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In un tempo e un luogo non precisati, all'improvviso l'intera popolazione diventa cieca per un'inspiegabile epidemia. Chi è colpito da questo male si trova come avvolto in una nube lattiginosa e non ci vede più. Le reazioni psicologiche degli anonimi protagonisti sono devastanti, con un'esplosione di terrore e violenza, e gli effetti di questa misteriosa patologia sulla convivenza sociale risulteranno drammatici. I primi colpiti dal male vengono infatti rinchiusi in un ex manicomio per la paura del contagio e l'insensibilità altrui, e qui si manifesta tutto l'orrore di cui l'uomo sa essere capace. Nel suo racconto fantastico, Saramago disegna la grande metafora di un'umanità bestiale e feroce, incapace di vedere e distinguere le cose su una base di razionalità, artefice di abbrutimento, violenza, degradazione. Ne deriva un romanzo di valenza universale sull'indifferenza e l'egoismo, sul potere e la sopraffazione, sulla guerra di tutti contro tutti, una dura denuncia del buio della ragione, con un catartico spiraglio di luce e salvezza.
Recensioni 1 - 20 di 27 recensioni presenti. Media Voto: 4.62 / 5alex (08-02-2012) Che dire?! Un gran bel libro! La storia è molto originale, ed è così drammatica che ti entra dentro ed è difficile da dimenticare, difficile è anche non immedesimarsi con le sofferenze dei personaggi. Un libro che ti resta dentro! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Daniele san (30-01-2012) Un libro che scalfisce gli equilibri,lasciandoti una soffocante sensazione di precarietà.Saramago o lo ami o lo odi,ma chi ha la voglia di domare il suo stile narrativo non convenzionale,non può che trarne giovamento dai tanti spunti di riflessione.In particolare,questa opera,sembra un trattato di sociologia,tra fisiologia e patologia e dove il pensare ed agire dei personaggi,riflette,almeno in parte,l'indole di tutti i lettori che non possono esimersi dal riconoscere una certa cecità che valica le pagine dello scritto.
Un lieto inciso per il "cane delle lacrime" che nella sua sensibilità più viscerale ed animalesca attutisce la bruttezza di gesti lancinanti.
Consigliato ai cultori di granitiche fortezze fondate su certezze. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
lamberto (19-01-2012) Il capolavoro di Saramago senza alcun dubbio!
In questo libro, avvincente e accattivante, il Nobel portoghese ci descrive, col suo fantastico stile,la storia di un'intera nazione, di cui non si sa il nome, e di alcuni personaggi, anch'essi anonimi e distinti solo da alcune caratteristiche fisiche o dalla loro professione o ancora dal loro ruolo all'interno delle vicende (la ragazza dagli occhiali scuri, la cieca delle insonnie, il medico, la moglie del medico ...). Una nazione, dicevo, devastata da un'improvvisa quanto inspiegabile epidemia che porta alla cecità e che dilaga a macchia d'olio. Saramago ci descrive la paura, l'abbandono dei primi contagiati, la degradazione di una società portata allo sbando, l'egoismo e la sopraffazione dei più deboli, la contrapposizione l'uno verso l'altro... in breve, un'analisi accurata della natura e dei comportamenti umani in situazioni di così grave entità. Non posso che consigliarlo!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
FabioMit (07-12-2011) Mentre si è nel pieno della lettura di questa storia allucinante, ci si convince sempre di più che debba essere tramandata al prossimo. L'umanità dovrebbe comprendere che i princìpi sulla quale si fonda, il materialismo, la ricerca del successo, il finto benessere, non siano nient'altro che effimeri, di come l'uomo si affanni dimenticandosi dell'importanza dei propri sensi. Saramago mette a nudo il genere umano, spogliandolo dagli artifici, dalle sovrastutture odierne, dal mondo di carta che ha creato, facendolo regredire a mero essere vivente: fragile, vulnerabile, impaurito, vuoto, inerme, quando all'improvviso gli viene a mancare il terreno da sotto i piedi. Quel terreno che rappresenta le sue certezze. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Marco F. (30-09-2011) La paura del diverso, ma anche l'indifferenza, l'apatia verso quello che ci circonda, questo e altro è ciò che caratterizza la cecità. E cosa succede quando è un'intera popolazione a diventare cieca? Non esistono più regole e prende il sopravvento l'egoismo innato dell'uomo, viene a crearsi quella condizione che Hobbes definirebbe homo homini lupus, dove l'uomo non è più tale, torna ai suoi istinti primordiali, quelli animali, e l'unica cosa che conta è la propria sopravvivenza. Il romanzo è una denuncia sociale, basti pensare,ad esempio, all'episodio del razionamento del cibo quale metafora del problema della fame nel mondo. "Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, Ciechi che vedono, Ciechi che, pur vedendo, non vedono" ecco le parole forti dell'autore attraverso la DONNA PROTAGONISTA. L'autore con il suo stile narrativo riesce a dare al romanzo l'idea del caos che si viene a creare con una punteggiatura pressoché inesistente. GENIALE Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesca (21-09-2011) Grande libro. Impegnativo per la scrittura ma ne vale la pena. Alla fine senti di aver letto qualcosa di importante che ti resterà dentro. Lo consiglio. