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Yoshimoto Banana - Ricordi di un vicolo cieco |
Cinque racconti per cinque personaggi che, in seguito a eventi improvvisi e dolorosi, si interrogano sul significato della propria vita e sulla possibilità di essere felici. Nel primo racconto, due compagni di università, Setsuko e Iwakura, sono legati da un'intensa amicizia destinata a trasformarsi in un amore profondo. Il secondo racconto, parla di un tentativo di avvelenamento ai danni di Matsuoka, una ragazza che lavora in una casa editrice. Matsuoka rimette in discussione il legame con le persone che credeva di amare e decide di tornare per un po' di tempo nel paese natale dove, grazie alla quiete e alle attenzioni della nonna, recupera la fiducia in se stessa e nei rapporti umani. Il terzo racconto è una tragica storia di amicizia tra bambini. Mitsuyo, una scrittrice affermata, ricorda il suo rapporto con Makoto, un amico d'infanzia con il quale trascorreva tutti i pomeriggi dopo la scuola. Il quarto racconto narra le vicende di una ragazza ingenua che nonostante le avversità riesce a vivere in armonia con se stessa, sempre accompagnata e protetta da uno sguardo soprannaturale. L'ultimo racconto, che dà il titolo al libro, ha come protagonista Mimi, una ragazza che scopre il tradimento del fidanzato. Decide allora di cambiare città per cercare di dimenticarlo e incontra Nishiyama, la felicità: un piatto di riso al curry buonissimo fatto mescolando per caso alcuni ingredienti avanzati, tragicamente impossibile da ripetere una seconda volta con lo stesso, identico sapore.
| La recensione de L'Indice |
 Vi piace il riso al curry? Bene, non mangiatelo in pausa pranzo, qualcuno potrebbe avvelenarlo e per voi sarebbero guai. Se volete andare sul sicuro sgranocchiate un dorayaky (un dolce con ripieno di fagioli rossi) leggendo un manga sdraiati sui cuscini di camera vostra. È questa la ricetta della felicità, parola di Banana Yoshimoto. Cinque storie, cinque personaggi femminili, cinque traumi e cinque "rinascite". Matsuoka, Tomo-chan, Mimi, Setchan e Mitsuyo sono avvelenate, stuprate, lasciate dai fidanzati, assalite dalla nostalgia e poi passando attraverso la riscoperta del rapporto con loro stesse e con gli altri riescono a superare i momenti difficili e ad aggiungere un pezzo al grande puzzle della vita positiva. Questo è il sedicesimo libro di Banana pubblicato in Italia. Ci sono i suoi temi cari, dalla famiglia, all'amore, alla solitudine, alla morte. Il tutto condito da tante prelibatezze giapponesi, nella tradizione del simbolismo gastronomico di Banana in cui i cibi catalizzano i flussi di comunicazione tra le persone. Un'unica scaramuccia sessuale, (puntualmente sbandierata dall'editore in quarta di copertina) peraltro con una divertente disquisizione su un certo "buco". Il linguaggio è semplice, ai confini della superficialità, ma è tramite questo minimalismo stilistico che Banana denuda i sentimenti fino al semplice amare / essere lasciati / ricominciare ad amare. Dopo il secondo racconto consiglio un bel salto in lungo (il terzo e il quarto sembrano degli abbozzi incompleti) con atterraggio al quinto, che dà il titolo al libro. Banana postscrive che questo è il racconto che ama di più tra tutti quelli che ha scritto finora. È una dichiarazione che attende di essere confermata dai cultori bananesi. Federico Jahier |
14 recensioni presenti. Media Voto: 3.71 / 5Maunakea (06-07-2008) Deddoendo no omoide, 2003 pare il libro in cui la Y. ha messo maggiormente se stessa, a cui è più legata. In effetti è davvero ben riuscito, dopo una fase in cui sembrava aver perso la magia di raggiungerci, ed il rischio nel caso delle sue opere è altissimo perchè se si toglie il messaggio di fondo, quel sussurrare interiore, se quello viene meno, allora resta la nuda trama che in genere è parecchio fievole e non regge lo scopo di un libro intero. In questo caso sono 5 racconti: La casa dei fantasmi, Mammaa!, La luce che c'e' dentro le persone, La felicità di Tomo-chan, Ricordi di un vicolo cieco. Per me resta uno dei migliori lavori. Voto: 5 / 5 |
Giuly (16-11-2007) E'vero, sono racconti semplici, forse banali.
