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Archetti Marco - Maggio splendeva | 1936. Leo Piccioni ha appena superato l'esame di maturità. Ha il corpo sbilenco e fuor di squadra dell'ultima adolescenza, ma ha anche un temperamento eccitabile e nervoso. La sua famiglia medio borghese è soddisfatta e protettiva. Il padre si perde nei suoi studi e nei suoi esperimenti di biologia, la madre si compiace della merlettata rispettabilità delle convenzioni. Per fortuna c'è la zia Ester. Matura signorina con molta pratica del mondo, cova nella sua stanza i segreti incipriati di una femminilità a suo modo libera e ribelle. Antimussoliniana, lettrice di Freud in originale, cinefila, si lascia corteggiare da uomini sposati e non. E ha grandi idee in testa. Idee che arrivano quando scopre che il nipote ha, non si sa come, il potere di far scomparire cose. E persone. Durante la trasferta del padre in campagna per il periodico approvvigionamento di rane-cavie, nel casolare dove ha provato i primi spasimi d'amore, Leo ha sorpreso l'amor suo, la bella Argentina, e l'amico suo, Adriano, pomiciare forte. Ha guardato Adriano con intensità e collera e Adriano è sparito. Leo ha poi riprovato con portacenere e soprammobili e si è confidato con zia Ester. E zia Ester l'ha trasformato in mago: malgrado l'opposizione famigliare, gli ha costruito una carriera nei teatri d'avanspettacolo. Mentre sorpresa e sconcerto superano le pareti della casa Piccioni restano pur tuttavia inquietanti interrogativi...
Media Voto: 4.2 / 5mario (29-10-2007) che dire, la storia e' ambientata con minuzia e levita', e' appassionante, e le ragioni di tutti emergono nella lettera finale, o meglio nell'ultima pagina. il resto e' sinfonia pura. anch'io trovo archetti in crescita di libro in libro. ha davvero sempre da dire, e lo dice sempre meglio.
mario. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ale (10-04-2007) Mi dispiace ma in questo libro io non ho trovato nulla di quello che ho letto nelle precedenti recensioni: la storia poteva essere raccontata in 20 pagina senza sacrificare nulla e lo stile non ha il brio e l'originalità del precedente romanzo. Pur apprezzando lo sforzo di calarsi in un periodo storico molto distante dalla nostra generazione il risultato mi ha deluso. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
luca (11-01-2007) eccellente. mi sembra un libro che non vanti precedenti. originale, stupendamente narrato, intenso. e poi, permettete, ma a quanti autori di 30 anni viene in mente di parlare del fascismo e di permettersi un taglio stilistico cosi' autorevole? 10 e lode, per non dire 11. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giorgio Fontana (22-12-2006) Un libro straordinario, e finora incredibilmente sottovalutato. Un romanzo sul talento. Sull’estraneità e l’emarginazione che può dare un talento: quel rasoio che separa, mai nettamente, l’emozione dalla paura. Per la prima volta nella nuova generazione di scrittori appare un romanzo storico-fantastico di grande livello, dai toni e i colori di altri tempi. E arricchito da uno stile estroso, melodico, mai banale. Se puoi, Marco, continua così. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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