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Vila-Matas Enrique - Bartleby e compagnia | Un impiegato metà Pessoa e metà Kafka scrive un diario fatto di note a piè di pagina a commento di un testo fantasma. Con piglio pacato e una raffinata stringatezza stilistica va a caccia di "bartleby", esseri che ospitano dentro di sé una profonda negazione del mondo e prendono il nome del famoso scrivano di Melville che preferiva non fare e non parlare. I bartleby finiscono per non scrivere nulla pur avendo tutto il talento necessario, oppure, se esordiscono, rinunciano presto alla scrittura. Un libro ironico ma anche incantato dal sortilegio della parola.
Media Voto: 4.5 / 5Umberto Mottola mottolau.buggiano@gmail.com (05-09-2011) E' un saggio denso di episodi e di idee e sono contento di averlo letto sia come lettore, sia come scrittore. Paradossalmente, nonostante parli della sindrome di Bartleby, non ha affatto scalfito la mia voglia di scrivere. La sfida della letteratura è una sfida grandiosa e accattivante. A tratti il saggio diventa vera e propria narrazione come quando il protagonista gobbo, in un autobus a New York, non ha il coraggio di abbordare una donna che gli piace, né di porre qualche domanda allo scrittore Jerome David Salinger. In un certo senso, è uno dei libri più rivoluzionari che abbia mai letto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
silvana (24-02-2011) Leggetelo solo se amate le passeggiate nei boschi narrativi. Non aspettatevi un Calvino ma per lo più piacevoli, personalissime digressioni sul dilemma scrivere o non scrivere che, tra l'altro, forniscono anche tanti spunti per ulteriori letture non banali e un po' dimenticate. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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