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Tomasi di Lampedusa Giuseppe - Il gattopardo | Don Fabrizio, principe di Salina, all'arrivo dei Garibaldini, sente inevitaile il declino e la rovina della sua classe. Approva il matrimonio del nipote Tancredi, senza più risorse economiche, con la figlia, che porta con sé una ricca dote, di Calogero Sedara, un astuto borghese. Don Fabrizio rifiuta però il seggio al Senato che gli viene offerto, ormai disincantato e pessimista sulla possibile sopravvivenza di una civiltà in decadenza e propone al suo posto proprio il borghese Calogero Sedara.
Recensioni 1 - 20 di 80 recensioni presenti. Media Voto: 3.92 / 5Marco (24-05-2012) Ho letto il Gattopardo per la sua grande fama, e ne apprezzato molto la descrizione della società Siciliana e del Risorgimento visto da questo punto, infatti il libro viene spesso citato come l'esempio dell'invasione Piemontese dell'isola, quando si vede anche il desiderio di cambiare i Borboni per dei nuovi sovrani, che permettano di avere una maggiore libertà dell'isola. L'aiuto ai Garibaldini da parte degli isolani, dovuto alla caratteristica mentalità Siciliana, in cui poche persone stimate e potenti con un passato e presente spesso poco pulito nei confronti della Giustizia, la vecchia classe feudale di cui Don Fabrizio fa parte che non ostacola, ma anzi aiuta la nuova classe emergente dell'isola composta da persone poco pulite, rappresentano un passo molto importante per capire l'italia di oggi, per la forte immigrazione Siciliana in tutta la penisola, e l'esportazione del loro modello sociale in tutto lo stato, in particolare del loro narcisismo che non gli ha mai permesso nella storia di subiare una evoluzione dal feudalesimo, eccetto il far cambiare le cose perchè tutto rimanga uguale, e che oggi si vede nell'invecchiamento e nella mancanza di un rinnovamento in tutti gli aspetti dello stato, dalla politica all'economia, che non ci permette di risollevarci dalla crisi economica attuale. Certamente un buon classico, con un eccesso di sfumature a volte difficili da comprendere, che spesso mostrano una forma di amoroso servilismo nei confronti di Don Fabrizio, e rendono difficile la lattura, in quanto predomina la parte descrittiva e la succesione degli eventi vengono trascurati. Un bel classico che non può essere definito immancabile. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Francesca (05-04-2012) Dico semplicemente che non si può morire senza averlo letto.Quando si dice un capolavoro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
angelo angebet@hotmail.com (01-04-2012) Ingredienti: una terra che cambia la propria pelle senza cambiare il proprio sangue, un principe tutto d'un pezzo che sente il proprio mondo andare in pezzi, l'unificazione d'Italia sullo sfondo e nobili siciliani in primo piano.
Consigliato: a chi vuol capire come è oggi la Sicilia (leggendola in libri di ieri), a chi ama ritrovare i grandi fatti della storia dentro le piccole vicende umane.
Un voto in meno perchè è lo scorrere del tempo, più che la fantasia dell'autore, a guidare il libro nelle pagine finali. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
kine (14-02-2012) Buone le prime 150 pg, mi son piaciute molto, per il matrimonio che avanzava e lo spostamento alla villa di donnafugata... Poi, incomprensibile calo di interesse.... Peccato, l atmosfera era buona. Ora vorrei vedre il film, sperando che con le immagini dia più vita al romanzo... Voto non più di 3 Voto: 3 / 5 |  |  |  |
matteo (05-11-2011) Ho sentito solo la mancanza della struttura del grande romanzo storico ma il Gattopardo è senza dubbio un bellissimo libro, poetico, lirico, romantico. Tommasi ha intuizioni da grande scrittore e ci regala immagini indimenticabili. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
giorgio (20-09-2011) Un capolavoro assoluto senza se e senza ma, non solo della letteratura italiana. Fuorviante considerarlo, e criticarlo, come un romanzo storico. Il contesto storico è solo il pretesto con il quale l'autore affida al protagonista le proprie riflessioni sulla condizione umana e la realtà siciliana.
