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Grass Günter - Il tamburo di latta | Oskar Matzerath ripercorre con l' aiuto di un tamburo di latta, giocattolo e strumento magico, le vicende della sua vita, dominata dalla scelta, a tre anni, di non crescere più e di essere nano per odio dei suoi due padri (quello anagrafico e l'amante della madre). Il ricordo comprende la vita della madre fino alla sua nascita, ricca di presagi. Si passa poi all'infanzia, al rifiuto di crescere, al rifiuto e poi all'adesione al nazismo, all'esperienza teatrale e erotica con una compagnia di nani. La fine della guerra separa Oskar da Danzica e lo porta a Dusseldorf. A 28 anni decide di crescere e di diventare un famoso compositore di musica da tamburo.
Recensioni 1 - 20 di 42 recensioni presenti. Media Voto: 4.28 / 5Vani vaniglia53@yahoo.it (08-07-2011) Ieri sera, non senza risate accompagnate da commozione e tenerezza, ho terminato Il tamburo di latta. So che il libro ha molti riferimenti al nazismo e svariate metafore in merito ma li ho deliberatamente ignorati, così come ho appreso solo ultimamente che Gunther Grass è stato nelle SS. Spesso nella lettura godo soprattutto la forma, e formalmente questo libro è un capolavoro assoluto. Ci sono intere pagine (esilaranti) di una scrittura dissociata, magistralmente schizofrenica, che fanno di Oskar un genio totalmente fuori di testa e contemporaneamente molto presente a se stesso e consapevole dei propri contorni fisici e psicologici. Ho letto il libro in una edizione vecchissima che avevo in casa ma credo che un giorno di questi mi siederò su una poltrona di una Feltrinelli e leggerò qualche pagina della nuova edizione con diversa traduzione che, dice il risvolto di copertina, meglio interpreta lo spirito dello scritto originale. Quanto mi piacciono queste sottigliezze! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giuseppe corvo979@virgilio.it (13-02-2011) Che dire di questo capolavoro?Un giorno un amico viene da me e quasi mi prega di leggere questo libro...Comincio a leggerlo quasi per fargli un favore ed invece....ora non riesco a smettere di ringraziarlo. E' un libro originalissimo ed inaspettato, affronta in modo leggero le situazioni più complesse ed in modo complesso le situazioni più banali.L'ingenuità di un bimbo mista alla follia di un pazzo.Assolutamente da leggere Voto: 5 / 5 |  |  |  |
guido (17-01-2011) Bello, unico. La descrizione della madre, dopo la sua morte, utilizzando sempre e unicamente il suo tamburo, è semplicemente commovente. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
GEA (06-02-2009) Ci ho messo un bel po' a finirlo.Mi lascia perplessa ed ho faticato a trovare un termine che potesse definirlo,ora l'ho trovato tra i vostri commenti:surreale.Oskar e la sua storia sono surreali:esistono in una normale quotidianità di una Danzica tra le due guerre,ma sono tutt'altro che normali.il tamburino Infrange i vetri con la voce,smette di crescere a tre anni,mette incinta Maria con "delle polverine effervesventi",s'innamora di un'infermiera che non ha mai visto e poi una lunga sfilza di altre cose-che del resto non ho capito del tutto.In alcuni punti ci si trova in difficoltà a seguire il filo logico-molto contorto-dei suoi pensieri.In ogni caso è da considerarsi un capolavoro,questo sì. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Patroclo (16-12-2008) é il classico libro che definirei piú importante che bello. intanto Grass come tutti i tedeschi dice (o scrive) in 100 parole una cosa che si potrebbe descrivere in 10. lettura insomma densa, allegorica (allegorie a volte molto scoperte), funambolica, ma a tratti pesante, molto pesante. si, un libro piú importante che bello, e forse anche un pó datato. va letto, se ne comprende la portata e il significato di rottura che poteva avere ai tempi della pubblicazione, ma ora nel 2008 non lo definirei un capolavoro. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
ladybrett (16-05-2008) lettura complessa. già da un punto di vista linguistico: pieno, difficile, compatto ma anche estasiante; ci sono voluti un traduttore e un revisore della traduzione, e questo basti. per chi apprezza la forma c'è di che trastullarsi.
poi l'intreccio: altrettanto elevato intrattenimento, e non solo. un'ottica e un filtro così particolari sulla vita da stravolgere la morale con una certa naturalezza e col sorriso, angoli bui messi in luce e viceversa, il 'normale' sovvertito.
poi il magma: domande che crescono in chi legge, disorientamenti....sarà vero quel che oskar narra ? sarà tutto frutto della fantasia di un essere rinchiuso da sempre ?
