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Ballard James G. - Il paradiso del diavolo | La dottoressa Barbara Rafferty è un medico radiato dall'Ordine che si ricicla come battagliera ecologista alla guida di una crociata per salvare l'albatros a rischio di estinzione nell'isolotto di Saint-Esprit, nell'Oceano Pacifico, dove il governo francese sta conducendo esperimenti nucleari. Subisce il suo fascino e si unisce a lei anche Neil Dempsey, un sedicenne dal cui punto di vista è narrata la storia. Ben presto, a colpi di manipolazione delle informazioni e di servizi mediatici, il gruppetto di seguaci si ingrossa, conquista sostenitori alla causa e obbliga i francesi a fare un passo indietro. Intanto l'isola occupata dagli ambientalisti si riempie di visitatori, entusiasti ecologisti, difensori dei diritti animali, nonché di animali da salvare. La dottoressa Barbara appare come la sacerdotessa di un santuario consacrato a tutte le specie in pericolo: ma la realtà si rivelerà ben altra, e la specie più a rischio risulterà quella umana. A poco a poco tutti i maschi affidati alle sue cure muoiono. Vengono quindi uccisi e mangiati gli animali che avrebbero dovuto essere salvati. E Neil si rende conto che il suo ruolo è quello di generare quanti più figli possibili con le donne rimaste.
Media Voto: 2.66 / 5Maurizio (18-02-2012) Pubblicato in originale nel 1994 e' un lavoro un po' deludente per chi, come me, ha seguito Ballard sin dagli anni 60 del secolo scorso. Conosco i suoi romanzi, quasi tutti; mi mancavano questo e i racconti. Il volume e' pieno di realta' moderna - come tutti quelli dell'Autore - ma mi pare abbastanza datato e non facile da leggere, con un incedere talvolta pesante e flash back continui che spiazzano il lettore (almeno me).
La storia e' incentrata su una sorta di apprendista stregone ecologico, che ricorda in qualche modo - come richiamato da parecchi recensori - "Il signore delle mosche" di Golding. La narrazione si snoda sulla creazione di una nuova societa' in una particolare situazione - la', in Golding, tra gli adolescenti sopravvissuti ad un disastro aereo, qui in una comunita' ecologico-matriarcale - con le sue regole cogenti e "anomale" rispetto alle societa' "normali". In fondo esperimenti di anni lontani su microsocieta' costruite artificialmente in Germania e Stati Uniti hanno dato risultati sconcertanti. Comunque il libro, con la penna dell'Autore e con i limiti sopraccennati, e' chiaro e leggibile Voto: 3 / 5 |  |  |  |
gianni (02-09-2009) Libro brutto. Storia strampalata e scarsamente realistica, ma troppo poco irreale per essere considerata surreale. Il libro non è così tremendo solo perché l’autore è uno che sa scrivere, anche se qui si accontenta veramente del minimo. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
massi (09-12-2008) Nel complesso non è un brutto libro. Ricorda un po’ troppo il Signore delle mosche: l’isola, il gruppo di persone male assortito che si autogestisce e che finisce per creare un incubo. A volte perde di tensione, per recuperarla nel finale (invero un po’ scontato). Ballard dà il meglio di sé nei racconti brevi, più che nei romanzi. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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