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Grass Günter - Gatto e topo | Edito per la prima volta nel 1961, dopo il clamoroso "Tamburo di latta", "Gatto e topo" è un racconto che, per dirla con l'autore, attinge alle zone turpi e oscene della vita e viene giocato sulle corde del grottesco e della provocazione. Joachim Mahlke, liceale di Danzica durante la seconda guerra mondiale, ha un difetto, un'anomalia che lo distingue dai suoi coetanei, un vistoso pomo d'adamo sviluppato oltre ogni misura e che si muove quasi zampettando alla maniera di un topo quando il suo proprietario mangia o beve o anche soltanto quando medita profondamente o devotissimamente prega la Madonna. Nel tentativo di dissimulare tale deformità, per difendersi dal gatto, il gran gatto sempre in agguato (trasparente metafora della società), Mahlke dà luogo ad ameni e atroci accadimenti, che si consumano in mezzo alla ragazzaglia, sull'indolente, sporca, eccitante spiaggia di Danzica. Il segreto di Günter Grass, ha scritto H.M. Enzensberger, "è in quell'equilibrio, precario e originalissimo, che egli riesce a stabilire tra la sua anarchica forza d'immaginazione e il suo sovrano magistero artistico".
Illusioni1978 krebs78st@yahoo.it (07-10-2003) Per merito di una cara, carissima persona (chissà mai se si volesse accorgere che sto parlando di lei, anzi di "lui"...), per "empatia" sono approdata a questo testo...così come ad altri lavori del Nobel Grass, come "Mein Jahrhundert" ad esempio. "Gatto e topo" è un racconto che si legge davvero tutto d'un fiato; in esso la Storia e la storia si fondono e si confondono in modo assolutamente complementare l'una nell'altra... I bagliori bellici (che spesso per la verità fanno da background alle avventure delle anime...) si alternano agli umori psicologici e fisiologici ad un tempo dei giovani antieroi di turno. Come molti testi moderni o, per meglio dire, postmoderni, anche in questo caso si dovrebbe usare la bella definizione di "(breve) romanzo di antiformazione" a finale senza dubbio "aperto". Fondamentale per fruire al meglio questa piccola, grande storia o anti-favola di Grass è la consapevolezza del riuso e della ripoetizzazione inattesi e proprio per questo particolarmente ricchi di fascino dei modelli narrativi tipici della letteratura picaresca, nonoché di numerose forme dell'emblematica di stampo barocco. Per mezzo di un linguaggio come sempre in Grass essenziale ed asciutto, ma non per questo meno icastico ed incisivo, immagini quotidiane e del tutto prosaiche si alternano sapientemente ad elevazioni mistiche o misticheggianti sul culto mariano, elevazioni a tratti serie, a tratti di dubbia fede, non prive di talune coloriture ironiche e divertite del narratore Pilenz. Le discese del protagonista Mahlke nel fondo marino per indagare e "depredare" relitti bellici non è da intendersi come un semplice viaggio alla ricerca di tesori perduti...è piuttosto una sorta di discesa nel "porto sepolto" della coscienza,una tappa necessaria all'esperimento iniziatico di sé stessi, in cui l'io si cala dentro di sé nel tentativo di ri-trovarsi e di comprendersi... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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