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Dürrenmatt Friedrich - Il sospetto | Il sospetto fa parte di quei romanzi di Dürrenmatt in cui una maliziosa e maligna impalcatura "gialla" finisce per negare se stessa e per mettere piuttosto a nudo le orrende magagne e falsità di cui è fatto l'animale uomo. Questo romanzo "dagli allucinanti specchietti filosofici" (come lo ha definito Italo Alighiero Chiusano) ha come protagonista l'ispettore della polizia di Berna, Hans Baerlach. Egli si trova a discutere con il medico Samuel Hungertobel, suo amico, sui delitti atroci di cui si sono resi responsabili i nazisti nei campi di concentramento. L'occasione è una fotografia della rivista "Life": ritrae un medico, il dr. Nehle, mentre opera senza narcosi solo per soddisfare il suo sadismo. Hungertobel osserva, quasi per caso, una strana rassomiglianza di Nehle con il dr. Emmenberger, che esercita la professione di chirurgo in una clinica di Zurigo. Baerlach, gravemente ammalato, vuole concludere la carriera con una indagine memorabile, perché, quasi d'istinto, intuisce che fra Nehle e Emmenberger esiste un rapporto diretto, oscuro e conturbante... Un giallo psicologico perfetto che è fondato sulle stesse qualità dell'ispettore Baerlach quando dice: "Vedrai, la nostra arte è un misto di matematica e di fantasia".
10 recensioni presenti. Media Voto: 3.9 / 5claudio (05-11-2011) Giallo "anomalo", questo ottimo lavoro di Durrenmatt. Si svlge praticamente tutto a letto, in un letto di due ospedali dove il commissario Barlach, appena andato in pensione, vuole risolvere un caso di probabile somiglianza fra un medico di Zurigo e un altro che operava in un campo di sterminio nazista senza narcosi. E con l'aiuto di uno "strano personaggio", un gigantesco ebreo riesce nel suo intento.
Non è casuale che il libro è stato scritto pochi anni dopo la fine della guerra, quando ancora la caccia ai criminali nazisti non era diventata così intensa dagli anni '60 in poi. negli Voto: 5 / 5 |  |  |  |
viky (28-08-2011) autentico capolavoro ! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
paola (14-07-2011) un'atroce diabolica costruzione per il più bel libro di F. D.
oltretutto mirabilmente tradotto Voto: 5 / 5 |  |  |  |
lucafanti (27-01-2010) Si legge con piacere ma a mio parere qui Durrenmatt è meno convincente che in altre prove. La narrazione non è così scorrevole e alcune forzature nella trama limitano il valore del romanzo Voto: 3 / 5 |  |  |  |
linda (05-03-2008) 50 e passa anni e non sentirli! lo stile dell'autore, moderno, fresco, asciutto, sfida il passare del tempo...e questo piccolo giallo tiene incollati fino all'ultima pagina. tanto di cappello! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ale bedica (14-12-2007) Giallo psicologico pubblicato nel 1951, molti anni prima che Simon Wiesenthal permise la cattura di Adolf Eichmann,dimostra che l'interesse di Durrenmatt verso i crimini imputati al nazismo sia nato precedentemente alla Caccia alle Streghe.Protagonista è un poliziotto prossimo alla pensione,solitario e zelante.Anche questa volta è affidato al caso il ruolo dell'assassino,che diventerà poi nemico atroce,beffardo ed irriverente.Il Commissario Barlach riuscirà a ricostruire i fatti con esattezza ed a risolvere gli enigmi senza lasciare il letto d'ospedale,un po' come Isidro Parodi di Borges-Casares che risolve ben 'Sei casi' nella cella del carcere in cui è rinchiuso,ma perderà miserevolmente la sua sfida. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Denise (28-08-2006) Poco più di 100 pagine per una specie di giallo, scritto nel 1953, che trae spunto dagli orrori nazisti.
Per i miei gusti i dialoghi sono troppo filosofeggianti. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Mimmo (15-06-2005) Ho comprato questo libro per caso,il primo che leggo dell'autore,e devo dire che mi ha emozionato non tanto per la storia, quanto per l'intensità dei dialoghi presenti soprattutto nella seconda parte.Durrenmatt scrive davvero bene e leggerò sicuramente altre sue opere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Andrea (16-11-2002) Un libro abbastanza appassionante che però non emoziona come altri lavori su questo genere. Anche la storia non è molto originale. Non male, ma si trova di meglio Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Eugenio (10-11-2000) Opera veramente straordinaria, tutta psicologicamente tesa verso il rapporto carnefice-vittima. A volte ambigua, come spesso in Dürrenmatt, crea delle atmosfere agghiaccianti che ti incollano letteralmente alla sedia. Imperdibile Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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