|
|  |
Galimberti Umberto - Opere. Vol. 16: La casa di psiche. Dalla psicoanalisi alla... | L'uomo soffre per "l'insensatezza" del suo lavoro, per il suo sentirsi "soltanto un mezzo" "nell'universo dei mezzi", senza che all'orizzonte appaia una finalità prossima o una finalità ultima in grado di conferire senso. Sembra infatti che la tecnica non abbia altro scopo se non il proprio autopotenziamento. Di fronte a questa diagnosi, la psicoanalisi rivela tutta la sua impotenza, perché gli strumenti di cui dispone, se sono utilissimi per la comprensione delle dinamiche emotivo-relazionali, per i processi di simbolizzazione sono inefficaci. Qui occorre la pratica filosofica perché, fin dal suo sorgere, la filosofia si è applicata alla ricerca di senso.
GiorgioG (19-04-2009) Il sottotitolo è "dalla psicoanalisi alla pratica filosofica": Galimberti afferma che la psicoanalisi non è più in grado di alleviare le sofferenze dell'uomo contemporaneo, soggetto al dominio della tecnica. La pratica filosofica invece è in grado.
Ma cosa intende Galimberti per "Psicoanalisi"? Ebbene, Galimberti, quando dice "psicoanalisi" intende Freud, Jung, Lacan. Egli non considera il fatto che ci sono Tante psicoanalisi, e che così come è cambiato l'uomo nell'età della tecnica, così è cambiata anche la psicoanalisi: quindi, Galimberti dice che la psicoanalisi è "vecchia" e dunque ora inadeguata, ma in realtà è lui che si occupa solo di psicoanalisi passata (psicoanalisi Oggi vuol dire Kernberg, Bion, Klein...)
Il suo argomento non è valido perchè egli - come dice in altre occasioni il Suo maestro Emanuele Severino - "fa dell'avversario un fantoccio facilmente abbattibile".
Peraltro, in questo libro si trova anche un fraintendimento, un capovolgimento "tendenzioso"(voluto?) di uno scritto di Freud "Caducità", che chiunque potrebbe rilevare. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Galimberti Umberto |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|