Come nel toccante momento in cui Tancredi ed Angelica osservano, senza capirlo, il dipinto che aveva catturato l'attenzione del Principe Fabrizio, così questo romanzo, per essere veramente amato e capito, va forse letto non prima di una certa età. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lady Libro (29-03-2011) Uno dei libri più belli che io abbia mai letto: mi ha coinvolta ed entusiasmata molto. Mi sono perfettamente immedesimata nel personaggio di don Fabrizio e, forse è una cosa strana, ho trovato il romanzo molto attuale. Tutti i personaggi di questa storia sono indimenticabili, ma i miei preferiti sono don Fabrizio, Tancredi e Padre Pirrone. Il finale così significativo mi ha toccata profondamente... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Annarita (13-03-2011) Ho letto questo libro la scorsa estate durante il mio primo viaggio in Sicilia. Non potevo fare scelta migliore! Bellissimo e ricco di riflessioni mai banali; uno sguardo accurato e sincero sulla stato della società siciliana al momento dell'unita d'Italia. Tutto nel libro rispecchia l'essenza della nobile ed affascinante Sicilia, lo stile accuratamente descrittivo rende squisitamente l'atmosfera barocca di molti paesi dell'isola e allo stesso modo ci trasporta esattamente in quei luoghi, spopolati ed arsi dal sole d'estate e spazzati dai venti asciutti in inverno. E che dire di come l'autore sa descrivere l'anima del popolo di Sicilia? A questo proposito ci sono pagine indimenticabili e mirabili per efficacia, una su tutte il dialogo tra il Principe e il segretario della Prefettura che gli propone la nomina a Senatore. E ultimo, ma non per valore, va anche detto che leggere queste pagine illumina su alcune pagine della storia italiana passata e, ovviamente, presente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
corra (08-12-2010) l'ho trovato poco entusiasmante, la storia non mi ha mai davvero rapito l'attenzione, capisco sia un capolavoro, ma forse non è di quelli eterni. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
lapo (18-01-2010) Grande affresco della società siciliana di metà Ottocento che spazia dagli spazi aperti della campagna assetata ai poveri borghi e allo sfarzo dei palazzi aristocratici; grande profondità nella descrizione a tutto tondo dei personaggi, grande immediatezza nel ritrarre i colori di una Sicilia cotta dall’arsura, grande acume nel cogliere la dolorosa disperazione di un’isola, da cui non si vedono vie d’uscita. Come dice don Fabrizio in uno dei suoi più amari ed emblematici pensieri, «Finché c’è morte c’è speranza». Dispiace che, al di là di commenti motivati, ci siano lettori ke nn apprezzano, nn si sà xkè. Io la trovo un’opera di intensità straordinaria, l’ho letta e riletta e non mi stanca mai. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Biagio Mastrangelo wildesmoker@libero.it (18-11-2009) Un grande classico, una descrizione dettagliata della "meridionalità" che solo noi meridionali possiamo amare e odiare alle stesso modo e con la stessa intensità. Splendido! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Floriana (21-09-2009) MERAVIGLIOSO!Leggere questo libro per i siciliani è una vera psicoterapia perchè riesce a toccare tutti i nodi che sono all'origine della Sicilia contemporanea. Peccato spesso venga fatto apprezzare poco e imposto come lettura scolastica forzata. Stile conciso e chiaro, lettura scorrevole. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Roberto roberto.simonetti@fastwebnet.it (19-09-2008) Il libro non mi ha soddisfatto come credevo.
A descrizioni affascinanti e abbastanza profonde fa da contraltare il gusto per lo sfoggio artistico ,il virtuosismo lessicale che appesantiscono la lettura.
Non ho trovato ispirazione da parte dell'artista nella composizione dell'opera e forse si capisce come mai abbia scritto un solo libro.