incertezze e divertimento, piacere e orrore, contrasti insomma. vele la pena la innegabile fatica di procedere sino alla fine. da leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Denebola francesca.giorgini1@alice.it (14-02-2008) Uno dei libri più particolari che abbia mai letto.Scritto in modo davvero spettacolare,dotto e sontuoso,è stata una lettura molto impegnativa(e l'edizione ultra-compatta di Feltrinelli non è certo stata di aiuto);Oskar è un personaggio indimenticabile,nel bene e nel male:è un genio o un folle?quanto c'è di vero in ciò che racconta?è un dubbio che mi ha accompagnato per tutto il libro e che è rimasto irrisolto.Nel parlare della storia tedesca,il romanzo usa una prospettiva assolutamente originale;tra l'altro,non capisco perchè la presentazione del libro parli di opposizione e adesione al regime nazista:Oskar non prende mai le parti di nessuno,all'infuori di se stesso,è a sè stante.A mio parere,la maggior pecca dell'opera consiste nel fatto che uno stile così ricco mal si adatta a un testo tanto lungo:ci sono delle pagine straordinarie;ma c'è anche un forte senso di pesantezza. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
rosy (18-11-2007) per chi vuole leggere qualcosa di importante divertendosi,il libro giusto è proprio 'il tamburo di latta'.Lo letto circa 2 anni fa e nonostante abbia letto molti altri libri,conosciuto molti altri personaggi e vissuto con loro tante altre avventure,OSCAR resta ancora il mio preferito.La sua voce,il suo forte grido 'spacca vetri' rappresenta l'urlo di tutti noi contro questo mondo che non ci apprezza... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesca S (20-04-2007) Consiglio a chi lo sta ancora leggendo e lo trova noioso (per chi lo ha già concluso perdendosi il gusto meraviglioso dell'ironia delle descrizioni meticolose.. ormai è tardi, peccato!) di considerare sensualmente grottesco ciò che appare un semplice virtuosismo descrittivo: se ci cascate potreste trovarlo noioso e "inutile", se cogliete la burla e l'ipnotica follia del particolare che rovescia la realtà, lo troverete geniale. In fondo Oskar, il punto di vista della narrazione, è un “matto”, chiuso in manicomio, certo di essere più lucido di chiunque altro e con questo tono nelle sue memorie commenta costantemente. Addirittura, pur spogliate di intellettuali interpretazioni allegoriche, dal punto di vista stilistico, le stesse descrizioni sono originalissime, forgiate con magistrale coerenza e freschezza, evocative, provocatorie e dotte. In effetti, ripensandoci, solo una lettura molto superficiale o un percorso culturale poco approfondito, o un vissuto personale poco maturo possono impedire di cogliere il pregiatissimo valore di quest'opera. Non è sufficiente aver letto molto o amare la lettura. Inoltre chi scrive delle recensioni come un sms in codice, ingenuamente, si rende ridicolo e si smaschera goffamente in modo brusco, dimostrando di non aver compreso affatto un capolavoro letterario, che può essere anche definito pesante, ma non certo noioso. Da un punto di vista dei gusti, invece, chi non amasse non tanto il surreale, quanto l'ironia colta e canzonatoria, (io lo paragonerei più a Stefano Benni, o a Enzo Biagi che a Pennac, che pure amo molto), prediligendo uno stile asciutto e, al contrario quindi, descrittivo, essenziale, realistico, potrebbe trovarlo poco gradevole. Ma non credo nell'esistenza di persone intelligenti e con un minimo di cultura, che non apprezzino l'ironia, e la maestria letteraria e la sagacia e la potenza narrativa e l'eccellenza stilistica con cui questo libro è cesellato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
michele (03-02-2007) Le avventure del piccolo Oskar,a distanza ormai di anni dal nostro "incontro", sono e rimangono indimeticabili.E dire che più volte, tempo prima,avevo abbandonato questo libro già ai primi capitoli.Mi sarei perso la scena delle polverine effervescenti, gustosissima,la scena in cui pretende da un Gesù di marmo che suoni il suo tamburo o ancora l'ispezione dell'armadio di Dorothea.L'ho consigliato a parecchi amici e tutti ne sono rimasti folgorati, come me.
è il mio libro preferito e non sarà facile scalzare Oskar e il suo grido contro il mondo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Carmelo De Rosa (27-11-2006) Sono circa a metà (vado un po' piano perché nell'edizione economica è stampato molto in piccolo), ma devo esprimere tutta la mia ammirazione per questo romanzo, che non mi immaginavo, finché non l'ho iniziato, fosse scritto così meravigliosamente bene, e non solo!
