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Uhlman Fred - L' amico ritrovato

L' amico ritrovato TitoloL' amico ritrovato
AutoreUhlman Fred
Prezzo
Sconto 15%
€ 5,10
(Prezzo di copertina € 6,00 Risparmio € 0,90)
Prezzi in altre valute
Dati2003, 96 p., 52 ed.
TraduttoreCastagnone M. G.
EditoreFeltrinelli  (collana Universale economica)

Disponibilita immediata
Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni

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210 recensioni|Invia recensione|
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Descrizione
Nella Germania degli anni Trenta, due ragazzi sedicenni frequentano la stessa scuola esclusiva. L'uno è figlio di un medico ebreo, l'altro è di ricca famiglia aristocratica. Tra loro nasce un'amicizia del cuore, un'intesa perfetta e magica. Un anno dopo, il loro legame è spezzato. "L'amico ritrovato" è apparso nel 1971 negli Stati Uniti ed è poi stato pubblicato in Inghilterra, Francia, Olanda, Svezia, Norvegia, Danimarca, Spagna, Germania, Israele, Portogallo.

La recensione de L'Indice
Recensione de L'indice

(recensione pubblicata per l'edizione del 1986)
recensione di Marenco, F., L'Indice 1986, n. 4

"Un capolavoro", scrive 'Arthur Koestler di questo romanzo breve, che raccoglie altri giudizi entusiastici di eminenti critici ed è il tascabile più venduto in Francia nel 1985. Misteri del gusto e dell'editoria contemporanei: perché il libretto è proprio brutto. Il tema è quello dolentissimo del diffondersi della mentalità razzista nella Germania tra Weimar e il Reich, patita in prima persona dall'io narrante, un ragazzo ebreo che è legato da una profonda amicizia a un rampollo dell'alta aristocrazia, suo compagno di scuola. L'amicizia è bella e felice finché non intervengono a comprometterla i pregiudizi della Germania ariana, e l'immancabile conversione del giovane aristocratico al nazismo. La tragedia universale coinvolgerà diversamente i due amici di un tempo: all'ebreo porta un esilio e un vuoto che anche il successo mondano non riuscirà a colmare; all'ariano una tomba, per essersi alla fine ribellato a quel leader e padrone un tempo tanto ammirato. L'amico viene dunque "ritrovato", ma come vuole questa tragica storia di separazione, non più in carne ed ossa, ma come un nome e un cognome, su un elenco di scomparsi in guerra.
La narrazione è fatta con l'economia di chi vorrebbe lasciar parlare i fatti, gli incidenti inattesi e crudeli, le piccole-grandi crisi che contribuiscono a spingere un adolescente ai margini degli affetti delle sicurezze, delle gioie dei suoi simili. L'intento è certo lodevole, purché quel mondo così ricco e profondo che viene intuito e subito inghiottito dalla storia riesca poi in qualche modo a riemergere, a farsi vivere davvero come una perdita, un'occasione di nostalgia (come accadeva con "Il giardino dei Finzi Contini"). Ma niente di tutto questo: qui ci sono fatti troppo meschini per raggiungere un pathos reale; c'è un senso dell'adolescenza che vorrebbe essere magico e invece rimane del tutto convenzionale - ci sono felicità e incanti malamente traditi dal semplicismo e dalla prevedibilità delle espressioni. E c'è un necessario senso della giustizia - ma di una giustizia acerba e quasi cieca, che fa dire di un compagno di scuola, un ragazzo di 16 anni, nazista in erba: "Se c'era qualcuno (e sottolineo se) che meritava di morire, questo era lui" (p. 91). Com'è vero che con il senso di giustizia non si fanno dei bei romanzi. Se questi sono i grandi successi di oggi speriamo almeno che sia per le giuste ragioni civili, e non per le sbagliate ragioni letterarie.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 210 recensioni presenti.  Media Voto: 4.48 / 5

