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Tusset Pablo - Nel nome del porco | Una donna viene trovata in pezzi, brutalmente macellata insieme ad altri animali, tra le sue labbra un biglietto: "Nel nome del porco". Sarà il commissario Pujol a occuparsi dei primi sopralluoghi di un caso quanto mai complesso e oscurato dalla diffidenza della comunità locale. Si è in un paese di provincia spagnolo dove nessuno è disposto a parlare, tanto più se il padrone del mattatoio è l'autorità indiscussa da cui dipendono le sorti della maggioranza della popolazione.
8 recensioni presenti. Media Voto: 3.25 / 5Snikt (30-03-2009) Bel noir, anche se i capitoli di T a NY sono poco coinvolgenti. Mantiene il livello del primo libro, ma stavolta ne esce con un finale più solido Voto: 3 / 5 |  |  |  |
fabio j. (09-11-2008) Un romanzo deludente, in cui si trovano molto raramente i pregi de IL MEGLIO CHE POSSA CAPITARE AD UNA BRIOCHE, libro che mi aveva entusiasmato. In questo secondo romanzo, Tusset sembra avere una buona idea di partenza, ma di non riuscire a svilupparla in modo adeguato: buono il personaggio di Pujol, insopportabili i capitoli di T a New York e senza costrutto tutta la seconda parte del romanzo, con salti temporali tra un capitolo e l'altro ed un finale assolutamente deludente. Peccato perché Tusset aveva dimostrato col suo primo romanzo di avere grandi potenzialità. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Daniele misidan@libero.it (15-04-2008) Ho comprato questo libro per il titolo e per la copertina: pessima scelta. La trama è inesistente, lo stile è quello tipico post-moderno dove si tritano insieme giallo/noir, commedia e farsa con l'intento di ricavare qualcosa di originale, non riuscendovi. I dialoghi, in particolare tra T e Suzanne, sono ridicoli. Da evitare Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Ale (15-01-2008) Esco dal coro dei commenti precedenti: io ho trovato il romanzo d'esordio di Tusset più frizzante ed originale. L'autore dimostra anche qui un grande talento narrativo, il romanzo è molto particolare e godibile, ma in qualche punto sono rimasto impantanato nella lettura, cosa che non mi è capitata con "Il meglio che possa capitare a una brioche". Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Francesca (01-09-2007) Libro decisamente migliore del precedente ("Il meglio che possa capitare a una brioche").
Che mi è piaciuto, sia chiaro. Ma che è, a mio parere, rovinosamente scaduto sul finale.
Invece "Nel nome del porco" mantiene il ritmo fino alla fine. Scrittura brillante e lineare, trama non banale, Tusset è uno scrittore che consiglio vivamente. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
VLAD (02-08-2007) Veramente un bel romanzo.
Vlad Voto: 5 / 5 |  |  |  |
armando armapobis@yahoo.it (28-07-2007) Altro grande libro di Tusset, dopo quel gioiellino che era "Il meglio che possa capitare a una brioche". Questo è un giallo, va bene, ma davvero molto personale, che scherza con gli stereotipi del genere e porta il lettore dove vuole lui. Consigliato! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
elena (26-06-2007) cavolo ma questo tusset ci sa davvero fare!!!
mai scontato, mai banale, sorprendente e grottesco!!
e' nato un nuovo scrittore. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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