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Dürrenmatt Friedrich - La promessa. Un requiem per il romanzo giallo |
Recensioni 1 - 20 di 46 recensioni presenti. Media Voto: 4.23 / 5claudio (06-11-2011) Altro ottimo lavoro di Durrenmatt, dopo "Il sospetto". Non lo conoscevo, ho già ordinato altri suoi libri. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
viky (27-08-2011) magnifico. da non perdere. Approfondirò sicuramente la lettura di questo grande scrittore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
xino (14-05-2011) Un giallo che è un capolavoro.
E' lento ma l'ho letto di un fiato.
E' un'investigazione poliziesca, ma è anche un'investigazione della natura umana.
Mentre lo leggevo sentivo qualcosa di grandioso e assoluto che c'è in questo libro, ma non riuscivo a metterlo a fuoco.
Poi, adesso che l'ho finito da qualche giorno, qualcosa ho capito. Qui dentro ci sono tre elementi che mi accompagneranno per sempre.
1. Una storia originalissima (tra l'altro scritta con maestria) che tra vent'anni l'avrò ancora viva in mente e non si sarà annacquata e confusa che altre storie che ho letto.
2. Un personaggio (Matthai) che è epico, potente, umano nella sua follia.
3. Un disvelamento della realtà odierna. Dürrenmatt quando ha scritto questo libro nel 1956 non poteva certo immaginare che 40anni dopo avremmo assistito a scene dove uno afferma una cosa, davanti cento persone e venti telecamere, e il giorno dopo quando gli chiedono conto di quello che ha detto dice:" non è vero non l'ho mai detto".
Questo libro parla anche del valore della parola data, del suo valore nei confronti degli altri e nei confronti di se stessi. Del prendersi un responsabilità, del mettersi in gioco e di pagare in prima persona... e infine del destino cinico e baro che alla fine ha sempre la meglio su tutti! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
GL (22-07-2010) Non saprei dire se è un requiem per il romanzo giallo, direi semplicemente che è un grande libro. Una storia di ostinazione, disperazione, sconfitta. Grande l'ambientazione e grandissimo il distacco del narratore.
Ne hanno fatto anche un film molto bello, per quanto diverso (con Jack Nicholson). Voto: 5 / 5 |  |  |  |
joetata (17-03-2010) Lezione di stile,non c'è che dire,Durrenmatt è grandioso nel suo riinventare le regole del giallo,più che raccontarci una storia filosofeggia sull'inprevedibilità della vita,noi uomini possediamo la logica ma il Dio/Caso è dietro l'angolo,buona lettura. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
antorizz (15-01-2010) si ha le sensazione che in qualsiasi posto tu lo legga possa accadere qualcosa di tragico, che fuori dalla finestra tu debba controllare qualcosa di terribile e non ti accorgi invece che tutto è già finito, senza un perchè ed è la cosa che più ti lacera...così ti alzi e riponi su uno scaffale questo piccolo libro con estrema cautela. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fabrizio (26-11-2009) Capolavoro straziante di Dürrenmatt, ma paradossalmente anche ironico (la vecchietta moribonda che non smette più di parlare, quando invece dovrebbe arrivare al sodo, è esemplare). Più che il titolo, a mio giudizio, conta il sottotitolo e a coloro che beceramente vogliono "suspence" ricordo che quel "requiem" non ne assicura neanche un po'. Per fortuna. Per pochi eletti, gli altri si leggano Dan Brown! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
patroclo (14-06-2009) romanzo che si puó leggere in due modi, tutti e due azzeccati: come una riflessione diciamo filosofica sul ruolo dello scrittore di "intrattenimento" e del suo (diciamo) dovere nei confronti del lettore, ma anche semplicemente come romanzo giallo, devo dire riuscitissimo per ritmi e capacitá di creare attesa.
diciamo che anche tralasciando l´aspetto piú saggistico, puó regalare ad amanti del genere e non diverse emozioni Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Luca (15-01-2009) Una bella lettura, non di più.
Non capisco chi lo giudica un capolavoro e il sottotitolo "requiem per il romanzo giallo" è molto pretenzioso.
C'è di meglio (Chandler, Crumley, ecc.) Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Aurora (05-09-2008) In fin dei conti mi è piaciuto.
Era una lettura obbligatoria per la scuola. L'ho letto in lingua originale, in tedesco...
Questo romanzo si distingue dagli altri romanzi criminali in quanto manca la Happy-End. Mi è piaciuto anche per questo motivo, perchè è molto più vicino alla nostra realtà. Tutto è descritto con precisione, luogi, personaggi, dialoghi completi.. Sembra quasi di trovarsi in un film e di provare le emozioni dei personaggi...