monica (11-01-2012)
Un'amicizia pulita sincera, nata tra due ragazzi accomunati dalla lettura dall'arte dall'intelligenza. Ne l'estrazione sociale ne le religioni porrebbero limiti a questo forte sentimento se i due ragazzi non fossero nati in una Germania inumanamente razzista. Una Germania brutale che separera' questi due giovani cambiando per sempre le loro vite. Un affetto ancora vivo e sincero dopo tanti anni, due amici che i macabri eventi della Seconda Guerra Mondiale fara' rincontrare in un finale inaspettato e tristissimo. Un libro veramente molto bello.
Voto: 5 / 5
Salvatore (07-01-2012)
Paradigma dell'amicizia adolescenziale (la più pura e disinteressata tra tutte) e dell'odio portato dall'antisemitismo: tutto condensato egregiamente in nemmeno 100 pagine. Il finale è da brividi e spezza il cuore. Da leggere!
Voto: 5 / 5
Micia18 (01-01-2012)
il significato del racconto è dato dalla sua semplicità di contenuti e dalla sua brevità.il fatto che il libro sia così poco spesso e non faccia riferimenti all'epoca storica, è dato dal semplice fatto che il racconto parli di un periodo della vita di un ragazzo di sedici anni che,oltretutto,ha sempre conosciuto poco di ciò che accadeva nel suo paese.è vero,come ho letto in alcuni commenti,che non c'è disperazione da parte del ragazzo,è vero che non vengono nemmeno accennati i campi di concentramento,ma se si legge il racconto con la dovuta attenzione si trovano tutti i particolare psicologici e emotivi del protagonista nonchè la disperazione del padre che si trova costretto ad aprire la canna del gas.è un ragazzo il narratore,perciò il punto di vista è il suo e per lui la cosa più importante è trovare un amico che corrisponda al suo grande e maturo ideale di amicizia e l'ha trovato.le persecuzioni naziste sono iniziate poco a poco e qui tratta di come lentamente queste ultime siano entrate a far parte della vita di un comune ebreo.non presta la dovuta attenzione alla storia per il semplice motivo che quella la conosciamo tutti,ma cerca di farci riflettere su quanto sia importante inseguire un ideale,come può essere per hans quello dell'amicizia,ma senza far sì che questo diventi fanatismo,come il nazismo.
Voto: 5 / 5
kine (12-10-2011)
Eccellente (non capolavoro) libro che nelle ultime 15 pg sa esplodere di grandezza. Piu che un amicizia, a è sembrato la ricerca di un amore non corrisposto, scemato in amicizia... Da leggere..
Voto: 4 / 5
Gabriele gabriele.rucco@libero.it (17-09-2011)
Breve ma molto intenso; è questo il risultato di poche pagine piene di un sentimento d' amicizia tra due adolescenti che ben presto per cause di forza maggiore, si allontaneranno uno dall' altro. Consigliato !!!
Voto: 4 / 5
Simone (15-06-2011)
Un piccolo gioiello letterario che ha saputo rendere, con poche, semplici immagini, tutto l'orrore che ha portato la Germania ad accogliere e subire il nazismo di Hitler. La peculiarità del libro è che racconta questa delicata fase storica attraverso gli occhi di due ragazzi di diversa estrazione sociale e religione, che vedono morire poco alla volta un'amicizia che cambierà loro per sempre la vita. Commovente il finale "a sorpresa".
Voto: 5 / 5
elisa (05-06-2011)
commovente: la storia dell'intima e disperata amicizia di due adolescenti separati dal nazismo. la deggere.Splendido!!!!!!
Voto: 5 / 5
Mattia (14-05-2011)
Questo libro letto anni fa a scuola mi aveva lasciato perplesso. Ho provato a rileggerlo dopo dieci anni e le perplessità sono divenute certezze: non mi piace. Il degno finale non riesce a salvare un racconto troppo semplice e poco accurato che non spiega se non marginalmente il dramma di quel periodo storico. Va bene la semplicità, ma dove sono i risvolti psicologici dei protagonisti che solo vicino alla conclusione emergono con lunghe e monotone riflessioni? Come riconoscersi in personaggi così distanti e in una storia che non decolla? A volte alcuni libri vengono malgiudicati a causa di un finale semplicistico e scontato...Mi chiedo quindi se un finale ad effetto renda "capolavoro" quello che praticamente è un debole racconto di amicizia...Per me rimane una piccola delusione.
Voto: 2 / 5
Valeria (12-05-2011)
L'amico ritrovato è una gemma da custodire preziosamente, una poesia, breve e significativa. La storia può sembrare banale e rivista, due bambini, uno ebreo l'altro proveniente da una famiglia antisemita si affezionano con la genuinità tipica dei fanciulli, che sanno scegliersi con verità e semplicità. La storia poi, naturalmente fa il suo corso e il finale suggella il valore nell'imprinting di ognuno di loro di quel legame originario. Chi ne rimane deluso probabilmente si aspettava chissà che intreccio. Parlare di nazismo non significa parlare soltanto di persecuzioni e di guerra ma anche di spaccati umani.
Voto: 5 / 5
Edoardo (04-04-2011)
