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Bukowski Charles - Hollywood, Hollywood! |
11 recensioni presenti. Media Voto: 4.54 / 5Lorenzo_pallacorda (03-06-2011) Un Bukowski imborghesito (ma non per questo sobrio..) si improvvisa sceneggiatore in un'atmosfera delirante, surreale e squallidamente comica. E' incredibile come l'autore in ogni suo romanzo riesca a smontare platealmente il sogno americano, rivelandoci una società decadente ma accuratamente agghindata. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
LaMelaMarcia seby.g@hotmail.it (22-10-2010) Se qualcuno avesse detto ad Hank Chinaski che un giorno avrebbe guidato una sfavillante Bmw tra i viali di Hollywood o che sarebbe stato accompagnato, in limousine bianca, alla première del film di cui è sceneggiatore, gli avrebbe di certo detto: «Amico, tu bevi troppo, anche se non è mai abbastanza. Mi offri un goccio?».
Invece, incredibile ma vero, in "Hollywood, Hollywood!" lo ritroviamo proprio in questi panni. Fedele compagno della bella e preziosa (per la sua salute) Sarah, ricco e famoso. Anche se, per fortuna, il vecchio Chinaski non ha perso il gusto del bere e delle corse.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Giacomo (03-09-2007) Bellissimo, un libro grandioso. 212 pagine che vanno giù in un attimo, MA DENSE, PIENE DI MALINCONIE, HUMOR E VERITà.
gRAZIE PER TUTTO CIò CHE HAI SCRITTO: Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lucas (09-01-2007) Mi dispiace vecchio Hank, ma stavolta la storia della sceneggiatura sembra solo una scusa per scrivere un romanzo (musica che non hai nelle tue corde) e contare poi i dollaroni che ti avrebbe fruttato. Si salvano alcuni pregevoli passaggi ma nel complesso questa volta non convinci. Anzi, puzzi di fregatura... Ma a te lo possiamo perdonare. Sei stato forse il più grande Poeta del '900, uno dei migliori Scrittori di racconti brevi ma non reggi la durata di un romanzo... Secondo il mio modestissimo parere. Salute Buk, stappo una bottiglia di vino rosso alla tua immortale memoria... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Trixter (29-08-2006) romanzo ad alto tasso alcolico. E' il primo che leggo di Bukowski e senz'altro ne leggerò ancora altri. La trama è intrigante, lo stile frizzante e piacevole, i dialoghi sublimi e divertenti. I personaggi che ruotano intorno al protagonista sono tratteggiati in maniera fantastica. Consigliabile ad amanti e non di Buk. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
HULK (17-05-2006) Come il suo mestro Jon Fante, anche il veccio Buk ha voluto cimentarsi con la fabbrica dei sogni, Fante ha descritto in 'Chiedi alla polvere' la sua esperienza come sceneggiatore, padre, padrone, con il cane frocio, i figli sballati, la moglie.....Buk secondo me costruisce un romanzo, con figurine stereotipate, non perchè manca il sesso, la giovane compagna è pura invenzione, personaggio bidimensionale. Ma conseguente al mondo di Buk, l'unico personaggio è lui, ed il suo alter Ego. Comunque divertente Voto: 4 / 5 |  |  |  |
lovez FedericoFazio@libero.it (22-03-2005) Geniale..nonostante l'assenza di sesso penso non sia mai stato scritto qualcosa di piu sconcio..
Si buk..ci hai provato,ingannando il lettore con la favoletta della sceneggiatura per il film..
MERAVIGLIOSO......!!!!!!!!!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
purple.cat purple.cat@libero.it (04-10-2004) stupendo. un bukowski maturo che supera sè stesso. mai stato così esilarante.libro imperdibile per i seguci di buk...forse si apprezza meglio se dell'autore si è già letto altro..
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
fabrizio mallarino mallarino@katamail.com (05-02-2004) bukowski al meglio, non c'è dubbio .
al meglio xchè veste un abito su misura: quello del guastatore. e a hollywood, per giunta.
al meglio xchè usa sempre il suo stile scarno, molto hemingwayano, ma con un sapienza di fondo che sostituisce, compensandola, la furia distruttiva delle sue prime prove letterarie. l'umanità rimane al centro dell'universo di bukowski, che ora però se la ride soddisfatto alla guida di una bmw nera invece di arrabbiarsi come una bestia mentre si scola l'ultima lattina a bordo della sua "volks".
per gli amanti di zio buk e per tutti gli altri.
ps: imperdibile la raffica di invettive che lancia contro swarzenegger.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
concetto 76 (10-02-2002) E'un romanzo, di certo migliore di "Post Office",
ma privo di quel corrosivo cinismo presente nei racconti di "Storie di ordinaria follia". E' un Bukowski che sa di essere invecchiato, e si guarda indietro non senza un po' d'ironia.
I dialoghi, come nota l'acuta Fernanda Pivano(acuta e sintetica nei giudizi come sempre), sono uno dei punti forti di questa macchina narrativa pieno di humour e forse pure anche di una certa nostalgia (almeno in alcuni punti) per il tempo che mai tornera'.Non posso non dare il massimo dei voti. Oltretutto anche latraduzione e' magistrale. Lo consiglierei non solo agli accaniti di Bukowski. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Leonardo Moro (02-01-2002) Bukowski ci regala un nuovo delizioso romanzo. narra della sua incursione come sceneggiatore nel mondo dei sogni di Hollywood.Al suo fianco c'è sua moglie descritta in modo angelico diversa da tutte le altre donne descitte nelle sue precedenti opere.entriamo nel mondo delo spettacolo tra produtorri, attori, attrici e registi.in questo libro c'è una hollywood diversa mai descritta in questo modo. c'è anche un Bukowski diverso, ma non per questo inferiore, Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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