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Kehlmann Daniel - La misura del mondo | Nel 1828, Gauss, matematico, fisico, astronomo, al momento direttore dell'osservatorio di Gottinga, dove vive con la seconda moglie Minna e i figli, viene invitato da Alexander von Humboldt, esploratore, geografo e scienziato, a Berlino, dove si svolge un congresso di scienziati tedeschi. L'incontro fra due delle menti più geniali della Germania illuminista fornisce all'autore l'occasione di narrare le incomparabili vite dei due personaggi, dall'infanzia al 1828 passando per il viaggio e il trattato che hanno fondato la geografia e la matematica moderne. Un romanzo intelligente, divertente, ricco di humour; il ritratto irridente ma appassionato e devoto dell'epoca di massimo splendore della cultura tedesca.
Media Voto: 4.25 / 5Patroclo (28-03-2010) le intenzioni dell´autore sembrano abbastanza chiare; si descrive l´illusoria ambizione dell´uomo di voler ricondurre a numeri e schemi il disordine del mondo. ma il mondo é irriducibile e il finale é ampiamente metaforico nell´anticipare la direzione in cui le cose sarebbero andate. Kehlmann utilizza molto bene la storia dei due scienziati, con umorismo e delicatezza, allo stesso tempo a volte il tono si fa troppo didascalico e il gioco fin troppo a carte scoperte. detto questo, é un romanzo inconsueto e apprezzabile. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Roberto (15-09-2009) Libro straordinario. Una delle cose migliori che ho letto nell'ultimo anno. Il romanzo si distingue per intelligenza narrativa, finezza stilistica e sensibilità nel trattare la storia, la psicologia umana e le scienze. Riesce a essere divertente e istruttivo, oltre a rappresentare un'opera che senza dubbio la critica letteraria deve analizzare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Michele Lucivero michele.lucivero@istruzione.it (01-05-2009) Mentre uno passa le sue giornate in giro per il mondo a tracciare nuove e più precise mappe geografiche, a scoprire inesplorati varchi, a scalare improbabili montagne, l'altro nel chiuso del suo studiolo intuisce la curvatura dello spazio, mette in crisi la geometria euclidea e scopre nuove e proficue relazioni tra i numeri. Il primo si chiama Alexander von Humboldt, il secondo Carl Friedrich Gauss, due giganti sulle cui spalle noi muoviamo timidi e, a volte, ingrati passettini. Ripercorrendo i luoghi fisici e metafisici (perchè chi non conosce la pura metafisica non diventerà mai un vero tedesco!) più impervi e astratti, l'autore svela i particolari più interessanti e inaspettati della vita dei due geni, a partire dalla loro infanzia, fino al momento del loro incontro in uno dei più noiosi Congressi degli scienziati tedeschi a Berlino!
Ad onor del vero, parte del romanzo è di pura invenzione, ma resta sempre apprezzabile il gusto affascinante con cui l'autore imbastisce il rapporto tra verità e finzione, oppure il modo in cui mostra la genesi, a volte, del tutto accidentale e contingente della scoperta scientifica, ma anche il rigore assolutamente deterministico delle leggi matematiche.
Un libro piacevole nello stile, nella prosa e nella sua organizzazione: da leggere....ma solo dopo esser riusciti a sommare tutti i numeri da 1 a 100, senza calcolatrice, in meno di tre minuti, in tal caso avete buone possibilità di essere un genio come Gauss!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giulia (24-07-2008) Libro interessantissimo,
scritto bene e preciso nelle sue descrizioni. Da consigliare a chi è appasionato di fisica e matematica, ma anche a studenti che si avvicinano a queste discipline.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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