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Matteo Monetta matteo.monetta@alice.it (16-09-2011) Di questo libro mi è piaciuto più la seconda parte. Una volta che escono dall'ex manicomio e vedono quanto è più difficile vivere. Nel manicomio almeno si era al coperto anche se in condizioni precarie. Alla fine è di grande impatto che tutti riprendano a vedere e che solo la moglie del medico perda la vista. La prima parte è un pò monotona anche se avvincente. La solidarietà che nasce tra i ciechi al di fuori del manicomio è commuovente. Saramago in alcuni periodi che scrive è immenso nella scrittura e profondo. Un libro da rileggere come da leggere sono altri libri dello scrittore. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Agnese (13-09-2011) Mentre siete in macchina, domani, vi ritrovate ciechi e non nel modo classico, ma avvolti da una nube lattiginosa che copre tutto ciò che avete sempre visto. All'improvviso avete bisogno degli altri per poter raggiungere anche solo casa vostra, per poterla aprire e per ritrovare una dimensione di vaga sicurezza. Siete un "diverso". Il diverso che suscita pena, che fa bisbigliare alle proprie spalle e che la società prova ad aiutare in ogni modo per non dover fare i conti con la propria coscienza la notte prima di dormire. Il destino, però, vuole che tutti siano colpiti dalla vostra disgrazia, che tutti non possano più vedere e che il bianco ricopra ogni iride e che lo faccia senza la benché minima spiegazione scientifica e senza ragione medica. Pensate, a questo punto, che gli uomini riescano ad autoregolamentarsi? Che sappiano cooperare per poter sopravvivere? Che siano solidali tra loro? Saramago analizza la pochezza dell'animale "uomo", la sua vigliaccheria e il suo egoismo in una condizione di estremo disagio, quando solo l'amore per il prossimo potrebbe salvarci. Purtroppo non c'è nessun amore. Ci trasformiamo in animali pronti al massacro dell'altro per la sopravvivenza. La conoscenza dell'essere umano che ha Saramago confonde e colpisce. Lo fa perché ci pone davanti ad uno specchio e ci costringe a guardare i fallimenti che l'umanità ogni giorno accumula. Perché la cecità non è altro che la metafora delle discriminazioni di etnia, di colore, di sessualità delle quali, ogni giorno, si macchia l'uomo. E Saramago con un'eccezionale disinvoltura stilistica, che lo porta a non dare nessun nome ai personaggi, ci rende ciechi esattamente come loro. Questo per farci capire che la diversità è una verità relativa, relativa a quello che siamo in un determinato tempo e spazio e che nel momento in cui diventa verità assoluta perdiamo ogni sentimento di comprensione e amore e ci trasformiamo in avvoltoi che attendono il fegato del prossimo "diverso". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Robertinho (12-09-2011) Lo stile narrativo del libro "Cecità" di Josè Saramago è incalzante e contribuisce in maniera pesante a risucchiare nella storia. I dialoghi ad esempio, sono scritti in maniera molto particolare: Il medico gli domandò, Non le era mai accaduto prima, voglio dire, la stessa cosa di adesso, o qualcosa di simile, Mai , dottore, io non porto neanche gli occhiali. Non sono neanche presenti tabulazioni di inizio paragrafo in grande quantità, a sottolineare che la storia è un blocco. Le occasionali digressioni sulla natura umana sono poi molto interessanti e pian, piano ci si accorge di come tutti i giorni perdiamo un intero mondo, dando per scontato che ciò che vediamo è solo quello che c'è. E' stata fatta anche una trasposizione cinematografica del libro, ma non rende assolutamente giustizia alla controparte cartacea. In Italia ancora non è uscito, però nel caso che andiate a vederlo prima di leggere il libro, sappiate che sarebbe ingiusto falciare l'opera di Saramago per una trasposizione sottotono. D'altra parte veramente in pochi sono riusciti a trasportare un libro sul grande schermo, senza commettere uno spargimento d'inchiostro. In conclusione, dopo aver letto questo libro forse apprezzerete di più cose che oggi date per scontate e capirete che i ciechi esistono davvero: nel mondo sono 45 milioni (269 milioni di ipovedenti) e vivono proprio come noi. Comunque la pensiate, è un libro che consiglio a tutti. Non è una lettura spensierata, ma è molto scorrevole. Non ci sono momenti morti e verrete presi dalla sindrome dell'ultima pagina. Non fatevi però prendere dalla sindrome del "se non mi piace, ho sbagliato io", che è molto diffusa quando si parla di classici o best-seller che sembra debbano piacere per forza a tutti. Semplicemente questo libro a me è piaciuto abbastanza e se a voi non succede la stessa cosa, poco male. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Paola (03-09-2011) L'epidemia in una città senza nome, una nazione senza nome, colpisce delle persone senza un nome; la tragica fine di questi "appestati" che vengono confinati e condannati; il duro egoismo di coloro che scampano alla cecità.
