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Campo Rossana - Duro come l'amore | Lei è una donna coccolata dalla posata serenità del marito psichiatra. Lui è il rude e sensibile Felix, incontrato in un supermercato. Insieme vivono una scombinata storia d'amore. Peccato che il serial killer, che sta uccidendo donne consenzienti nel quartiere, somigli molto, moltissimo al nevrotico Felix. Rossana Campo crea un romanzo che mescola assieme il tema - a lei caro - dell'eros fuori dagli schemi borghesi e una nuova e lucida meditazione sulla coppia (coniugale), dentro la cornice plumbea di una Parigi invernale, fatta di strade e parchi deserti.
9 recensioni presenti. Media Voto: 3.33 / 5Silvana (03-09-2009) Raramente dimentico un libro tanto rapidamente! di che parlava? mi è piaciuto? è scritto bene?.....eppure l'ho finito che non è neppure un mese!
Non sopporto i libri che snocciolano parolacce con apparente non-chalance, a meno che lo scrittore non sia davero un Grande. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
alessio (30-05-2008)
I libri della Campo - sempre divertenti, sempre leggeri più o meno ma mai banali o poco profondi - sono nel complesso anche MOLTO più originali dei romanzi di Bukowski, 'frullati' dei vari Hemingway, Céline, Fante ecc ecc... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gwynplaine lussi999@libero.it (03-05-2008) mi piacerebbe tanto conoscere l'età media dei commentatori che mi hanno preceduto. l'autrice ha un incredibile talento nel far passare la voglia di leggere. si rende ridicola scimmiottando bukowski, ma chiaramente priva di quella coscienza del linguaggio. strutturalmente fa acqua da tutte le parti, e poi non se ne può più di ragazzine/ragazzone immature, sbandate, scopatrici, e di riflessioni sull'amore e sul sesso che non va... pare un dibattito di buona domenica... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Maria Teresa (06-06-2007) Il mio voto è 3/5 solo perchè io non sono come la protagonista.
E' il primo libro che leggo della Campo e ho apprezzato molto il suo stile fresco, diretto, spesso fin troppo aderente alla colloquialità. I dialoghi sono veloci e sinceri, ma a volte è difficile seguire il filo delle battute.
Sono affascinata dagli "scoppiati, dai fuori di testa", ma ne ho anche paura. So che sono le unice persone con cui potrei essere completamente a mio agio, "perchè non si aspettano niente", ma ho paura dell'assenza di limiti. Non sono mai riuscita a essere completamente libera. E una storia solo di sesso? Dico sempre che mi piacerebbe, che forse è quello che mi serve per tornare a vivere, per imparare meglio l'amore, ma non sono sicura che sarei in grado di viverla. Io sarei scappata già al primo incontro con Felix, già alla prima battuta volgare.
Il matrimonio della protagonista con Serge mi spaventa allo stesso modo. Cercare punti fermi, punti di riferimento e stare con qualcuno solo per paura di stare sola mi deprime.
Ma è possibile che non esista una via di mezzo?Un equilibrio tra l'assenza di limiti e la costrizione? Anche se difficile da raggiungere io spero di riuscirci un giorno...sola o con qualcuno accanto.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Mario (21-09-2005) Ho letto di meglio...
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Ceia ceiaceia@alice.it (23-07-2005) Duro come l’amore è un romanzetto scritto con uno stile molto scarno, con pagine e pagine di soli dialoghi costruiti su botte e risposte, con piccole paranoie esistenziali sulla coppia e sui rapporti tra le persone, con pagine sulle donne, sulla loro complessità, sui loro modi strambi di ragionare. Ci sono pagine di solitudini, pagine esagerate, ovvio, tutto il libro lo è, e insieme c’è una specie di voglia sfrenata di annullarle queste solitudini, c’è questa donna, l’io narrante che è una specie di casino esistenziale ma nello stesso tempo è una donna che è molto più vera di quel che può sembrare a prima vista. E’ ironica (e di conseguenza tutto il libro lo è, sottilmente ironico) e poi è insoddisfatta, è alla ricerca di quello che non c’è. E’ una donna molto… ehm… solo per farvi capire, quando gli viene chiesto quanti amanti abbia avuto lei risponde che non li ha mai contati… trenta, quaranta, boh… se non li ha mai contati :-) Nel romanzo c’è anche un’amarezza di fondo nel constatare che non sempre quello che vogliamo dagli altri corrisponde a quello che gli altri vogliono da noi. Oppure che non sempre vogliamo prendere quel che gli altri ci vogliono dare. Le parti più belle sono all’inizio, quando l’autrice descrive la voglia della protagonista di rivedere Felix e nello stesso tempo la sua paura, il suo turbamento per quello che sta provando. Poi c’è una specie di appiattimento, nel senso che, boh, mi scade un po’ nei luoghi comuni, non riesce a essere davvero incisiva, non prende mai il volo davvero, questo suo scritto. Inoltre, ma questa è un’idea mia, sia chiaro, mi è sembrato che volesse un po’ stupire e far la femmina maschia… con tutte quelle parolacce e quel turpiloquio.Il suo stile non è che mi dispiaccia, è velocissimo, scorre che è un piacere e ricorda un pochino la Gavalda di Io l’amavo, anche se non ha la sua eleganza e la sua raffinatezza.La Gavalda è più brava, più matura, con meno ansia di fare la donna di mondo. La Campo ha più ironia, ma il suo parlato su carta, a volte, mi è sembrato forzato. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
veronica e_verop@hotmail.com (13-07-2005) Rossana Campo riesce a coinvolgere totalmente, dalla prima all'ultima riga. Talvolta sembra di trovarsi fisicamente a cena o al caffè con i personaggi, anzi viene voglia di essere lì e intervenire nei dialoghi e raccontare un po' anche se stessi...e magari "farsi un goccio".....grande come sempre Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giovanna Arrighi (24-05-2005) Dai tempi di "In principio erano le mutande" o "Mai sentita così bene" le ragazze della Campo sono cresciute, e così pure è cresciuto il suo stile. Uno stile che è frutto di una capacità molto alta di trasformare la vita in letteratura. I suoi personaggi sono sempre sbandati, sognatori, fuori posto in ogni situazione. Meglio di un antidepressivo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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