Ma proviamo ad andare oltre. A volte la semplicità cela un mare di emozioni. Come vedere una radiosa farfalla appoggiata su un fiore, e pensare che lì, in quel momento, e per quanto quell'essere sia così fragile e minuscolo, ugualmente non esista nulla di più bello al mondo.
E' questo che Banana Yoshimoto mi fa sentire: che i suoi personaggi, per quanto normali e comuni, appaiono però speciali nel loro delicato modo di pensare, percepire, amare.
Il libro di Banana è un tranquillo tratto di pastello, una pausa, un breve respiro in un mondo soffocato dall'ansia e dalla fretta.
Poi vi si fa ritorno, ma con una briciola di serenità in più. Voto: 5 / 5 |
marius (09-04-2007) banana yoshimoto mi è sempre piaciuta tanto, da tanti anni, ma in questo libro mi sembra che stia un po' "grattando il fondo della pentola".
In questo caso a delle storie sue tipiche, ma non delle migliori, ha aggiunto un po' di "erotismo" ma il libro non decolla proprio. Voto: 2 / 5 |
Valentina (28-03-2007) Magico, romantico, filosofico, semplice, profondo. Ho letto e riletto il primo racconto, a parer mio il migliore dei 5. Da leggere! Voto: 5 / 5 |
Miriam (15-10-2006) ho letto molti libri di banana e il suo stile semplice, un po' fiabesco mi piace molto. questo libro di cinque storie, come tutti gli altri, è stata una lettura piacevolissima! Voto: 5 / 5 |
Debora elettrika78@tiscali.it (30-09-2006) sto faticando a leggerlo..ed io adoro Banana!!!forse xkè sono 1pò esaurita di mio,ma qualcosa rallenta la mia lettura..c'è qualcosa che mi infastidisce..mah!!il voto rimane comunque alto perchè i racconti vanno oltre la scrittura..non è da poco!!buona lettura!!! Voto: 4 / 5 |
alessia (15-09-2006) E' il primo libro che leggo di banana yoshimoto e credo che sarà anche l'ultimo. Le storie sono prive di passione e coinvolgimento... NOIOSO. Voto: 2 / 5 |
federica (13-09-2006) forse non l'ho compreso a fondo ma non mi è piaciuto molto.....leggibile e carino ma nulla di troppo entusiasmante..... Voto: 3 / 5 |
Marilù (03-09-2006) Avevo intenzione di leggere un libro e, non sapendo quale,la mia scelta è ricaduta su questo perchè aveva una bella copertina e continuava a capitarmi sotto gli occhi;non ero quindi partita con grandi aspettative.
Devo dire,però,che si è rivelato un bel libro:è molto scorrevole perchè scritto con linguaggio semplice e chiaro,e racconta avvenimenti che non è facile esporre in modo così confidenziale,direi.
Yoshimoto fa capire che sono situazioni sì dolorose ma che possono capitare di continuo,dalle quali si può uscire più forti di prima e ti permettono di vedere le cose da un diverso punto di vista,allargando i tuoi orizzonti.Ciò è indice di grande sensibilità di questa scrittrice.
L'unica nota negativa sono i le lughe descrizioni che appaiono però di rado. Voto: 4 / 5 |
L'aggiornalista laggiornalista@supereva.it (24-07-2006) Banana Yoshimoto colpisce ancora. Al cuore.
Nella postfazione di “Ricordi di un vicolo cieco”, lei stessa definisce i cinque racconti di questa raccolta “tutte storie d’amore tristi e dolorose”, scritte prima del parto tentando quasi di “liquidare in fretta tutti i ricordi dolorosi del passato”.
