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Ferguson Will - Autostop con Buddha. Viaggio attraverso il Giappone | Un abile scrittore rievoca il suo viaggio in Giappone, seguendo gli itinerari più inconsueti. Se ne ricava un'immagine nitida e vera, ricca di inquietudini, squilibri, contraddizioni. Ma c'è anche il vivido racconto di un'esperienza fatta di incontri, di persone, di caratteri indimenticabili. L'autore mostra una speciale maestria nella rappresentazione dei tratti psicologici oltre che nella descrizione suggestiva e attenta dei paesaggi e degli stili di vita. Raramente la letteratura di viaggio ha saputo entrare così a fondo e con tanta garbata e partecipe ironia nell'intimo delle persone.
7 recensioni presenti. Media Voto: 3.57 / 5Kiara (28-02-2011) Un bel libro, divertente e molto ironico. A tratti, un "traveller" fuori dagli schemi. Utile per chi vuole saperne di più sulla cultura e le tradizioni giapponesi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
gloria (16-02-2011) Ironico, dissacrante e coinvolgente..uno dei migliori libri on the road che abbia mai letto! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maria Domenica (06-09-2010) Ho comprtao questo libro perchè volevo sapere qualcosa di più sulla cultura e sullo stile di vita giapponese..in questo credo che il libro abbia soddisfatto in parte le mie curiosità.
La lettura,tuttavia, allegra e divertente nella prima parte si è andata via via impesantendo; l' unica cosa che uno riesce a pensare ad un certo punto è: quando arriva a destinazioneee!?!? Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Paolo Pizzi paolopizzi@hotmail.com (20-07-2010) Il resoconto non troppo dettagliato delle peregrinazioni, per lo più in autostop, di Will Ferguson attraverso una terra che agli occhi degli occidentali ha da sempre esercitato un fascino esotico. Questa è l'unica motivazione d'addurre per giustificarsi con la propria coscienza di aver acquistato una simile opera. Per commentare un libro è bene porsi sempre almeno una domanda: l'autore riesce a raggiungere l'obiettivo che inizialmente si era posto? Qual'è dunque l'obiettivo che Ferguson si è posto scrivendo il resoconto di un viaggio in un paese talmente amato da ribattezzarlo "casa"? Dal punto di vista del sottoscritto sarebbe quello di affascinare il lettore: raccontargli della sua esperienza in termini talmente suadenti, con particolari talmente interessanti e romantiche prospettive stranianti tali da farlo immediatamente correre in aeroporto a prendere il primo volo per raggiungere la destinazione narrata nell'opera. Quindi per comprendere "l'efficacia" del lavoro di Ferguson non resta che porsi la sopracitatà domanda: finito di leggere il suo libro il lettore schiumerà dalla voglia di vedere coi suoi occhi la terra del Sol Levante? No, anzi. Involontariamente, cedendo il passo a quel meccanismo di odio/amore che sopraggiunge negli uomini che per troppo tempo hanno vissuto tra un popolo che non condivide le proprie consuetudini e le proprie "leggi comportamentali", Ferguson ci descrive la sua esperienza con un distacco quasi di ostentata superiorità culturale, relegando le sue vere e profonde sensazioni (scintilla imprescindibile in questo genere di opere per destare nel lettore quella smania empatica di immedesimazione in prima persona) ad un basso cumulo di affettata ironia manieristica. In sostanza Autostop con Buddha è un resoconto di un viaggio che ha la profondità di una guida turistica senza però esserne altrettanto dettagliato, un libro in sostanza che si conclude lasciando il lettore indifferente ancorché attanagliato da un pressante dubbio: ...ma cosa c'entra il Buddha del titolo?
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
REXLEX (23-03-2010) Acquistato per quel viaggio in Giappone che non farò mai mi aspettavo un diario di viaggio tout court ( vai li e vedi questo , quando prendi il treno ricordati di...) ed invece il viaggio turistico , seguendo la fioritura dei ciliegi da sud a nord del Paese , non è l'aspetto più importante del libro . Non è importante divulgare luoghi e bellezze bensì raccontare le proprie esperienze umane. Tra l'altro il tour effettuato è insolito e mancano completamente le grandi città ma , come l'autore stesso ci dice , il Giappone è campagna ed il suo colore è il verde. E' un libro che ho trovato spassoso e che spesso mi ha strappato una sincera risata però mai banale. Mi associo a chi ha già scritto prima di me giudicandolo positivamente . Consigliato. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Ale (24-09-2009) Divertente, singolare, a tratti spassoso. Assolutamente da non perdere per chiunque voglia capire un pò di più di un popolo tanto lontano e spesso impenetrabile. Il racconto è scorrevole, brillante, assolutamente sincero. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paolo (29-08-2009) Un libro decisamente divertente e per certi versi dissacrante, soprattutto per chi (come me...) aveva un po' troppo idealizzato il Giappone. Un po' superficiale in certi punti, e affrettato nella parte finale, ma è interessante specialmente perché esplora gli angoli meno conosciuti e meno turistici del paese. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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