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Uhlman Fred - Storia di un uomo | Nel 1960, quando Fred Uhlman conclude la sua autobiografia, è un pittore affermato, ma nel campo della scrittura la fama continua a deluderlo. Gli arriverà postuma con lo straordinario successo de L'amico ritrovato, divenuto in breve tempo un bestseller mondiale. È una delle ironie di una vita, dominata nel bene e nel male dal caso, il cui racconto commosso, partecipato e ricco di episodi curiosi e divertenti, si legge come un romanzo.
| La recensione de L'Indice |

(scheda pubblicata per l'edizione del 1987)
scheda di Ventavoli, B., L'Indice 1988, n. 4
Già dal titolo volutamente incolore emergono gli intenti narrativi di Uhlman, conosciuto dai contemporanei più per la sua attività di pittore che per il suo talento letterario. È questa una straordinaria autobiografia nata non dalla volontà di immortalare eventi ma dal desiderio di raccontare la storia di un uomo, ebreo, nato in Germania nel l90l, e quindi coinvolto nelle grandi catastrofi del nostro secolo. Pur dedicando molta attenzione all'evoluzione dell'antisemitismo durante il regime hitleriano, Uhlman procede pacatamente, conducendoci per mano, come un eroe di Bellow, attraverso i luoghi della sua diaspora, nella Parigi dei grandi pittori, poi nella Spagna della guerra civile e infine nell'idilliaca Inghilterra. Gli eventi più sconvolgenti sono frammisti alla minuteria dell'aneddoto e l'autobiografia assume la forma di un romanzo intriso di garbati sentimenti, dello stupore e della delicatezza propri di un uomo che si è salvato per puro caso dal crollo degli argini della razionalità. Pagina dopo pagina emerge il ritratto di un individuo che ha inseguito con passione il sogno di vivere per l'arte, di un cittadino che ha cercato in ogni anfratto della storia di affermare il valore della tolleranza e della cortesia, di un maturo gentiluomo di campagna che tira le somme di un'esistenza, sinceramente convinto di aver fallito nel suo intento: diventare un grande artista. Ma questa autobiografia, insieme al successo postumo del romanzo "L'amico ritrovato", è la più netta smentita di quella convinzione.
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Media Voto: 4 / 5mauro (15-02-2005) Bel libro, soprattutto per la conoscenza degli usi e dei costumi in Germania negli anni 20.
Ho notato che rispetto la trilogia del ritorno si è completamente spogliato della sua emotività descrivendo il tutto con molta lucidità.
E come se avesse preferito mascherarsi dietro personaggi per raccontare i suoi dolori. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
epoc7 (25-06-2002) L'intento del libro, è di raccontare, la seconda guerra mondiale, non come battaglia tra popoli, ma come vuoto di sentimenti tra l'umanità.
Anche se fu più famoso come pittore, io, che ho letto:L'amico ritrovato, Un anima non vile, Niente resurrezione per favore e adesso questo libro, ritengo che le sue capacià siano da lodare.
Non solo per lo stle in se, ma anche per come l'autore sa, mediante le sue continue illustrazione dei paesaggi, delle persone, e dei loro sentimenti, sappia coinvolgere il lettore; come se il tutto stia accadendo d'avanti il lettore stesso. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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