Nel mondo colorato della più celebre scrittrice giapponese ci sono amori che nascono e altri che muoiono, ci sono esistenze messe in discussione da eventi tragici, ci sono giovani che cercano – non senza fatica- la loro strada.
Dispiaceri, malattie e lacrime vengono però tutti ricompresi entro quel spettacolare carrozzone che è la vita, e per questo paiono meno dolorosi, se non addirittura quasi poetici e carichi di dolcezza.
"In ogni caso la felicità è sempre dietro l’angolo: la felicità arriva all’improvviso, indipendentemente dalla situazione e dalle circostanze, tanto da sembrare spietata (…). E’ imprevedibile come lo sono le onde e il tempo. I miracoli sono sempre in attesa, senza far distinzione per nessuno".
E anche quando la felicità non arriva, la saggezza tutta orientale che esce dalla penna della Yoshimoto invita a ridimensionare episodi negativi e incontri sbagliati che, è inevitabile, costellano la nostra vita. "(…) socchiudo gli occhi e riconosco il mio mondo (…) Poi dedico una preghiera a tutte le persone che a un certo punto si sono allontanate da me.
Le persone con cui avrei potuto avere un rapporto diverso, e con le quali, invece, per qualche ragione non è andata bene. (…) In questo mondo, a causa delle circostanze in cui li ho incontrati, tra me e loro le cose non hanno funzionato in nessun modo. Ma sento, ne sono certa, che da qualche parte, in un mondo profondo e lontatno, su una bellissima riva, ci sorridiamo, ci offriamo gentilezza, e trascorriamo insieme momenti felici".
Non è stupendo, tutto ciò? Voto: 4 / 5 |
Umberto (17-07-2006) Ho trovato questa ultima opera di Yoshimoto molto matura e complessa. La semplicità delle storie e dei personaggio sono e resteranno l'elemento caratteristico di questa autrice, che sa comunque creare momenti e sensazioni straordinarie in poche pagine. La frase sulla felicità che arriva sempre all'improvviso e che non si può mai controllare costituisce una verità assoluta, così come il paragone fra il fiume che scorre per anni e anni e i palazzi storici parigini, che con la loro imponenza stanno a guardare immobili e immutabili il destino delle persone che passano, coglie appieno il fascino un po' decadente delle nostre storiche città europee. Come poi i suoi personaggi vivono e affrontano le gioie più grandi e le tristezze infinite immergendosi negli spazi naturali, condividendo e stemperando le proprie gioie e desolazioni nella luce e nel buio, rappresenta un culmine inarrivabile di arte poetica. Voto: 5 / 5 |
Sara (03-07-2006) Buon libro della Yoshimoto, 5 racconti per 5 personaggi famminili che si raccontano dall'interno. Storie tristi, storie di rinascita attraverso eventi in qualche modo dolorosi.. ho trovato questo libro, a differenza di altri della stessa autrice, più introspettivo, più crepuscolare.. da leggere se ci si trova in un momenti di cambiamento della propria vita Voto: 4 / 5 |
Rita (28-06-2006) Non sono riuscita ad andare oltre la metà della prima storia – direttamente in libreria. Eh, c'è da chiedersi perchè l’autrice si ostini a scrivere sempre la stessa roba. E' tempo di cambiare signora Yoshimoto! Ma provi qualcosa di nuovo! Nuovi generi... ambientazioni diverse... E soprattutto metta da parte tutti quei ragionamenti asfittici e poco convincenti sui sentimenti dei personaggi! Insomma, se uno deve riflettere prima di stabilire se è felice, stanco, triste o innamorato... Insomma, che siamo? Androidi?!! Voto: 1 / 5 |
silvia (25-06-2006) Yoshimoto conferma un'acuta sensibilità nel saper cogliere piccoli dettagli di vita, pensieri e natura capaci di rasserenare i suoi protagonisti ma anche l'animo del lettore. E se poi a tradurre è Amitrano, ogni frase acquista una dolce e sensibile spontaneità. Voto mediocre perchè non risulta sempre convincente. Voto: 3 / 5 |
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