|
|  |
Rumiz Paolo - L' Italia in seconda classe | "Per una volta, ladies and gentlemen, non allacciatevi le cinture. Don't fasten your seat belts. Si parte in treno, la Cenerentola dei trasporti. Si fa l'Italia in seconda classe, per linee dimenticate. Buttate dunque a mare duty free, gate, flight, hostess e check-in. Lasciate le salette business a parlamentari e commendatur. Questo è un viaggio hard, fatto di scambi, pulegge, turbocompressori e carbone. E noi lo faremo, anche a costo di farci sbattere da una squinternata vagona baldracca, un glorioso rudere che cigola e scoreggia sulla rete di ferro, in attesa di rottamazione. In tasca, un'idea corsara. Percorrere 7480 chilometri, come la Transiberiana dagli Urali a Viadivostok. Una distanza leggendaria, un gomitolo lungo come l'Asia da srotolare dentro la Penisola. Non sappiamo ancora dove andremo e in quanto tempo consumeremo questo buono chilometrico che nessun biglietto può contenere. Sappiamo solo che il nostro è un conto alla rovescia che ci obbligherà a scendere al chilometro zero. Il treno, non l'aereo, ha fatto l'Italia. Un piccolo treno come questo che arranca tra praterie e fichi d'India. Siamo in ballo. Il viaggio comincia." (Paolo Rumiz). Con i disegni di Altan e una premessa del misterioso 740.
Media Voto: 4.5 / 5Anubibikes (24-05-2012) Rumiz e Mister 740 sono sempre belli da leggere e sono sempre saggi.
Ma questa volta sono stati un po' troppo veloci.
Un viaggio troppo lungo per essere raccontato in poco più di tre ore di lettura, avrei voluto trovare ancora di più.
In qualsiasi caso rimane un buon libercolo di acuto pensiero e piacevolissima lettura. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
astridula (16-05-2012) Ho letto questo libro nella "location" ideale, e cioè durante un viaggio in treno, naturalmente in seconda classe!
Il libro è il resoconto di un viaggio lungo tutta la penisola italiana e le isole, viaggio realmente fatto da Paolo Rumiz e da un misterioso assistente, del quale si scopre la vera identità solo a metà del percorso. Io non vi dico chi è ma vi lascio un indizio: è figlio di un ferroviere e per questo appassionato di treni e ferrovie.
Il viaggio è lungo esattamente quanto la ferrovia Transiberiana, ma molto più contorto, e fotografa lo stato attuale delle ferrovie italiane (pietoso) dopo la politica di tagli e dismissioni degli ultimi decenni.
Si viaggia in seconda classe ma anche in Eurostar e su una locomotiva a carbone, è un viaggio in cui la malinconia per la passata grandezza delle nostre ferrovie si mescola al gusto per l'avventura, e scene di degrado si alternano a splendidi paesaggi. Mi ha davvero appassionata. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Rumiz Paolo |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|