Le descrizioni paesistiche sono apprezzabili,ma la più bella Sicilia descritta in letteratura è senz'altro quella del Verga.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Bella (22-06-2008) A tutti quanti voglio dire di non lasciarsi influenzare dai commenti negativi(soprattutto da tutti i liceali che lo considerano UN MATTONE).
Molti inoltre lo definiscono complesso:non è per niente vero. Io ho dodici anni, e la lettura di questo bellissimo romanzo non mi ha causato alcun problema.
Lo trovo un libro bellissimo, soprattutto per la capacità di esaltare la natura e di trasformare un oggetto in uno strumento di riflessione.
X STEFY
Non dire stupidaggini.
Nell'Ottocento sono stati scritti i libri più belli della letteratura italiani che, diversamente da come dici tu, sono stati tradotti per permettere il commercio internazionale. Inoltre ci sono altri personaggi del libro che hanno grande importanza come Angelica, don Sèdara...Inoltre come ho già detto quella di trasformare una fontana in uno strumento di riflessioneè una capacità unica che rende il libro affascinante.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Arya (06-01-2008) In verità il voto sarebbe 3.5
Non considero questo libro un capolavoro, direi estremamente lirica la figura del Principe Fabrizio, la sua introspezione, ma il resto è contorno, e non mi ha affascinato granchè. Apprezzo anche le descrizioni, scritte con grande bravura, ma a volte un po' troppo lunghe, così prendo a prestito le parole di Fabrizio: "meglio annoiarsi che annoiare gli altri". L'autore poteva limitarsi. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
valerio (23-11-2007) che dire????
un capolavoro,poi.....una pietra miliare della letteratura italiana e soprattutto siciliana...
quello che mi ha colpito del libro????
bhe....la trama,il linguaggio curatissimo.
lo consiglio tutti a grandi e piccini!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
simonetta (25-09-2007) Libro che, anche se imposto nella lettura scolastica, non può lasciare indifferenti. La storia del principe Don Fabrizio Di Salina e della sua famiglia - a lui totalmente devota - è magistrale non solo per gli eventi raccontati ma soprattutto per la "sicilianità" che emerge da ogni riga. I personaggi, delineati in modo sublime, recitano la propria parte nel perfetto rispetto e coerenza del momento storico e dello stile di vita di una famiglia aristocratica ottocentesca siciliana cui appartengono, pur senza esserne consapevoli.
Consiglio anche la visione del film di Luchino Visconti che riesce magistralmente a trasmettere l'atmosfera e il clima storico in cui ci si muove, nonchè le emozioni e lo stato d'animo del protagonista estremamente "moderno", ma capace di ammettere che: "affinchè tutto rimanga come è bisogna che tutto cambi".... Grande libro e, caso più unico che raro, anche grande film... Da leggere e... da vedere Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paola (17-05-2007) Ho evitato di leggere questo classico per tutti gli anni di scuola: forse ho fatto bene perché ho impiegato un po' prima di ingranare il romanzo. Alla fine, mi è anche piaciuto. Tante parole nuove, alcune desuete, racconti dettagliati e uno spaccato romantico ma anche critico della sicilia di fine '800. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
KalòsGhèros robert_92_@hotmail.it (07-04-2007) x carlo: Quello che tu dici è vero(verissimo), ma il libro e l'autore stesso sono del barocco, e anche le città dove sono ambientate le varie vicende,compresa la mia; quindi ecco il motivo dell'eccesso e della pesantezza che può presentare il codesto libro.
P.S. Leggete, leggete, leggete codesto libro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
carlo (04-04-2007) Premesso che secondo me uno scrittore che definisce i rami di una bouganvillea come "cascate di seta episcopale" che conferiscono "un aspetto abusivo di fasto" ad una villa è senz'altro un genio, purtroppo il libro dopo un inizio eccezionale ha cominciato ad appesantirsi sempre più...fino a diventare eccessivamente barocco e ridondante, specialmente come lettura "serale"...bello comunque il finale. Voto: 2 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 60 Recensioni 61 - 80
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