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Campo Rossana - Mentre la mia bella dorme | La donna che parla dalle pagine di questo romanzo impariamo a riconoscerla subito. E' incinta. Non ha voglia di bere. Non ha voglia di stravizi. Con qualche risentimento nei confronti del padre della creatura che porta in grembo, sta cercando di pianificare la sua esistenza strampalata. E invece ecco che arriva Fruit, che le fa passare una inaspettata notte saffica. Sta ancora riprendendosi dalla sorpresa che Fruit è morta. Un suicidio? Per una come lei, che guarda in faccia uomini e realtà, Fruit non aveva ragione di togliersi di mezzo... Col suo pancione entra nel complicato labirinto di strade, volti, ambienti, nel marcio di una società che continua a sotterrare i suoi cadaveri nel profitto. E svolge una vera indagine.
| La recensione de L'Indice |

scheda di Cilento, A. L'Indice del 1999, n. 07
In una Parigi estiva e soffocante, fra ristorantini multietnici e regolamentari bistrot, fra appartamenti super economici e oscure fermate di metropolitana, una cronista di nera, incinta e abbandonata dal suo uomo, s’improvvisa detective per fare luce sul presunto suicidio di una vicina di casa, giovanissima e affascinante cantante, che per una notte è stata la sua amante. Questa, in breve, la traccia su cui è intessuto il nuovo libro di Rossana Campo – fra i suoi titoli, tutti pubblicati da Feltrinelli, In principio erano le mutande (1992), Mai sentita così bene (1995), L’attore americano (1997; cfr. "L’Indice", 1997, n. 7) – che aspira a costruire un noir al femminile tutto centrato sulla paradossale condizione dell’investigatore in versione premaman: qualcosa del genere era in Fargo dei fratelli Cohen, dove la poliziotta, per niente dannata e spudorata, indagava con un evidente pancione nel freddo della provincia americana. E che i modelli di Rossana Campo siano prevalentemente cinematografici è fin troppo facile desumere dalle frequenti citazioni hitchcockiane o da battute "alla Clint Eastwood", come l’autrice stessa ammette. Il noir di Rossana Campo ha una trama fin troppo facile e combinatoria, sostenuta da una lingua sveltissima e monologante: un libro che scorre velocissimo ma che ha almeno il pregio di restituire certe atmosfere parigine, rievocate con pochi ma efficaci tratti. Inevitabilmente, come ci hanno insegnato i vari Pepe Carvalho, i Montalbano e anche i Maigret, la detective improvvisata di Rossana Campo scandisce il suo tempo in base a uno sceltissimo campionario di cibi e bevande, naturalmente in tono con l’aria dannata e sfigata che si respira in questa Parigi afosa e puzzolente, ma ricca, in fondo, di femminili speranze. Alla rabbia feroce che sembra animare la protagonista del racconto è sotteso, infatti, l’intento, anche dichiarato, di fare luce nel mondo per la bambina che nascerà da questa sgangherata gravidanza, l’unica a non avere colpe e a non dover accettare compromessi.
Antonella Cilento
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