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Ford Richard - Donne e uomini | Tre racconti, tre diverse angolature per osservare i rapporti tra donne e uomini. Un uomo tenta di far innamorare una donna e l'unico risultato che ottiene è di farsi accusare, ingiustamente, di molestie sessuali. Una donna provoca l'uccisione di uno sconosciuto incontrato in un bar. Una stanca relazione si conclude con un suicidio e il sopravvissuto non riesce nemmeno a capirne le ragioni. I tre racconti di Ford sono altrettante istigazioni a riflettere sulla vita, ad arrestare provvisoriamente il ritmo dell'esistenza per tentare di intuirne il senso e la profondità.
paolo paologreco64@yahoo.it (03-11-2009) "Richard Ford è considerato uno dei più grandi scrittori americani contemporanei" si legge sulla quarta di copertina di questo "Donne e uomini". Difficile lasciarsi sfilare davanti i nomi dei grandi d'oltre oceano senza sceglierne almeno una dozzina di più originali, più visionari, più profondi e talentuosi di questo Ford, o almeno del Ford di questi tre racconti. Anche qui, come su molti autori americani dell'ultimo venti - trentennio, aleggia l'ombra di Carver, specie nel primo, "Il donnaiolo" in cui la spregevolezza dell'eroe-antieroe è attenuata soltanto dalla apparentemente inconsapevole leggerezza con la quale gestisce i rapporti umani. Il doppio malinteso di cui sarà vittima, un'illusione d'amore auto-imposta ed un'ingiusta accusa di aggressione ad un bambino, è forse una fin troppo tenera punizione per tanto impudico egoismo.
In "Geloso", di gran lunga il migliore dei tre, a Carver si aggiunge un Mc Carthy meno feroce ma altrettanto livido: una giovane zia troppo spigliata e nervosa accompagna il nipote adolescente, introverso ma desideroso di esplorare la vita, a trovare la madre di lui. L'incontro imprevisto con il pericolo e con la morte farà calare un drappo scuro sul loro rapporto, che ne uscirà meno giocoso ma più profondo.
Il terzo, "Occidentali" è l'ennesimo racconto, che sarebbe stato già trito cinquant'anni fa, con l'aspirante scrittore americano che cerca se stesso a Parigi: bastaaaaaa! Ma forse voleva solo essere un omaggio, un po' maldestro, a Scott Fitzgerald o a Henry Miller, o a tutti e due e anche a tutti gli altri. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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