura" del genere. Mi rendo conto che, sì, tanti altri ragazzi l'avranno apprezzato, ma intanto registro il danno più grave: molto più numerosi saranno i ragazzi che, per colpa di chi ha irresponsabilmente messo loro in mano questo romanzo, si allontaneranno dalla lettura dei classici. Le letture dovrebbero in genere essere più progressive e adattate al soggetto, piuttosto che imposte (con i devastanti danni che ne conseguono). Il Gattopardo è una lettura di estremo interesse, ben superiore alle mie già elevate attese. La qualità della sola stessa scrittura è di un tale virtuosismo da meritare riflessioni apposite, a prescindere dai contenuti. Quanto a questi ultimi, ci sono brani interi di enorme significato che meritano spesso la rilettura, spunti di riflessione applicabili addirittura alla realtà che viviamo in quanto hanno uno spessore universale. Merita il massimo voto, ovviamente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
simone (28-03-2010) Notare la presenza di commenti negativi, rivolti a quello che è stato uno dei romanzi più apprezzati e tradotti nel mondo, ci fa capire che gioielli come il gattopardo non dovrebbero mai capitare nelle mani di lettori abituati solo a generi da consumo, e del tutto allergici alla riflessione storica e umana. Io invece voglio consigliare questo libro a quanti vogliano non solo avere uno sguardo sincero sull'antropologia dei siciliani, ma anche avere una visione della storia come un male che procede inarrestabile, come regesto di torti e crimini millenari di cui l'uomo pagherà sempre le conseguenze.
Per aver unito "particolare" e "universale", questo romanzo è una delle poche opere che oltre ad essere tanto sono anche intelligenti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
.oObeaOo. (18-03-2008) ma a chi piace il gattopardo???..è un libro noiosissimo ank solo dal primo capitolo!!
se nn mi credete vi elenco i motivi:
1.i capitoli sono lunghi 30 pagine
2.è pieno di descrizioni inutili..il libro è una descrizione unica!!
3.è narrato in modo lentissimo!
4.ci sono libri migliori!!
5.NON LEGGETELO MAI!!!vi conviene!
bacio bea
ps. nn leggetelo xkè vi deprimete al mazimo!!
ve lo giuro..xò se volete provare a leggerlo
peggio x voi!..io mi scarico la
recensione!! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
ezia (29-03-2007) il gattopardo dovrebbe essere reso obbligatorio
nella scuola almeno superiore ; aiuterebbe i giovani a riflettere sulla sicilia ,la sua storia
passata e presente e a renderla meno isola Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Cadue_Rastaman cadue90@gmail.com (12-12-2006) Vorrei solamente complimentarmi con l’astuto sig. Tomasi di Lampedusa per aver prodotto un capolavoro tale da poter eccellere in moltissimi campi, come quello letterario, storico, ma soprattutto scientifico. Infatti questa opera ha potuto documentare in modo razionale e inconfutabile quanta noia può sopportare l’essere umano prima del collasso. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Davide Giuseppe Truscello Cillari (21-11-2006) I capolavori non sono mai da commentare, ma soltanto da ammirare e perdersi in essi.
Tuttavia come vi si potrebbero commentare se ci lasciano senza fiato?
Sono un siciliano di quelli che hanno le origini che si perdono nel tempo di quest' isola.
Per comprendere " Il Gattopardo" non ho avuto necessità di usufruire di un qualche grado d'intelligenza, ma tutto mi è scivolato verso una comprensione automatica, fluida, semplice.
Senza sforzi ho visto man mano emergere il culto che, qui da noi, non si cita spesso. Il costume di una terra incantata e sospesa in uno spazio nel quale chi non è soggetto alla sua cittadinanza non sempre capisce.
Grazie e a presto.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Andrea (05-11-2006) Il libro più bello del '900 Voto: 5 / 5 |  |  |  |
MASSIMO LISA (09-04-2006) UN BEL LIBRO MA INDUBBIAMENTE ANCHE MOLTO NOIOSO. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Gianlu 86 (19-09-2005) Ma dove merita tutto il successo che ha fatto? E' un libro noioso, fiacco, monotono... Scadente. Non capisco proprio come faccia ad essere ritenuto una grande opera letteraria. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Maria Grazia (13-09-2005) Ho letto il libro e lo ritengo veramente un capolavoro!Grazie alle descrizioni ricche di dettagli,forniteci da Tomasi di Lampedusa,si sentono quasi i profumi e le fragranze della Sicilia, che fanno da contorno alla situazione sociale e si pongono come piacevolissimo intermezzo allo svolgimento della trama... veramente un capolavoro! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
fede (29-06-2005) il più brutto libro ke io abbia mai letto in vita mia. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
ivan ivan.21@tin.it (04-05-2005) è il libro più brutto mai scritto è secondo solo a Siddartha di Herman Hesse. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Giulia (27-09-2003) Uno dei più bei libri che abbia mai letto, sicuramente uno dei libri meglio scritti della storia. Da leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
cesare (21-02-2003) Tutto quello che si può chiedere ad un libro, qui c'è. E' un pezzo di Sicilia, di storia e di umanità che, per magia, è rimasto imprigionato nella carta e sembra che faccia fatica a restarci. Un libro da guardare, annusare, inspirare: da rileggere ogni tanto, come si cura un antico giardino all'italiana. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
EDOARDO edomonti@libero.it (25-11-2002) La grazia e lo stile con cui è scritto questo libro lo rendono sicuramente un capolavoro del '900.
Le descrizioni degli ambienti dell'aristocrazia borbonica e della terra di Sicilia col suo "rantolo" sotto il sole che brucia, e la sottile ironia con cui viene narrato il passaggio dal regime borbonico all'unità di'Italia sono da gustare parola per parola.
Il "bisogna che tutto cambi perchè tutto resti come prima" è diventato ormai un motto anche del linguaggio comune.
Assolutamente da leggere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
renata bizzotto (27-08-2002) è un romanzo sensuale.
in ogni descrizione, in ogni commento si respira sensualità.
fa vivere quelle atmosfere polverose, calde, arroganti in prima persona. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
pulce (13-08-2002) Lo trovo un romanzo molto introspettivo, ma un pò privo di avvenimenti; nonostante ciò si riesce ugualmente ad entrare facilmente nel personaggio grazie ad una peculiare narrazione di ogni singolo fatto affidata al personaggio stesso.
Un mio così basso giudizio è stato dato sulla base del fatto che è un romanzo che non mi ha coinvolto completamente, forse perchè i personaggi principali non si rispecchiano completamente a quella che è la società di oggi. Voto: 3 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20
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