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Latouche Serge - La scommessa della decrescita | Il termine "decrescita" suona come una scommessa o una provocazione, nonostante la generale consapevolezza dell'incompatibilità di una crescita infinita in un pianeta dalle risorse limitate. L'oggetto di questo libro è incentrato sulla necessità di un cambiamento radicale. La scelta volontaria di una società che decresce è una scommessa che vale la pena di essere tentata per evitare un contraccolpo brutale e drammatico. Bisogna ripensare la società inventando un'altra logica sociale. Ma come costruire una società sostenibile, in particolare nel Sud del mondo? Bisogna quindi esplicitare i diversi momenti per poter raggiungere questo obiettivo: cambiare valori e concetti, mutare le strutture, rilocalizzare l'economia e la vita, rivedere nel profondo i nostri modi di uso dei prodotti, rispondere alla sfida dei paesi del Sud. Infine, bisogna garantire tramite misure appropriate la transizione dal nostro modello incentrato sulla crescita a una Società della decrescita. Tutti temi questi che già a vario titolo compaiono nell'agenda politica di molti paesi europei, tra cui la Francia e la Germania, e che anche in Italia cominciano a definirsi in un tutto organico. Questo libro ne è il manifesto teorico.
fabio (15-02-2010) Scritto in linguaggio sindacalpolitichese, zeppo di -ismi, di citazioni e di ineguagliabile prolissità, l'autore nella prima parte evidenzia problemi ampiamente noti, senza peraltro fornire giustificazioni a certe affermazioni apodittiche e senza portare numeri particolarmente significativi.
Nella seconda parte l'autore si lancia a corpo morto nel paese di Utopia, dove in decine di pagine pesanti e/o illegibili per complicatezza grammaticale vaga nell'iperuranio delle questioni morali e filosofiche, senza mai rispondere alla domanda fondamentale: la decrescita porterà disoccupazione ?
Perché infatti l'occupazione del terziario è determinata dal consumo in eccesso: eliminando gli eccessi, si elimina l'occupazione relativa.
L'autore si llimita a dire molto vagamente che basterà "lavorare meno, lavorare tutti": ma questa formula ha già mostrato la sua fallibilità.
Il resto è un diluvio di parole in esercizio accademico, senza alcuna reale concretezza. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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