Mi chiedo cosa stanno leggendo quelli che parlano di lunghe descrizioni noiose. Ma dove sono questa descrizioni? Sanno cosa vuol dire la parola descrizione? Comunque mi dispiace solo di non averlo letto prima. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
rainbow (24-09-2006) Un’opera grandiosa, veramente da Premio Nobel. Un affresco completo, ironico, intelligente della Germania del XX secolo, un’occasione per riflettere, sorridere e gustarsi una prosa scorrevole e avvincente che si snoda attraverso la mitica figura di Oskar. Mitiche anche alcune descrizioni, come la morte della mamma, le gonne della nonna e l'attività delle anguille nella testa di cavallo. Eccezionale! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
carmela (03-05-2006) Inquietante, tenebroso, sensuale, crudo,in una parola eccezionale. Ho aspettato troppo a lungo prima di leggerlo poichè alcuni "lettori" lo definivano pesante..... non c'è niente di più leggero che un libro scritto così magistralmente. Il capitolo fede, speranza e carità resta fra le cose più belle che ho letto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sirio (23-03-2006) Ho finito di leggerlo mezz'ora fa. In realtà era da due giorni che non vedevo l'ora di porre fine a questa agonia. Fatico a capire come si possa trovare bello questo libro.
Ammetto che ci sono stati molti spunti interessanti e un po' visionari, sarei curioso di vedere il film e vedrei bene un remake di Tim Burton, ma nell'insieme secondo me prevale la noia.
E' pieno di dettagli ripetitivi e sinceramente le ultime 100-200 pagine le ho lette giusto perchè volevo finire il libro.
Sicuramente in lingua originale si potrebbero apprezzare alcuni giochi di parole intraducibili, ma sono convinto che se l'autore avesse scremato un po' di più, sarebbe venuto fuori un libro di qualità superiore. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Andrea (31-01-2006) Semplicemente fantastico, una visione del mondo originale e critica che non lascia nulla al caso. Peccato che le avventure di Oskar durino solo qualche centinaia di pagine. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marino m.poduje@virgilio.it (01-11-2005) Mi porterò addosso per sempre una gran croce, un rimorso immenso peserà sulla mia anima di lettore incallito e cioè aver atteso la soglia delle sessanta primavere ( o meglio...autunni! ) prima di avere il coraggio di prendere decisamente in mano questo libro fantastico! E' stato imposto ad intere generazioni di studenti con esito...ben immaginabile! Decisamente va affrontato in età abbastanza matura per poterne cogliere le mille sfumature, simbolismi e metafore...E' sicuramente un libro che rimarrà scolpito nel mio cuore e nella mia mente! Devo anche dire che il film che ne è stato tratto, sceneggiato dallo stesso autore, è di una potenza e suggestione molto simile al romanzo ma, purtroppo, quasi ( e sono ottimista ) introvabile!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
silvia (24-10-2005) Questa narrazione possiede una musicalità ed un ritmo che vi rimarrà impresso a lungo. Capolavoro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
crespo (01-09-2005) questo é un libro straordinario e davvero originale! Non riesco a capire come lo si possa trovare noioso: mai niente nella trama é scontato, straordinaria é l'ironia che lo pervade, sorprendente il taglio usato per descrivere l'epoca più scura della germania, un inno alla fanciullezza. Il tutto senza parlare dello stile: non una frase banale; in pratica gustoso sotto ogni punto di vista. Forse non piace semplicemente a chi é obbligato a leggrlo per fini di studio, o a chi ama i mallopponi pesanti, o a chi apprezza solo la leggerezza comica. Questo romanzo mi sembra più permeato di una "leggerezza" di calviniana memoria Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sugarbaggio (04-08-2005) Grass appartiene a quella schiera di scrittori, così come il grande Pennac e il nostro Baricco, che definisco surrealisti che, tanto per intenderci, in ambito cinematografico, trovano il massimo esponente (sempre a mio modesto parere) in Tim Burton. Surrealisti per i personaggi dei romanzi e per le situazioni descritte. Personaggi sempre al limite della normalità che trovano nella stravaganza il loro pane quotidiano. Situazioni sempre paradossali che ci inducono a cercare la verità (o meglio la realtà) tra le righe. E il tamburino Oskar non è da meno:antipatico, a volte cattivo, egocentrico e paranoico... nonostante tutto ci si affeziona e si accompagna il nano lungo la serie di avventure strambe avvenute nel periodo della guerra. Un libro bello che, tuttavia, consiglio solo a coloro che amano le bizzarie e sono disposti a leggere un romanzo in cui la trama non è l'attrazione principale del romanzo. Voto: 4 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 42
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