Un romanzo sulla natura umana, appassionante, un pò pessimistico, riflessivo e che sottolinea l'umanità che tocca il fondo a seguito di questa epidemia. Un libro da leggere assolutamente.
(Se puoi vedere guarda - se puoi guardare osserva) Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Enrico (19-07-2011) Un romanzo visionario, è il primo che leggo dell'autore e mi è piaciuto. Scorrevole e misterioso. Libro diverso dai soliti. La cosa che non mi è piaciuta è il finale. Non dico il perché per non togliere interesse ai lettori. Comunque consigliato Voto: 3 / 5 |  |  |  |
matteo de santi matteodesanti@libero.it (05-05-2011) è il libro più bello che ho letto negli ultimi tre anni. la lettura è molto impegnativa a causa dello stile di saramago ma, gli sforzi vengono ampiamente ricompensati dalle emozioni che questo libro trasmette. le scene che la narrazione descrive e che lascia immaginare sono molto crude e traumatiche ma, rappresentano la faccia più sconvolgente del genere umano. davanti a cecità qualsiasi altro libro perde di significato. onore ad un grande maestro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Edoardo Elisei (14-03-2011) Saramago è uno dei pochi scrittori contemporanei che si possano definire tali. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Elisa (03-03-2011) Sono pochi i libri in grado di cambiarti la vita. Cecità è fra questi.
Non avete mai letto un libro come questo.
Saramago è un maestro. E la storia è un pugno fortissimo dritto nello stomaco.
Un capolavoro che sarò sempre grata di aver potuto leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
nadia nadia.angelilli@libero.it (02-03-2011) Un libro sorprendente, la trama arriva nell' anima.Nel leggerlo mi sono sentita all interno della storia, come non mi capita spesso.
Superconsigliato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Annarita (26-01-2011) È la cecità del cuore, dei sentimenti, il buio dell'anima, il buco nero dell'umanità.
Saramago ci racconta di un essere umano che umano non è più, privo ormai di ogni distinzione rispetto agli animali. Andando avanti nella lettura ci si domanda più volte se l'uomo che definiamo evoluto esista veramente o non sia piuttosto il frutto di una visione assolutamente presuntuosa di sé stessi. Che uomo è quello narrato nel libro il cui comportamento in fondo non ci appare incredibile, anzi non ci sorprende affatto? I potenti, i prepotenti, i ladri, i violentatori non ci meravigliano al loro apparire, piuttosto li stavamo aspettando. Già qualche pagina prima ci eravamo detti: ora arrivano, sì ora arrivano. E così è. E allora la risposta alla domanda è semplice: quell'uomo lì è un uomo qualunque, uno di noi. Magari è solo più spaventato, ma d'altronde si trova a fronteggiare una situazione assolutamente destabilizzante, consapevole della propria impotenza, no?!
Peggiori sono coloro i quali si ritengono corretti, benpensanti e borghesi, migliori, invece, tutti quelli che sanno guardare sé stessi e gli altri con umiltà. Luce dell'umanità è una donna, l'unica salva dal contagio. E faro di speranza sono le donne di questo libro, le sole capaci di donarsi profondamente, di offrire il loro sacrificio per la salvezza di tanti. Questo romanzo è un monito. Non perdetelo. L'uomo non si perda. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lorenzo (27-10-2010) Un capolavoro sconvolgente, forse il miglior libro di Saramago. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Salvatore (26-10-2010) Capolavoro. Bisogna aggiungere altro? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
LaMelaMarcia (05-10-2010) José Saramago ci presenta la metafora del subitaneo annientamento dell'essere umano di fronte all'annullamento delle regole. Dalla cecità collettiva scaturisce un nuovo mondo, feroce e sudicio, nel quale gli uomini si muovono spaesati e invalidi, ma spietati. C'è un'unica spettatrice di tanta desolazione, la sola persona i cui occhi sono stati risparmiati dalla cecità (e dal conseguente ottenebramento mentale), che si trasformerà in guida dei protagonisti del racconto, preservandone l'umanità. Meraviglioso romanzo, spesso molesto nella sua crudezza, amaro e straziante, ma anche toccante e positivo. Assolutamente splendida la descrizione del bagno di pioggia delle tre donne, metafora di purificazione. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Nino (23-09-2010) Capolavoro di Josè Saramago. Qui tutto è una metafora dall'inizio fino alla inaspettata fine. Una serie di personaggi che interpretano tutti un ruolo destando un significato specifico, al fine di intendere l'uomo che per quanto vario sia, alla fine è sempre un animale che soccombe alle leggi della natura. Si perde dignità e cuore in situazioni di estremo panico. E si acquista fiducia e sicurezza dietro una giusta guida. Da leggere assolutamente. Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 27
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