Il libro è da consigliare a tutti coloro che amano romanzi criminali e che non danno un così grande valore alle storie con lieto fine... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Ardid79 (20-07-2008) L'antiromanzo giallo per eccellenza, dove al posto delle indagini canoniche, logiche, intelligenti, e spesso ovvie, abbiamo la realtà. Caotica, imprevedibile, bizzarra. E può succedere che un commissario geniale e freddo, inciampi nell'assurdo, e perda la ragione e gli anni nel tentativo di risolvere un caso. Inseguendo una deduzione, cercando di risolvere tutto con un procedimento logico. Invano. E quando alla fine conosceremo anche noi la soluzione, beffarda, grottesca, assurda, che dimostra come nella vita conti solo il caso e l'effimero, restiamo stupiti, scontenti e pensierosi. Magistrale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Philip (03-04-2008) Amarissimo e atipico romanzo/racconto giallo,genere di cui scardina le fondamenta razionali e positivistiche,affermando il Fato come ordinatore supremo dei destini umani.Da segnalare anche la trasposizione filmica,la quale,fedele più allo spirito che alla lettera del romanzo,ci offre un Jack Nicholson in forma eccezionale e risulta essere (per una volta)all'altezza del libro.Entrambi capolavori. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sara s.belluomini@alice.it (01-04-2008) la paura non nasce dal non sapere (io già conoscevo la storia perchè avevo visto il film - bellissimo - di Sean Penn) ma dal saper raccontare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
resny (26-01-2008) Meno male che è lungo solo 150 pag..!!!!!L’autore vuole dar mostra del fatto che sia abile e capace di scrivere…poi lancia messaggi, paradossi,ambiguità ..spunti di riflessione per rendersi interessante!!!Peccato!!!
Il soggetto oltretutto non era male…l’ineluttabilità del fato un dato noto, l’obiettivo di vita anche, l’aleatoiretà della congetture pure, quindi perché tanto filosofeggiare e non un bel thriller con tanto di suspence ???
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
IrishInside (06-11-2007) Il libro più angosciante, cupo e disperato che abbia mai letto. La notte che l'ho finito l'ho passata in bianco in preda agli incubi.
Ho comprato altri Durrenmatt ma non ho anacora avuto il coraggio di iniziare per paura di quell'angoscia.
Un genio. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
RoSs (02-10-2007) Un perfetto antiromanzo giallo, tutt'altro che scontato. Da leggere tutto d'un fiato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Elisa (17-12-2006) Un bel giallo,dal finale agghiacciante e amaro.L'ho letto volentierissimamente e lo consiglio a chi ama il genere. S. Penn ne ha magistralmente tratto un film. Da vedere!! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Greta gretel68@virgilio.it (16-12-2006)
Un requiem per il romanzo giallo è davvero il sottotitolo giusto.
Un romanzo giallo ha delle regole insindacabili: l'investigatore, l'assassino e la vittima e naturalmente il finale, possibilmente lieto. LA PROMESSA racchiude queste cose, almeno in parte ma ribalta completamente il senso perché come dice l'autore stesso, i gialli si fanno con la logica e la precisione quasi matematica, ma nella vita non sempre è così, anzi quasi mai e allora ecco che la trama diventa addirittura assurda perché vengono demolite le regole basilari, vengono meno le certezze che la logica sempre ci dà.
Contrariamente alle premesse, il finale mi è piaciuto moltissimo, perché ha dimostrato senza ombra di dubbio che è il caso a fare da padrone e che siamo come sempre in balia degli eventi e della fatalità.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Lorenzo (11-12-2006) Questo è un romanzo molto intrigante che non arriva mai a sfiorare la noia.
Personalmente non mi è bastata una sola benchè attenta lettura, ma con gioia, rileggendo, mi sono messo a scardinare il romanzo e a estrapolare ciò che l'autore vuole dire: la vita del romanzo giallo( che io personalmente adoro) è giunta al termine,i lettori non vogliono più le formule fisse e gli ideali utopistici contenuti negli immortali libri di Doyle o Wallace, la gente vuole un romanzo intrigante nel quale però si possa rispecchiare la realtà quotidiana, e Durrenmatt,capito ciò, ha scritto esplicitamente un elogio funerario per il giallo, un caposaldo della letteratura contemporanea.
E' un antiromanzo giallo che gioca sulla mancata sequenzialità dei fatti e sul decesso, sulla distruzione della personalità e della persona Matthai, un genio, uno che della legge e degli omicidi aveva capito tutto e che si è trovato di fronte un avversario gigantesco, al quale ha dovuto sottostare: la sorte, la sfortuna, l'imprevisto. La storia diventa così solo un mezzo che veicola il reale messaggio, non ha un ruolo fondamentale sapere che siamo in svizzera, piuttosto che in Alaska o in Groenlandia, non ha importanza sapere che le tre vittime sono bambine, non ha importanza il fatto che il romanzo sia stato scritto nel 1956 come copione per un film. Da tutto ciò deve trasparire che , per quanto un lieto fine sia soddisfacente, questo non è possibile poichè stiamo parlando della vita reale, nella quale la genialità aiuta ma deve essere supportata da una buona dose di fortuna. L'autore gioca molto su anticipazioni,ripetizioni, gioca molto sui colori(i prevalenti sono il bianco, che potrebbe essere visto come l'innocenza, il rosso, il sangue, e il nero, il male) e su similitudini costruite con metalli come il bronzo o l'argento.L'ambiente è descritto semplicemente e le descrizioni climatiche riescono a far vivere le situazioni/sensazioni descritte.
E' un libro che merita sicuramente di esser letto e che non smette di stupire.Geniale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
roby (18-09-2006) un buon libro nn lo s può negare...sceglietelo se sarete costretti a leggere libri x la scuola cm me nn resterete delusi...se siete amanti del giallo classico allora nn lo dovete perdere...uno strappo ai canoni fissi dello stile...bello e leggero (letto in un gg) ciao Voto: 4 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 46
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