Un capolavoro nel vero senso della parola: raccontare la shoah tramite l'amicizia fra due sedicenni, l'uno di famiglia ebrea, l'altro di famiglia aristocratica, forse è da qui che ha preso spunto l'autore di "Il bambino con il pigiama a righe", e la meraviglia della lettura culmina proprio nell'ultimissima pagina, dove vi aspetta un finale inaspettato e anche commovente. Da leggere.
Voto: 5 / 5
alessia intili (19-03-2011)
Stupendo, molto corto ma stupendo! Con un finale inaspettato e sorprendente!
Voto: 5 / 5
Lady Libro (11-02-2011)
Dicono tutti che questo libro sia un capolavoro, ma non riesco capirne il perchè. Onestamente a me non è piaciuto affatto. Mi stanno a cuore i libri che parlano della Shoah, e leggendo questo libro mi aspettavo un capolavoro degno di quella immane catastrofe, e invece? Uno squallido libretto da quattro soldi che non vale niente: la storia è noiosa, monotona e priva di fascino e interesse. Credevo si concentrasse più sui campi di sterminio, sul dolore di essere deportati ed emarginati, sui sentimenti provati dagli Ebrei e così via. Invece mi ritrovo una ridicola storiella che saprebbe scrivere chiunque riguardo una semplice amicizia di due personaggi che mi sono risultati terribilmente odiosi: il biondino bello, saccente e perfettino che sa far tutto e lo sfigato piagnone di turno che vuole essere suo amico. Dov'è la drammaticità? Dov'è il dolore provocato dallo sterminio? Dov'è la parte interessante, toccante e commovente? Proprio da nessuna parte! Ribadisco di nuovo che non capisco come questa semplice storiella d'amicizia possa aver avuto tanto successo. Non c'entra un emerito nulla con la Shoah. Sono certa che il povero Primo Levi si rivolterebbe nella tomba leggendo questo orrore.
Voto: 1 / 5
OskarSchell (02-09-2010)
Assolutamente da leggere!
Voto: 5 / 5
Fabrizio fafofafo@alice.it (05-06-2010)
Un romanzo elegante che descrive in meno di cento pagine quello che accade in Germania negli anni antecedenti la seconda guerra mondiale. Racconta la storia di un'amicizia tra due ragazzi,Hans e Konradin..un'amicizia stravolta,come tante altre cose in quel periodo, dall'avvento del nazismo. In quella Germania,purtroppo, non c'era più posto per gli Ebrei,non c'era più posto per continuare ad amare quella nazione dove il nostro protagonista e la sua famiglia vivevano da generazioni. Passa la guerra,scompare il nazismo ma rimangono agli occhi di tutti gli orrori commessi,passano gli anni,la vita continua...ma alla fine rimane la rabbia di aver perso tutto in quegli anni,la famiglia,la casa,la dignità...rimane il ricordo di una strana amicizia e di un amico che si credeva fosse un protagonista del diabolico ingranaggio nazista. Una frase del libro mi ha colpito:Konradin che scrive,"...mi hai insegnato a pensare e a dubitare...". Se pensi e dubiti,allora non fai più parte dell'ingranaggio. Buona lettura a tutti.
Voto: 4 / 5
marco (29-05-2010)
Non è un libro che colpisce, sia per la lunghezza che per la semplicità. Onestamente ne sono deluso, una storiella fine a se stessa, che finirà subito nel dimenticatoio.
Voto: 2 / 5
elio (08-03-2010)
Delicato gioiellino con un finale che ti spezza il cuore. Da leggere assolutamente.
Voto: 5 / 5
Gianpiero (26-02-2010)
Un piccolo capolavoro
Voto: 5 / 5
Alessia (25-01-2010)
Una piccola opera, una grande opera dalla composizione stilistica semplce, lineare e soprattutto chiara nella descrizione dell'amicizia tra i due protagonisti.Un'amicizia pero' destinata a naufragare ancora una volta per colpa dei pregiudizi e delle discriminazioni razziali.Un libro da leggere, che fa riflettere sempre e non soltanto in prossimità del giorno della memoria.
Voto: 4 / 5
Giada (08-01-2010)
L'ho letto e mi ha emozionato, mi ha emozionato terribilmente. Da un punto di vista stilistico era tutto perfetto, specialmente le magistrali descrizioni che non erano mai eccessive; i sentimenti erano come dipinti, così chiari e trasparenti da entrarti dentro. Mi sono sentita partecipe di questa storia, e mi sono commossa per la vita di quei due ragazzi tedeschi. Niente da dire riguardo alla lunghezza: certe cose non vanno esasperate, poiché spesso la concisa intensità e spessore stanno nella concentrazione di tutto ciò che si può mettere in un buon libro in quelle poche - giustissime - pagine che fanno emozionare chi legge. Chi non legge questo libri non sa proprio quello che si perde.
Voto: 5 / 5
Alice (07-01-2010)
voto 3 su 5 perchè non mi è piaciuto il fatto che l'autore si sia soffermato troppo sui particolari (particolari della casa di konradin)o sui discorsi tra i 2 amici (discorso sulla religione, sull'esistenza) ......e poi penso che sia troppo corto come racconto! ...solo 90 pagine! l'argomento del nazismo o comunque delle 2 guerre mondali è trattato poco (forse dal 16° capitolo se non dal 17° su 19). la parte che ho preferito è stata la fine perchè è ricca di riflessioni e sentimenti provati dal protagonista! l'introduzione e la parte centrale le ho trovate noiose!
Voto: 3 / 5
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